12 aprile 2026

Svizzera 2026, il parco giochi

Dall’11 al 14 settembre 2026
4 giorni, 3 notti, km 621


Chi visita la Svizzera, scoprirà presto che non c’è itinerario che non preveda il passaggio di più valichi. Noi siamo andati alla ricerca di alcuni di essi fra i più caratteristici e suggestivi, scegliendo quelli che più ci sono piaciuti. La Confederazione Svizzera è, per auto definizione, uno “Stato dei passi”. I colli sono gli sbocchi indispensabili per il flusso vitale del paese. I quattro passi in particolare rappresentano un viaggio nel cuore delle Alpi per rivivere il mito della Posta alpina. Partire alla loro scoperta, questo l’obiettivo, godendosi vedute impareggiabili su imponenti ghiacciai, profonde gole e romantici villaggi. Ci sono delle aree geografiche in Europa, che sembrano appositamente studiate per dare il massimo della soddisfazione di guida, con strade quasi sempre perfette, con buon asfalto, paesaggi e panorami da togliere il fiato. 

Quello dell’itinerario proposto è senza dubbio uno di questi.



Tappe:

  1. Passo dello Spluga, arrivo
  2. Passo dello Spluga- Andermatt, Km 240
  3. Andermatt - Livigno, km 381
  4. Livigno, rientro in sede


 Il parco giochi 

Dall’11 al 14 settembre 2026

4 giorni, 3 notti, km 621

 

Programma:


1.    Passo dello Spluga, arrivo

Uno dei passi alpini più belli dell’arco alpino, dal nostro punto di vista, sarà il punto di partenza di questa affascinante esperienza alpina. L’albergo Vittoria, l’hotel Posta e la sua enoteca ci attendono per iniziare alla grande il viaggio. Per chi ha tempo e voglia, per arrivare in “zona operazioni”, un riscaldamento, per usare un termine ciclistico, è d’obbligo: quindi uscita autostradale Bergamo per affrontare il passo S. Marco e poi, dopo una vera e propria indigestione di curve per oltre 90 chilometri, giusto preludio di quello che ci attenderà nei prossimi giorni, arrivati a Morbegno piegheremo a ovest per dirigerci verso il Passo dello Spluga, punto di partenza del nostro giro. La particolare posizione della Valle ha favorito il passaggio dell’uomo già in epoca preistorica. La piana sulla quale è posto l’abitato di Montespluga ha assunto la denominazione di Piano della Casa poiché nella sua estremità settentrionale sorgeva già anticamente la “Ca’ de la Montagna”, edificio nel quale trovavano riparo viandanti e animali da soma. Il rifugio corrisponde all’attuale albergo “Vittoria”. Come annotava un anonimo del Seicento: “Uomini e giumenti troppo spesso perderebbero la loro vita su questo monte, se non vi fosse questo ricovero”. Qui, quando infuriavano le bufere di neve, come avveniva in tutti gli ospizi alpini, si suonava una campana per orientare i viaggiatori smarriti e per chiamarli a pietoso rifugio durante la tempesta. La sosta alla Ca’, dove pure era in funzione un’osteria, rappresentava anche un momento di scambio di merci tra i mercanti di Val del Reno e Valle Spluga. Qui sostava anche la corriera di Lindau che dal 1823 collegava il lago di Costanza a Milano. Ed è proprio qui che ci daremo appuntamento!!

 

Sei sceso dal Brabante o dalla Baviera,

dallo Jutland o alle Ardenne

Al ritmo del pedale o di un passo lento

oppure rombando fremente tra i tornanti.

Forse sei salito a dorso d’asino da Rovigo,

in torpedone da Molfetta o

in monopattino da Reggio nell’Emilia.

Ora sei qui,

sull’alta soglia alpina dello Spluga

Nel silenzio di un momento

inaspettato e perciò meritato.

Per questo, e per quello che non sappiamo

ti diamo il benvenuto

in questa antica casa

da sempre aperta al cittadino del mondo.

Se poi: i pavimenti sono storti, le pareti sottili,

i bagni forse un po’ angusti e privi del tocco del celebre Gustavo Bimby,

non c’è la tv (non ce lo chiedere che ci rimarremmo male), ma free wi-fi,

usiamo poco ammorbidente per far continuare a sorridere le trote nel lago (oltre che per il benessere della tua pelle)

è perché abbiamo cercato di cambiare

il minimo possibile l’essenzialità plurisecolare della Ca’ de la Montagna.


2.   Passo dello Spluga- Andermatt, Km 240

Si parte e siamo in un attimo in Svizzera per perderci lungo la Viamala, il primo spettacolo di giornata!! In passato era odiata: “la brutta via”, così i vecchi mulattieri ribattezzarono la selvaggia e profonda gola in cui scorre impetuoso il Reno posteriore. Oggi, invece, la si visita proprio per la spettacolare interazione di acqua e rocce, che raggiungono anche i 300 metri di altezza. Il percorso ci spingerà fino a Reichenau da dove cominciamo il pirotecnico avvicinamento al cuore dell’itinerario: Oberalppass per piombare su Andermatt, un grazioso villaggio nell'area dominata dai 4 passi, dove pernotteremo, ma tutto a suo tempo. I 4 passi formano una specie di 8 viario e noi, a questo punto, siamo proprio nel mezzo. Poche regole, anzi nessuna, a parte quelle ovvie e scontate su sicurezza e velocità: senso orario, antiorario, poco importa e noi faremo esattamente così, uno sballo: il parco giochi delle Alpi ci attende. Inizieremo, perché pur sempre si deve cominciare dal Furka, poi il Nufena concludendo con la Tremola, l'antica via del Gottardo interamente lastricata, che spettacolo, che giornata! Adesso, al secondo passaggio da Andermatt possiamo concederci una meritata sosta……..


3.  Andermatt - Livigno, km 381

Ci allontaniamo dai 4 passi, non prima di aver valicato lo spettacolare Grimsel ed il Sustenpass e dirigendoci verso est. La discesa dal Grimsel dal versante nord è letteralmente strabiliante. Una serie di dighe e laghi glaciali di un colore verde smeraldo, cercano di interrompere in più punti la strada che tortuosamente ed in maniera assurdamente panoramica, riesce ad evitare incurante tutti gli ostacoli. Uno spettacolo! Ma la Svizzera è terra di valichi: Klausenpass, Albula, non ce ne vogliano gli altri ma uno dei nostri preferiti, Bernina, per chiudere il giro e la scorpacciata di passi alpini a Livigno non prima di aver valicato il. Lo sappiamo, oggi abbiamo esagerato!! Attraverseremo aree ben distinte anche geograficamente. La strada di Susten, vera e propria meraviglia costruttiva, viene utilizzata principalmente per il turismo; perciò, viene sgombrata dalla neve solo in un secondo momento e spesso la chiusura invernale si protrae da novembre a giugno, sarà il caso di approfittarne una seconda volta dopo il tentativo di ieri. Proseguiremo poi per l'Urnerboden, il più grande alpeggio svizzero e, secondo alcuni, anche il più bello. Come che sia, il vasto altipiano è un paradiso per gli amanti della natura e la spettacolarità dei paesaggi. In Alta Engadina, dicono le brochure pubblicitarie, devi solo allungare la mano: il cielo è lì a un palmo da te, l’altopiano lacustre luccica nella luce del pomeriggio, i boschi di cembri profumano di resina fresca e, nei villaggi, le case non si stancano di catturare il sole con le loro facciate suggestive. Uno scenario da cartolina. Noi eviteremo Saint Moritz per guidare sul desolato Albulapass, e rientrare in Italia dal passo del Bernina, per poi piegare a sinistra per il passo Forcola, siamo in dirittura di arrivo un ultimo sforzo. La desolata valle di Livigno ci attende. Il paese affonda le sue radici in una ricca cultura di tradizioni popolari. La sera saremo a cena in malga per assaporare i piatti tradizionali della zona.


4.   Livigno, rientro in sede

Colazione in Hotel, scioglimento della comitiva. Possibile un’estensione di mezza giornata, con tracciatura annessa, transitando sui valichi più spettacolari della zona, prima di riprendere l’autostrada al casello di Brescia, per il veloce rientro in sede. In sequenza:

·      passo di Foscagno

·      passo di Gavia

·      Passo di Croce Domini

·      Passo Maniva













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