27 giugno 2022

AL-MAGHREB AL-AQSA

Il Marocco è sempre stato considerato un paese estremo.
Nei primi secoli della civiltà arabo-islamica era conosciuto come Al-Maghreb al-Aqsa, tradotto letteralmente “la terra più lontana dove tramonta il sole”, in riferimento alla sua posizione all’estremità occidentale dell’Africa settentrionale. Antichi navigatori, conquistatori medioevali e moderni colonizzatori hanno tentato per lunghi secoli di assoggettare questa terra lontana, ma il territorio aspro e le sue orgogliose genti radunate in tribù resistono. Pur avendo assorbito le influenze di alcune culture europee, africane ed arabe, il Marocco rimane un paese assolutamente unico. Ed è sicuramente la cosa che più impressiona il visitatore l’enorme varietà di situazioni che si possono incontrare anche in un viaggio breve, mettendo in risalto le differenze tra le maestose città imperiali e le zone di campagna dove la vita scorre a ritmi più naturali e blandi, tra le imponenti catene montuose che tagliano trasversalmente la parte settentrionale del paese creando delle differenziazioni climatiche e culturali davvero straordinarie e l’area desertica che domina la parte meridionale ed orientale del paese.



Un mini continente nel continente africano: il Marocco rappresenta un viaggio per diversi aspetti. Il primo, la non semplice facilità di raggiungerlo nonostante si trovi nella parte settentrionale dell’Africa; il secondo per le molteplici situazioni, condizioni geografiche, etniche. Ultimo aspetto, ma non certamente da sottovalutare, una varietà viaria talmente affascinante da soddisfare anche il moto turista più esigente.




MOROCCO

dal 28 settembre al 13 ottobre 2023

14 giorni, km 4.254



Programma:

 

1.    venerdì 29 settembre, Siviglia- Tanger- Assilah km 251

Si ritirano le moto, siamo nel sud della Spagna, si viaggia velocemente verso il traghetto, si sbarca in Africa, si espletano le formalità doganali, si arriva a destinazione, tutto in un solo giorno.......ce la faremo?? L’idea iniziale era di arrivare a Rabat, poi valutando di fermarsi appeena usciti dalla dogana, alla fine si è trovato un’aletrantava: Assilah, una cinquantina di chilometri scarsi dal punto di sbarco ed iniziamo subito con le prime sorprese. Probabilmente costruita dai fenici come porto commerciale intorno al 1500 a.C., la città fortificata, fu la casa di diversi conquistatori e pirati. Dall’aspetto di una tipica città in un’isola greca del mar Egeo, Asilah è una splendida località turistica dagli edifici bianchi. La sera ci concederemo il tempo di ammirare i bastioni portoghesi del XIV secolo, le antiche porte, le stradine fiorite della Medina e i suoi edifici in stile islamico e andaluso.

2.     sabato 30 settembre, Assilah- Loualidia km 578

La tappa più lunga dell’intero viaggio, per giunta con la prima parte della giornata percorsa in autostrada. Ma se ci si vuole spinegre a sud di Agadir, per guidare su passi di montagna poco frequentati, bisogna rinunciare a qualcosa e questa è la tappa dei sacrifici, 2 delle città imperiali le vittime predestinate!! La meta di tanto spreco di chilometri sarà Oualidia e le sorprese, spero piacevoli, continuano a dettare i ritmi delle nostre soste. Situata a metà strada da El-Jadida e Safi, questo suggestivo borgo di pescatori, viene spesso indicato con la definizione un pò esagerata di Saint Tropez del Marocco. Certo è che, a parte i paragoni altisonanti, la laguna a forma di mezzaluna che la abbraccia è davvero magnifica. La sera ci condereremo una cena a base di frutti di mare, saggiando se i paragoni con le coste francesi non si fermano alla morfologia del territorio. 

3.     domenica I° ottobre, Loualidia- Essaouira km 190

La nostra marcia diventa più lenta, riflessiva, ma la direzione verso sud è imprescindibile, visti i nostri obiettivi. Iniziamo a percorrere la strada costiera che diventa immediatamente panoramica, incontaminata, a tratti selvaggia, con verdi campi che scendono a picco sul mare incuneandosi in insenature sabbiose. Ci terremo il più vicino possibile alla costa per tutta la giornata fino al punto di arrivo, Essaouria famosa soprattutto per la sua sensazionale Medina sul mare,  iscritta giustamente nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La fortezza, le mura bianche, la rilassatezza dei suoi abitanti, la Kasbah, le botteghe artigiane, rendono questa città unica e dal sapore alquanto europeo.

4.    lunedì 2 ottobre,  Essaouira- Agadir km 242

Ancora coste, sempre più selvagge, ancora il sud come punto cardinale a dettare la nostra rotta. Oggi entreremo ufficilamente nel sud del Paese, che non è solo isolato geograficamente dall’alto Atlante alla parte settentrionale, ma lo è anche culturalmente. Infatti la maggioranza delle sue popolazioni è costituita da berberi delle montagne e nomadi del deserto. In dirittura di arrivo, qualcosa di strano avviene sul percorso: si inserisce inaspettatamente un altro punto cardinale, si va ad est verso la bellissima valle del Paradiso e visiteremo le cascate con più portata di acqua del paese. Arriveremo ad Agadir, capitale della regione di Sous Massa Draa. Nel corso degli anni questa cittadina è diventata la principale località marittima del Marocco meridionale, apprezzata soprattutto per la sua spiaggia, lunga oltre 10 chilometri, l’ambiente rilassato e la grande ospitalità dei suoi cittadini. Domani  una delle prime mete imprescindibili di questo viaggio, l’Anti Atlante. Speriamo che il trasferimento sia valso la pena.

5.     martedì 3 ottobre, Agadir- Taroudant km 361

Abbandoniamo Agadir sempre nella solita direzione, ma l’assaggio di ieri si trasforma in un cambio di registro, atteso da giorni. Ci si spinge verso l’interno, dapprima senza grandi emozioni, poi, una volta atrraversato l’Oued Assaka, tortuosamente ci si spinge, fra colori irreali, verso il magnifico Col de Kerdous e Tafroute. Lungo il percorso, villaggi berberi fatti con mattoni di fango. Anche dopo, dirigendosi verso nord i panorami restano stupefacenti costeggiando la valle del Aimeln e scalendo l’ultimo passo di giornata il Tizi Mill. Arrivo a  Taroudant, sotto ogni aspetto una tradizionale città mercato berbera, cinta da magnifiche mura di fango rosse con lo sfondo  delle cime innevate dell’Alto Atlante. 

6.    mercoledì 4 ottobre, Taroudant- Marrakech km 225

Si lascia Taroudant e la meta saranno quelle montagne ben visibili in lontannza. Circa 50 chilometri e la deviazione a sinistra ci catapulta verso il Tizi-n-Test, 2092m, vertiginoso passaggio lungo le antiche rotte commerciali da dove ammireremo panorami sensazionali. Prepariamoci allo straordinario!! Rappresenta senza dubbio uno dei passi più spettacolari, tortuosi e pericolosi del paese che porta al di là dell’Alto Atlante, consentendo di raggiungere Marrakech. Giornata interamente dedicata ad una strada sola, ma in tanta trance agonistica, troveremo il tempo di visitare la Moschea di Tin Mal, una delle rarissime aperte ai non musulmani e concederci una sosta nella cittadina di Ouirgane. La Medina di Marrakech è il cuore geografico e spirituale della città rossa: quasi al centro del Marocco, a 580 chilometri a sud di Tangeri, a 327 chilometri a sudovest di Rabat e a 246 chilometri a nordest di Agadir. 

7.     giovedì 5 ottobre, Marrakech- Ouarzazate km 210

Lasciamo il traffico caotico della Città Rossa e la strada si inerpica velocemente, il paesaggio perde il caratteristico manto fatto di un verde accecante, per diventare brullo, la vista si apre, il panorama corre lontano, l’asfalto rasenta la perfezione. Il Tizi n’ Tichka è più alto del Tizi-n-Test, anche se probabilmente meno inquietante, ma certamente spettacolare nella sua diversità. Dall’altro lato, ci attende la cittadina di Ouarzazate, famosa anche per la sua fiorente industria cinematografica, si trova alle porte della vasta distesa di sabbia che si estende interrottamente per centinaia di chilometri. Ci fermeremo quì, domani faremo la conoscenza delle prima lande desertiche dell’Erg orientale, la vasta distesa di sabbia che si estende interrottamente per centinaia di chilometri più a sud.

8.     venerdì 6 ottobre, Ouarzazate- Zagora km 353

Da Ouarzazate, la P31 ci condurrà verso sudest nella magica Valle del Dràa, tra il Jebel Sarhro e le montagne dell’Anti Atlante, racchiude un paesaggio sorprendente e numerosi villaggi fortificati, i Ksour, circondati da palmeti. Queste piccole città-stato si susseguono per oltre 200 chilometri e sono edificate all’interno di mura perimetrali che un tempo servivano a difendersi dai nomadi del deserto. Il Draa è il fiume più grande del Marocco e in questo lembo di terra, custodisce villaggi berberi, dune di sabbia, lussureggianti pianure, montagne innevate e palmeti. Questa valle è una delle principali attrazioni turistiche del Marocco. La percorreremo tutta, numerose sono le opzioni per il soggiorno, noi opteremo per comodità a Zagora.

9.    sabato 7 ottobre, Zagora- Merzouga km 302

Da Zagora, teniamo oggi la strada più merdionale per spingerci in un altro must turistico di questo sorprendente Marocco. Il confine con l’Algeria è vicino, anche se indistinguibile in un paesaggio uniforme. Una distesa di dune che si estende a vista d’occhio, un orizzonte che può sembrare irraggiungibile, ma che oggi appare alla portata delle nostre ruote. Merzouga è il punto di partenza ideale per vivere il trekking nel deserto. Questa città a sud del Marocco, non lontana dal confine con l’Algeria, non ha monumenti o edifici storici di rilievo, ma è una delle più visitate del Marocco poi che da qui partono i tour a piedi, in cammello o in fuoristrada verso le grandi dune dell’Erg Chebbi. Per chi vuole provare l’esperienza, forse poco autentica, ma sicuramente suggestiva, possibiltà anche per noi, anche se breve, a dorso di cammello, per poi sederci per una cena conviviale, tutti assieme riuniti sotto le stelle mangiando dallo stesso piatto, alla maniera delle popolazioni locali.

10  domenica 8 ottobre, Merzouga- Tinerhir km 432

Ci lasciamo alle spalle il deserto, le sue dune giganti,  per tornare leggermente indietro, purtroppo non possiamo ignorare due dei maggiori richiami naturistici dell’intero nord Africa. Assolutamente le Gole du Dades viste dall’alto sono uno dei paesaggi più spettacolari, conosciuti, pubblicizzati e fotografati di tutto il paese. La valle omonima si snoda attraverso campi di mandorli e fichi, alcune fantastiche formazioni rocciose e diverse imponenti casbah e ksar. Il punto più spettacolare è dove la gola si stringe ed il fiume scorre accanto alla strada. Un paio di chilometri più avanti, la strada si addentra nel canyon principale con una serie di tornanti in salita per poi ritornare pianeggiante, all’altezza di un balcone naturale dove è sorto un ristorantino. Siamo probabilmente in uno dei punti più panoramici, affascinanti e fotogenici dell’intero tragitto, sicuramente il più pubblicizzato dell’intero paese. L’arrivo è previsto Tinerhir, la base migliore per la seconda escursione programmata nella zona, che avverrà domani nel temtativo di approfittare delle luci migliori.

11   lunedì 9 ottobre, Tinerhir - Midelt km 305

A soli 15 chilometri da Tinerhir, in fondo ad una valle disseminata di incredibili palmeti e vilaggi berberi, si trova la magnifica Valle del Todra, uno dei canyon più spettacolari del mondo. Alte pareti di roccia rosa e grigia scavate dall’acqua in alcuni punti  alte fino a 300 metri si avvicinano fino a sembrare di ingoiare la stessa strada, rendendo lo scenario ancora più spettacolare. Una volta oltrepassato questo punto, volendo, si potrà raggiungere il bellissimo villaggio berbero di Tamtattouchte, a 42 chilometri dalla Gola di Dadès. Lo decideremo al momento. In entrambi i casi torneremo indietro dalla stessa strada al punto di partenza e ci dirigeremo verso Midelt attraversando le Gole di Ziz. Oltre El Rachida il percorso diventa spettacolare. Il nostro punto di arrivo, rappresenta il centro di demarcazione tra il Medio Atlante e l’Alto Atlante.

12    martedì10 ottobre,  Midelt- Fès km 214

Siamo in dirittura di arrivo e ci dirigeremo verso Fes senza tentennamenti seguendo una via poco frequetatta ma abbastanza veloce. Entrando a Fez ci sembrerà di fare un tuffo nel passato, respirando un’aria medievale: ambientazioni meravigliose, suoni particolari, ricchi profumi e soprattutto cromatismi sorprendenti. 

13    mercoledì 11 ottobre,  Fès- riposo

  Quì tutto è colore. Fez si divide in Città nuova, Fès el-Jedid, cioè la città imperiale costruita a partire dal 1200, dove si trovano la stazione, il Palazzo Reale e il quartiere ebraico, e la Città Vecchia,la Medina, chiamata Fès el-Bali, la più antica parte murata di Fes,   un vero labirinto fatti di migliaia di stradine,con mercati di ogni tipo, dai tappeti agli oggetti in ottone, della ceramica ai tessuti e alla pelle, e dove le merci vengono ancora trasportate a dorso d’asino. Immancabile la visita alle concerie.

14.   giovedì 12 ottobre, Fes-  Ceuta- traghetto km 436

Ultima tappa in terra d’Africa, ultimo giorno in Marocco, sarà un trasferimento verso il punto d’imbarco, sulla punta più settentrionale del Marocco dove, in posizione dominante sullo stretto di Gibilterra, si trova la città di Ceuta che, insieme a Melilla, è una delle due enclavi spagnole in terra marocchina. Ceuta si trova su una penisola che si estende nel Mediterraneo a meno di un’ora da Tangeri e Tetouan e a soli 35 minuti di traghetto da Algeciras, in Spagna, un piccolo gioiello caratterizzato da un’architettura particolare. Guideremo sulle ultime propagini degradanti del Rif, l’ultima barriera montuosa che ci spingerà verso la costa,  l’Europa e la fine di questo viaggio.

    15. venerdì 13 ottobre, arrivo a Siviglia, riconsegna dei mezzi, rientro in sede km155



























26 giugno 2022

Scozia, a caccia di leggende, persi tra curve, distillerie e castelli

 Strade talmente strette da far dubitare di riuscire a transitare semplicemente con un veicolo a due ruote, colori esplosivi che si accendono nel casco e riempiono paesaggi a volte irreali, misteriosi castelli che tramandano leggende secolari, antiche distillerie famose in tutto il mondo per la qualità particolare con cui vengono invecchiati i loro whiskies. In una breve sintesi questa è la Scozia, ma c’è dell’altro, molto altro, come sempre e come al solito, tenteremo  di scoprirlo in questa occasione. Giugno 2023, la meta sono le Highlands.

Highlands, dall'8 al 19 giugno 2023

10 giorni, km 3.238


Programma:


1. Giovedì 8 giugno, arrivo in Belgio, ritiro delle moto, imbarco Rotterdam

Giornata in apparenza complicata e piena di impegni, volo dall’Italia, trasferimento nel magazzino dello spedizioniere, a Bornem, quasi a metà strada tra Bruxelles ed Anversa, ritiro dei mezzi, trasferimento al porto di imbarco, si salpa da Rotterdam alle 21.00.


2. Venerdì 9 giugno,  Kingston Upon Hull- Edimburgo km 440

Sbarco la mattina, non siamo ancora in zona operazioni, ma sono le 7.30 e siamo sulla buona strada, a fine giornata la raggiungeremo. Tenteremo di trascorrere la giornata alla nostra solita maniera perdendoci nelle brughiere settentrionali inglesi. Meta di tappa probabilmente l’icona di questa Scozia straordinaria che andremo a conoscere nei prossimi giorni. Edimburgo è un piccolo gioiello, giustamente considerata una delle più belle capitali d’Europa. I suoi vicoli e monumenti storici hanno saputo appropriarsi di spazi angusti lungo le pendici di una serie di colline, dando vita a una caratteristica città in cui paesaggio e palazzi sembrano essere un tutt’uno. Forse mancherà il tempo se i partecipanti non decideranno di imperio di accelerare, ci sarà tempo a fine viaggio, estendendo il viaggio di un giorno.


3. Sabato 10 giugno, Edimburgo- Oban km 282

La direzione di giornata è verso est, ma bisogna risolvere il problema Glasgow. Pensiamo di avere trovato una discreta soluzione, ma ne verificheremo la validità nel corso della mattinata. L’itinerario inizia lentamente a mostrare quello che ci attenderà nei prossimi giorni. Faremo conoscenza con le prime single track-road, letteralmente dall'inglese, strada a binario singolo o strada a una corsia, che consentono il viaggio a doppio senso ma non sono abbastanza larga da consentire ai veicoli di sorpassarsi o di incrociarsi l'un l'altro. Per ovviare al problema intervengono le passing line, piazzole dove sostare e  permettere tali operazioni. Logicamente i tempi si dilatano, le distanze cominciano ad assumere un significato che sembra ignorare il numero di chilometri da percorrere. Nel mezzo, sosta in uno dei migliori posti per degustare frutti di mare dell’intero paese. Questa prima giornata di assaggio alle atmosfere scozzesi terminerà ad Oban, nome evocativo di distillati di pregio, splendida città di mare, in cui arriveremo, percorrendo chilometri di coste mozzafiato e di magnifiche campagne.


4. Domenica 11 giugno, Oban- Mallaig km 275

Si comincia a fare sul serio, iniziamo a conoscere le Highlands. Sebbene sia un luogo comune, possono essere considerate senza ombra di dubbio, la Scozia dei sogni, che evoca l’immaginario del viaggiatore con una straordinaria miscela di cultura, storia, architettura e paesaggi senza pari. Dopo una giornata ad aggirare fiordi che sembrano laghi, insenature tanto contorte da instillarci il dubbio che le strade che le percorrono siano state tracciate così per far perdere l’orientamento a chi le percorre, arriveremo al punto d’imbarco per l’isola di Skye, a cui dedicheremo l’intera giornata di domani, in realtà un pò di più. Traghetteremo l’indomani, sicuramente il modo migliore per arrivare in questo luogo fuori dal mondo.  


5. Lunedì 12 giugno, Mallaig- Portree km 267

E’ il giorno dedicato interamente ad An t-Eilean Sgiathanach, l’isola di Skye. Deriva il suo nome dal norvegese Skuy, tradotto “nuvola”, guadagnandosi il soprannome gaelico di “Elean a Cheo”, letteralmente isola nebbiosa. Entrambi gli appellativi sono ampiamente giustificati, ma nonostante l’indiscussa variabilità meteorologica, la straordinarietà di questa piccola isola, lunga 40 chilometri e mai più larga di 11, è indiscutibile!! E già sbarcando dal traghetto ce ne accorgeremo, decisamente ci attende una giornata di scoperte. Le Cuillin hills sono le più spettacolari catene montuose dell’intera Gran Bretagna. Ci concederemo la tortuosa e lunga deviazione lungo la penisola di Duirinish, per ammirare le scogliere di Waterstein Head ed arrivare al faro di Neist Point. Immancabile il solito castello da sogno, il Dunvegan, per arrivare a fine giornata a Portree, ma solo dopo aver scalato l’imponente scarpata basaltica del Quiraing che domina la penisola del Trotternish. 

Che cazzo di giornata!!


6. Martedì 13 giugno, Portree- Kyle of Lachalsh km 167

Ieri vi siete entusiasmati?? Calma, questa straordinaria isola ha in serbo ancora alcune sorprese, e non da poco: prima la dimenticata strada costiera che da Sconser arriva a Broadford; poi la strada per Elgol, da cui si gode una veduta mozzafiato delle Red Hills. Verso fine tappa, l’ultima sosta per visitare Eilean Donan, per cercare le luci migliori per il castello più fotografato di Scozia, situato su un’isoletta, collegato alla terraferma da un ponte e circondato da laghi e montagne. Posizionato in un punto strategicamente importante, questa inaccessibile fortezza venne eretta nel 1200 su un isolotto in mezzo alle acque del loch collegato alla terra ferma da uno scenografico ponte di pietra. Avremo tempo anche di dare un’occhiata a Plockton, uno dei borghi più suggestivi delle Highlands, affacciato su una baia tranquilla, un punto indefinito nella mappa stradale, appartato, tranquillo, ma bello da mozzare il fiato. Composto da un pugno di case bianche e colorate affacciate su una piccola baia riparata, con le barchette a vela che ondeggiano ormeggiate vicino alla riva. Tutto intorno, uno splendido paesaggio: montagne rocciose che si specchiano nel mare e boschi rigogliosi di pini che arrivano fino al mare. L’arrivo di giornata è fissato a Kyle of Lachalsh, che domina il Sound of Sleat, il canale che separa la terraferma dall’isola di Skye. 


7. Mercoledì 14 giugno, Kyle of Lachalsh- Ullapool km 265

E’ il giorno del Western Ross, il litorale occidentale della vecchia contea del Ross-shire, in assoluto uno dei nostri luoghi preferiti: montagne spettacolari, spiagge sabbiose, piccole fattorie e vedute scintillanti delle isole. Un seducente senso di isolamento ammanterà l’intera giornata e l’inizio sarà stupefacente, aggredendo la sbalorditiva penisola di Applecross, scalando Il “Bealach Na Ba”, il Cattle Pass, il passo del bestiame, il più alto dell’intera Scozia, ripidissimo, tra tornanti alpini e vedute pazzesche.........lo straordinario oggi inizia immediatamente ed il resto della giornata sarà una continua scoperta, anche se in teoria basterebbero solo questi pochi chilometri a riempire l’album dei nostri ricordi!! Breve deviazione per il piccolo centro di Badachro, una piccola distilleria indipendente, da cui si gode uno straordinario panorama dell’arcipelago e dell’isola di Skye. Si arriverà a fine giornata ad Ullapool, caratteristico villaggio di pescatori, tra paesaggi mozzafiato percorrendo le solite strade a carreggiata unica.


8. Giovedì 15 giugno, Ullapool- Thurso km 319

Dopo qualche giorno di viaggio in questi scenari, si potrebbe essere portati a credere che un senso di assuefazione possa intervenire a mitigare lo stupore che assale ad ogni curva. Beh, non è così!! Spingendosi verso nord, il senso di desolata solitudine, se possibile aumenta ancora. Le single track road, se possibile intensificano la loro presenza, sembrando chiedere quasi il permesso di invadere spazi non concessi, dominati da distese sconfinate di una fragile e selvaggia bellezza. Profonde insenature, spiagge deserte con colori irreali, penisole protese verso un mare minaccioso, baie riparate e tranquille, un entroterra che regala spazi aperti e sconfinati. 


9. Venerdì 16 giugno, Thurso- Lewiston km 288

La giornata inizia con un altro luogo davvero spettacolare Dunnet Head, un promontorio di brughiera selvaggia ricoperto di erica e sferzato da un vento impetuoso: da qui, nei giorni limpidi, è possibile vedere perfino le isole Orcadi. A due passi da Dunnet Head, è possibile visitare Castle of Mey, tanto per non perdere l’abitudine quotidiana con i manieri, una delle tante residenze reali sparse in giro per la Scozia. Siamo all’estremo lembo settentrionale dell’isola, ce l’abbiamo fatta. Da questo avamposto di mare passano tutti coloro che si vogliono imbarcare per l’arcipelago delle Orcadi: infatti oltre a Scrabster, John O’Groats è l’unico porto da cui partono i traghetti per le Orcadi. L’atmosfera che si respira è quella del tipico luogo di frontiera, sperduto, isolato, senza attrattive particolari e senza glorie da sfoggiare, ma che esercita un richiamo quasi ipnotico nel viaggiatore, sia che arriviate fin quassù per imbarcarvi, sia, come nel nostro caso semplicemente curiosando con le nostre moto. Ed il tratto di costa intorno a questo villaggio è davvero stupendo. A soli 3 chilometri da qui si estende un lungo litorale in cui potrete ammirare imponenti scogliere che si gettano a picco sul mare impetuoso, ricoperte da un verdissimo manto verde e popolate da un’infinità di uccelli marini. Se avremo “tempo”, scherziamo, il tempo per queste cose si trova sempre, seguiremo il sentiero che conduce a Duncansby Head, un promontorio con una spettacolare veduta su scogliere alte 60 metri, solcate da profonde insenature a strapiombo chiamate geos e scenografici faraglioni spazzati dalle onde e dai venti. A questo punto, la geografia impone un cambio di direzione, inizia un lento riavvicinamento alla civiltà!! Seguiremo la costa lungo la tortuosa A9 e ce ne allontaneremo per seguire un tratto del famoso percorso ferroviario Inverness- Thurso. Poi all’improvviso apparirà il Lock Ness che a parte la fama dovuta alla leggenda del suo misterioso ospite, è uno dei must scozzesi e di tutta la Gran Bretagna. Sosteremo lungo le sue rive nel piccolo centro di Lewiston, a due passi da un’altra attrazione irrinunciabile di questo viaggio.


10. Sabato 17 giugno, Lewiston- Stirling km 345 

Siamo in dirittura di arrivo, ma non abbassiamo la guardia. Inizieremo la giornata con la visita dell’Urquhart Castle, situato in posizione dominante sul lago di Lock Ness. Avete intravisto strani, giganteschi ed inquietanti essere lacustri?? No?? In verità capita spesso di fallire l’avvistamento………facciamo strada. Anche oggi, un paio di passi impervi, un altro castello, un lago che imprigiona il riflesso di montagne incombenti, una distilleria ed un parco nazionale. Giornata intensa, un po’ lunga, ma non me la sono sentita di rinunciare all’ultima stradina, all’ultimo lago appartato prima di piombare letteralmente su Stirling. Città nota per il suo ruolo strategico nel corso della storia scozzese, è dominata dal suo splendido castello, l’ennesimo, legato al mito di William Wallace. Qui faremo sosta prima di arrivare di prendere la via del ritorno, se non abbiamo intenzione di prolungare la nostra visita, tornando ad Edimburgo.


11. Domenica 18 giugno, Stirling- Kingston Upon Hull, imbarco km 585

Per chi non ha deciso di fermarsi nuovamente ad Edimburgo, per approfondire la vista, una lunga tappa ci attenderà oggi, probabilmente più lunga del previsto, ma come al solito non andremo per la strada più diretta, ed a tratti, a dirla tutta, neanche la più comoda. Ma tant’è, l’imbarco in prima serata ci consente di prendercela comoda e probabilmente ci concederemo anche qualche sosta inaspettata in una giornata che dovrebbe essere un semplice trasferimento verso il porto di imbarco. Se il tempo ce lo consentirà chiuderemo con una rapida sosta per ammirare l’imponente cattedrale di York. Siamo veramente in dirittura di arrivo, il traghetto ci attende, l’imbarco notturno alle 20.30 ci ricondurrà sul continente.


12.    Lunedì 19 giugno, arrivo Rotterdam, riconsegna dei mezzi  

Una volta sbarcati, orario previsto 8.30, la mattinata sarà dedicata ad un veloce trasferimento verso i magazzini dello spedizioniere ed alla riconsegna delle moto, prima di imbarcarsi per il volo di rientro in Italia. Per chi torna via terra invece c’è un altro pò da guidare.........sempre nella solita maniera!!