lunedì 6 agosto 2012

PARTENZA

3 agosto, Cargo office Uzbekistan  Airlines.
Non iniziamo benissimo, 45 minuti buttati perché la ragazza che rilascia i permessi per l’area doganale, m’invia arbitrariamente nell’area di competenza militare, e lì devo attendere quasi un’ora perché subisco il verticismo decisionale della gerarchia militare uzbeka: vengo letteralmente palleggiato da un ufficio all’altro, ma la responsabilità di tale decisione può essere presa solo dal comandante che naturalmente arriva quando cazzo gli pare. Naturalmente il suo assenso sarà perentorio e verbale, quindi verrò condotto nuovamente dalla ragazza che senza battere ciglio mi compila questo piccolissimo foglietto per iniziare l’espletamento delle pratiche.
Per il resto tutto uguale all’anno precedente, sia i militari che i responsabili dell’ufficio merci pericolose, mi riconoscono immediatamente, mi stampano le fotocopie, mi cambiano i soldi in nero (con un risparmio di oltre il 30% su quello ufficiale), mi offrono da bere, aggiungono una zuppa e, nonostante ci siano anche altri 4 ragazzi perugini che si uniscono al gruppo, alle 15 siamo fuori a bordo delle moto, anche se naturalmente quella di Pierandrea non parte perché il serbatoio è vuoto!!!
Per le spedizioni aeree (ma quelle navali si discostano di poco), i mezzi dovrebbero essere consegnati svuotati di tutti i liquidi, una cosa assurda e che fino ad oggi sono riuscito sempre ad evitare!!
“forse l’ho svuotato troppo!!”
“troppo?? cazzo, è secco!!”
Ragazzi, pierandrè, mi sono stancato di spingere, succede ogni viaggio, mi è successo anche in Norvegia a giugno, un austriaco con una Gold Wing, rimasto a secco appena dopo il circolo polare artico, e che ho spinto per quasi 15 km nonostante nel momento in cui gli avevo detto di salire in sella  e che provavo, sbalordito, mi ha risposto: “it’s impossible!!”
Torniamo in Asia. Benzinaio, a spinta ancora, poi in albergo, ma come arriviamo, Ettore mi si avvicina: “provi un attimo la moto, lo sterzo….mi sembra ci sia qualcosa che non va!!”
10 metri per capire:
“hai fatto ingrassare i cuscinetti di sterzo?”
“beh, sì!”
Sti cazzi di concessionari ufficiali, sempre uguali!!
Mi toccherà ricorrere al solito Rahmatjon, che addirittura la prima sera ci porta in uno dei migliori ristoranti della città e offre anche la cena: “ 7 pratiche, 7 moto in mezza giornata, se continui così, non mi chiami più! Proprio adesso che abbiamo cambiato casa ed abbiamo diverse stanze per gli ospiti….”
Fantastico ragazzone di 30 anni della valle del Fergana!
Come faccio a spiegarti che la mia riconoscenza per le tue infinite gentilezze e piaceri nel corso degli anni difficilmente si esaurirà con il trascorrere del tempo e per la mancanza di viaggi in questa zona!?!?
Ci siamo conosciuti nel 2010, per un problema di permessi, lui gestisce un’agenzia di viaggi, la  Roxana Tour e da  allora ci siamo sempre sentiti ogni volta che sono tornato in Uzbekistan.
Il problema allo sterzo, verrà risolto brillantemente da un meccanico di strada, sempre trovato da Rahmatjon. Fortunatamente i cuscinetti sono ancora intatti.
Alla fine la mattina di domenica 5 agosto, partiamo direzione Samarcanda, dove sosteremo 2 giorni, un ritardo che potrebbe giocare anche a nostro favore, visti i problemi in Pamir!!!
 
6 agosto
Samarcanda, la perla dell’Asia, la città che più di altre evoca il mito di viaggi ed esplorazioni verso terre lontane!!
“Non viaggiamo per il commercio,
Da venti più caldi sono infiammati i nostri cuori più ardenti.
Per la bramosia di conoscere ciò che non dovrebbe essere conosciuto,
Percorriamo la strada dorata che conduce a Samarcanda”. 
James Elroy Flecker nei versi di Ishak, letti per la prima volta nel 2006, prima di affrontare il primo viaggio verso queste terre e che più di tutti, probabilmente danno libero sfogo alla fantasia!!
Qui finalmente apprendiamo definitivamente o quasi che il punto di confine di Penjikent è chiuso, domani si passa da Oibek, si torna leggermente verso nord, ma si entra dal punto migliore, che permette di iniziare i famosi percorsi di montagna, da Istaravshan, chiamata Kir dai parti, Ciropoli da Alessandro Magno, Ura-Tyube dai russi e che vanta uno dei centri storici meglio conservati di tutto il paese.
Alla fine ci siamo!