12 gennaio 2021

CENTRO ITALIA, Perduti nell’Appennino centrale


Quando si ha a che fare con l’Appennino, spesso ci si deve preparare allo straordinario. Proprio quì, tra Abruzzi e Marche, ci sono le vette più alte della dorsale montuosa che attraversa la penisola tagliandola in due, ma anche i paesaggi più maestosi e spettacolari, le strade più panoramiche che, in assenza quasi assoluta di traffico, la rendono una zona adattissima al mototurismo, fra le migliori del paese. Strade consolari dimenticate, provinciali sconosciute perse tra montagne imponenti, parchi nazionali di una bellezza da togliere il fiato, borghi, castelli, città d’arte, ospitalità e poi immancabili, gastronomia e buoni vini. Un’esperienza a volte inaspettata, quasi sempre violenta per le indimenticabili sensazioni che può offire.

Un claim turistico potrebbe essere: 

“Siete arrivati fin quì, nel centro dell’Italia, dove tutto è meglio, 

non resta che dare fiducia a questo fantastico teritorio, vi regalerà sensazioni uniche!!”

Centro Italia, pronti ad essere questa avanguardia a caccia di meraviglie??



“Landsails Motorcycle tour”

Perduti nell’Appennino centrale

 9- 17 ottobre

8 giorni, 7 notti, km 1861


PROGRAMMA

 

  1. sabato 9 ottobre, Trevignano Romano, arrivo

Per chi dovesse arrivare in anticipo, prima di dirigersi verso il lago di Bracciano, da dove avrà inizio la nostra settimana di esplorazioni in centro Italia, la zona ha sicuramente molto da offrire: Viterbo, capitale dell’antica Tuscia romana, sicuramente una delle più belle città d’Italia, spesso sottovalutate ed il lago di Vico, con le sue strade immerse tra boschi di castagni e querce. L’arrivo di giornata è a Trevignano Romano, pittoresco villaggio che gode di una vista spettacolare sul lago di Bracciano, soggiorneremo in un albergo diffuso tra i suoi vicoli medioevali, cena in locale con vista lago e piatti tipici del territorio.

 

  1. domenica 10 ottobre, Trevignano Romano - Sulmona km 305

Si parte con il giro del lago di Bracciano, poi si atraverserà il Tevere in maniera anonima, quasi per caso, proseguendo poi per stradine secondarie, lambendo pittoreschi villaggi dell’entroterra laziale, fino ad intersecare quello che è l’obiettivo di giornata, la ss5 Tiburtina per seguirla decisamente verso est. Il tratto da Carsoli a Tagliacozzo vi lascerà esterrefatti, che strada!! Una volta in paese immancabile la sosta caffè nella piazza dell’orologio, ma l’asfalto chiama, ancora, e piomberemo sulla piana del Fucino alla nostra maniera da dove, la Tiburtina continuerà inesorabilmente a scortarci, fin oltre il campo eolico di Collarmele ed una volta superato il valico di Forca Caruso, continueremo a guidare verso est, per strade dimenticate di questo Abruzzo, fatto di montagne e valli che si aprono alla vista e che danno un assaggio di quello che ci aspetterà nei prossimi giorni. L’arrivo di giornata è a Sulmona. Sistemazione in hotel ed in serata trasferimento in navetta nel borgo di Pacentro per un’altra serata all’insegna della gastronomia legata al territorio ed alla qualità, in uno dei migliori ristoranti della regione, una vera eccellenza.

 

  1. lunedì 11 ottobre, Sulmona, loop dei Parchi km 240

Gli antichi scrittori, tra i quali Ovidio e Sillio Italico, concordano sulla remota origine di Sulmona, ricollegabile alla distruzione di Troia. Il nome della città deriverebbe infatti da Solimo, che era uno dei compagni di Enea. Le prime notizie storiche, però, ci giungono da Tito Livio che cita l'oppidum italico e narra come la città, nonostante le battaglie perse del Trasimeno e di Canne, rimase fedele a Roma chiudendo le proprie porte ad Annibale. Ma cosa mai ci avrà convinto, noi perennemente irrequieti alla ricerca di nuove mete e nuove sorprese gastronomiche addirttura a porre questa seppur affascinenate cittadina come base per un giorno di sosta?? Improvvisamente Giovanni è invecchiato o è semplicemente stanco di fare e disfare bagagli?? Diego si è impigrito?? Niente di tutto questo. Sinteticamente la scelta può essere riassunta menzionando due aree naturistiche d’eccellenza: i parchi Nazionali d’Abruzzo e del Monte Sirente-Velino.......240 chilometri estenuanti, con un panorama viario sorprendente da far apparire marginali la bellezza dei panorami e che giustificano questa scelta logistica.

 

  1. martedì 12 ottobre, Sulmona- Termoli km 278

La regione Abruzzi-Molise, ufficialmente non esiste più amministrativamente dal 1963, ma oggi ce ne fregheremo, ignorando limiti territoriali e sconfinando a sud per poter visitare il Parco Regionale del Matese, arrivando in maniera solitaria, a dire il vero un pò vile, alle spalle di Campitello Matese, colto di sorpresa da una strada che percorre una valle che trarrà in inganno i più, facendogli credere che per un buco spazio temporale ci siamo improvvisamente catapultati ad altre latitudini, molto più a nord di dove realmente stiamo guidando. Un modo credeteci, davvero sorprendente, una landa desolata, dimenticata. Se poi consideriamo che prima abbiamo lambito la Majella e letteralmente divorato la ss17 valicando il passo del Macerone con le sue curve paraboliche, direi che potremmo anche essere soddisfatti, potremmo........una strada di fondovalle che permette di arrivare rapidamente a Campobasso, poi la ss87 è lì, la vecchia strada che conduce tra curve e scorci pesaggistici a Termoli, punto di arrivo di giornata. Sistemazione tra le mura dell’antico borgo marinaro, in albergo diffuso. Parcheggiamo le nostre moto e dimentichiamocene, le vecchie case dei pescatori diventeranno la residenza del vostro soggiorno e voi abitanti del borgo. Cena al porto, in una taverna gestita da una cooperativa di pescatori. 

 

  1. mercoledì 13 ottobre, Termoli- Pescara km 291

Ieri abbiamo stimolato la curiosita con un breve assaggino, oggi invece ci andremo giù pesante, insinuandoci, penetrando in maniera decisa, letteralmente scalando viariamente il Parco Nazionale della Majella. Ma si inzia tranquillamente, lambendo la costa dei trabocchi, queste strutture lignee, un tempo adibite alla pesca che punteggiano, arricchiscono il paesaggio, monopolizzando visivamente questo tratto di Adriatico. Sosta caffè a San Vito in un bar che è tutto: gelateria, pasticceria, per fare scorta di zuccheri prima di tanto impegno per strade di montagna!! La giornata avrà il suo epilogo con la vista che dalla cima del  Blockhaus domina la vallata fino al mare, foto di rito per poi picchiare verso la pianura ed arrivare sul mare per strade collinari poco trafficate con il mare sempre a vista. Cena di pesce in uno dei nostri ristoranti preferiti.

 


  1. giovedì 14 ottobre, Pescara- Civitella del Tronto km 254

Altra giornata, ed ovviamente altro Parco Nazionale. Il Gran Sasso, la piana di Campo Imperatore, il Tibet abruzzese, il gigante degli Appennini ci attende!! A vedere l’itinerario tracciato, può sembrare che il risultato scaturito non sia stato frutto di particolari ricerche. Non è stato così, ci siamo avvicinati molto a raggiungere l’obiettivo di percorerre tutte le strade che ritenevamo più spettacolari, i borghi più suggestivi, ma abbiamo dovuto saltare il passaggio da Fonte Vetica e dagli amici del ristoro Mucciante, pensando, credendo, sperando che non sarebbe stato difficile proporre al gruppo in corso d’opera una deviazione di pochi chilometri, in verità 6.9, li abbiamo misurati, per poter concederci una sosta per assaggiare qualche arrosticino ed un pò di pecorino marcetto, in uno dei contesti naturali più alti che l’Appennino possa offrire. Il risultato è così un percorso armonico all’occhio, ma che volendo consente anche la sosta, speriamo non ce ne vogliate. Dopo l’altro stop obbligatorio all’osservatorio astronomico ed il famoso albergo del Duce, una sequenza infinita di strade panoramiche ci condurrà a Civitella del Tronto e la sua fortezza. Impossibile non notarla, la strada, la ss81, tra le immancabili curve, valica un profondo burrone e scende proprio sotto i suoi possenti bastioni. Noi devieremo un pò prima, per conquistarla in sella alle nostre cavalcature, riuscendo dove potenti eserciti nel corso dei secoli hanno miseramente fallito l’impresa!! Dormiremo all’interno della cinta muraria, in una struttura alberghiera di interesse storico. Prima di cena, in uno dei migliori ristoranti della regione, una passeggiata nei vicoli lastricati farà rivivere un tuffo nel passato. Appare chiaro perchè la cittadina sì è sviluppata abbarbicata allo sperone roccioso dominato da questo baluardo che per secoli è stato imprendibile.  Ma è ora di andare a tavola, la cena ci attende, e che cena!!

 

  1. venerdì 15 ottobre, Civitella del Tronto- Norcia km224

Si parte e sembrerà ai più attenti che si cerca di perdere tempo. Forse, ma forse no. Il percorso diventa esageratamente indeciso nel suo zigezag solito, ma esasperato, le strade sono collinari, piacevoli, poco trafficate, con un bel panorama, decisamente diverso da quelli a cui ci siamo abituati nei giorni passati, tutto sommato rilassanti. Le cose diventano interessanti, molto interessanti, dopo Comunanza e la ss76, la vecchia ss76, ignorata da una galleria a fondo valle, che brucia i tempi e distrugge la gioia della guida, che noi naturalmente ignorerermo a nostra volta, con la superiorità di chi ha tempo a disposizione, voglia di perdersi, gioia nella guida e curiosità necessarie. Ci spingeremo a nord fino alla deviazione per il lago di Fiastra, un’altra strada dimenticata che sembra non portare da nessuna parte. Imboccheremo la ss209 senza quasi accorgercene per arrivare a Visso, da cui la scalata comincia alla volta del passo di Gualdo, punto di accesso al Piano Perduto, che in breve ci permette di arrivare a Castelluccio, il cuore pulsante del parco Nazionale dei Monti Sibillini, che dall’alto dei suoi 1452m, lo rendono sicuramente uno dei più alti ed impervi paesi d’Italia e gli permettono di dominare questa valle vasta 13 kmq, una valle incantata, sì un’altra, l’ennesima di questa zona degli Appennini e di questo viaggio. La  tarda primavera coincide con il periodo migliore per la visita, quello della fioritura, con la valle inondata di 4 colori accecanti, ma non preoccupiamoci, sarà comunque uno spettacolo..........la prima volta che transitai sulla piana di Castelluccio, più di 25 anni fa, fu un vero e proprio caso, un’apparizione che come in tutti gli eventi fortuiti amplificò la meraviglia che una tale meraviglia riesce a suscitare. Era inverno, nevicava, non c’erano fiori, colori, prati verdi, luce, ma solo il bianco della neve ed il grigio del cielo. Ne rimasi comunque affascinato, tanto da tornarci quasi immediatamente e poi altre decine e decine di volte!! Abbandoneremo questo gioiello degli Appennini dall’Inghottitoio, probabilmente il punto di osservazione piu spettacalare della piana, ennesima sosta, l’ultima, prima di picchiare vertiginosamente, credeteci sulla parola, per la solita strada spettacolare al punto di arrivo di giornata stabilito a Norcia. Che giornata!!

 

  1. sabato 16 ottobre, Norcia- Numana km 268

Ultima giornata di guida. Le Marche morfologicamente sono molto diverse dall’Abruzzo, a parte la zona visitata ieri. Un’altimetria meno aspra, degrada in un paesaggio spesso collinare, cambiando gli orizzonti ed il paesaggio. Ma la caccia di strade continua fino all’ultimo, avremo tempo anche di visitare le grotte di Frassassi prima di arrivare per strade secondarie sul promontorio del Conero, una scheggia di roccia di quasi 600m, conficcata nell’Adriatico, che dà il nome all’omonimo parco regionale. La mattina andremo via da Norcia, dirigendoci verso la Valnerina, e la sua ss209, una specie di coltello malese che si insinua in questo solco formato dal fiume Nera e dai suoi affluenti. La sequenza di statali continua incessante, a seguire la 319, la 256, poi la 361. L’arrivo è previsto a Numana. ,Numana, che vacanza.....così tenta di promuoversi l’ente turistico e dobbiamo crederle!! La signora del Conero, incastonata tra il verde del parco ed il blù delle sue acque.  la cena sarà naturalmente a base di pesce, in un ristorante affacciato sul mare.

 

  1. domenica 17 ottobre, Fine del viaggio e dei servizi, con rientro in sede
































04 gennaio 2021

Ellade

 

A richiesta si ripropone a distanza di soli 3 anni il viaggio in Grecia, sperando di riuscirci, visti questi tempi bui di incertezze sanitarie. Pochi cambiamenti, anche nei testi di presentazione, meglio, ci possiamo riposare in attesa della data programmata per la partenza!! 

Anche questa volta, l’obiettivo sarà di raggiungere où-tòpos, l’isola che non c’è, una landa di pace e di sogno è un fatto spesso connesso ai viaggi, il desiderio legato all’immaginario, e la Grecia, può giustamente scatenare la nostra fantasia. Uno dei territori più ricchi di storia, cultura e natura di tutta Europa. Meravigliosi siti archeologici, templi misteriosi, rovine di suggestive città del passato, numerosi riconosciuti patrimonio universale dall’Unesco.

Sarà il solito viaggio di fine estate?? Noi speriamo meglio!!




Ellade, km 2252

 

Programma di viaggio indicativo

Le tappe sono riportate per comodità e per dare qualche informazione in più su alcune delle attrattive che andremo a conoscere durante il percorso, le soste saranno stabilite a seconda delle esigenze quotidiane.

 

1.     imbarco Bari- Igoumenitsa 

Il pomeriggio appuntamento nel porto di Bari, l’imbarco avverrà alle 19.30

 

2.     Igoumenitsa- Meteora km221

Si arriva presto, molto presto, alle 5.30 del mattino, probabilmente si dovrà attendere un po’ per la colazione, ma abbiamo tempo e la tappa non è molto lunga. Una volta pronti, si inizia alla solita maniera, evitando l’autostrada e salendo per la vecchia statale, la 6, che si inerpica in montagna per poi scendere verso Ioannina. Da qui, e sempre evitando l’autostrada, seguiremo le indicazioni per Metsovo, grazioso paese abbarbicato a 1116m d’altitudine, in uno scenario montano e boscoso che a tratti ricorderà la Svizzera, ma la destinazione di giornata è Kastraki, famosa per la vicinanza alle Meteore, patrimonio Unesco dal 1988. Siamo sul bordo nordoccidentale della pianura della Tessaglia, e sono un importante centro della chiesa ortodossa, la seconda area monastica e di pellegrinaggio in Grecia dopo il Monte Athos, ma anche una famosa meta turistica. La sua bellezza è dovuta alla presenza di numerosi monasteri costruiti a picco su delle torri naturali di roccia, a 400 metri da terra. I primi monaci si rifugiarono su queste alture nell’XI secolo e da allora diversi monasteri sono stati costruiti, di cui oggi solo sei strutture sopravvivono delle 20 originarie.


3.     Meteora- Platania km358

La meta di oggi, è sul mare un luogo sperduto in un contesto naturale a dir poco sorprendente, ma prima ci attende una deviazione, non breve a dire il vero, per aggirare il maestoso monte Olimpo, dove Zeus, si gode ormai da millenni la sua meritata “pensione”. Termineremo la giornata nella penisola del Pelio, un dito ricurvo a sud est di Volos, soleggiata e calda come il resto del paese, ma con una vegetazione rigogliosa, fatto quasi unico in Grecia. Spesso penseremo di esserci persi prima di arrivare a destinazione.

 

4.     Platania- Neo Micro Chorio km 327

Da una strada spettacolare siamo arrivati, da un’altra strada con le stesse caratteristiche abbandoneremo questo strano mondo fatto di foreste e valli profonde, di picchi che si tuffano in mare, ovviamente propizio alle leggende. Si riteneva infatti, che la regione fosse abitata dai centauri, creature metà uomo e metà cavallo. Nel medioevo, sorsero numerosi monasteri, poi nacquero nei pressi piccoli villaggi, collegati fra loro da una rete di stradine piene di curve, dove cercheremo di orientarci nel tentativo di trovare la giusta direzione. Ce la faremo??  Una volta usciti, ci addentreremo nella Grecia centrale direzione Karpenisi, per poi prendere una specie di sentiero, con un asfalto pessimo, nel continuo dubbio di esserci persi nuovamente fino a quando non apparirà, fra gole a strapiombo, strade dimenticate, il monastero di Proussos o come viene chiamato da queste parti “la dimora della Madonna”. Cercheremo di alloggiare nelle vicinanze.

 

5.     Neo Micro Chorio- Delfi km205 

La mattina proseguiremo in direzione sud sulla strada da cui siamo arrivati, il braccio di mare dello stretto di Corinto apparirà improvviso, lo seguiremo brevemente, per poi buttarci nuovamente all’interno, nel tentativo di arrivare a metà giornata in quello che per lungo tempo è stato considerato il centro del mondo, Delfi. La mitologia racconta che Zeus fece alzare in volo due aquile dalle due estremità del mondo e che qui si incontrarono. Nacque così l’Omphalos, “l’ombelico del mondo”, che ebbe una grande influenza per tutta l’antichità. Il luogo è splendido, con le colline e gli oliveti che scivolano verso il mare. Una volta terminato mancheranno 170 chilometri circa per la capitale Atene, dove pernotteremo


 

6.     Delfi- Nauplja km330

Devo dire in tutta sincerità, che Atene non è una città che mi attragga particolarmente nonostante sia piena di vita e dominata da imponenti vestigia del passato, è dura essere la capitale in un paese straordinario. Comunque la visita del Partenone è presso che obbligatoria. Una volta espletata la formalità, di nuovo per strada, attraversando lo stretto di Corinto ed entrando nel Peloponneso, che prende il nome dal leggendario re Pelops, una penisola, trasformata in isola dall’intervento umano con l’apertura del canale nel 1893. Qui si concentra la maggior parte dei siti antichi visitati, ed inizieremo da uno dei più spettacolari, il teatro di Epidauro, stupendo, praticamente intatto ed inserito in un paesaggio di rara bellezza.

L’arrivo di giornata è previsto Nauplja, prima città a liberarsi del giogo turco nel 1822, prima capitale della nazione nel 1828 e riconosciuta come la più bella del Peloponneso.

 

7.     Nauplja- Monemvasias km206

Il territorio del Peloponneso è accidentato con insenature profonde, rare pianure e montagne impervie, ce ne accorgeremo immediatamente, l’arrivo a fine tappa sarà davvero suggestivo. La strada da Leonida a Kosmas ne è un esempio, con l’intermezzo della vista allo splendido monastero di Elonis. Monemvasias poi, è incantevole, soprannominata la piccola Gibilterra del Peloponneso o piccolo ingresso e vi accorgerete immediatamente perchè. È una fortuna che questa meraviglia, considerato patrimonio artistico della nazione, sia rimasta intatta, con lavori di restauro che proseguono senza fine. Un luogo decisamente protetto e benedetto dagli dei.

 

8.     Monemvasias- Porto Kagio km219

La nota introduttiva di ieri, vale a maggior ragione per la tappa odierna!! Ancora montagne, ancora paesaggi spettacolari, ancora stradine che metteranno alla prova le nostre capacità di orientamento, solo il tempo a disposizione verrà in vostro soccorso, impedendo di osare, spingendosi oltre!! Sarà per la prossima volta. Lungo il percorso, non proprio, devieremo di proposito, per un altro must del Peloponneso, Mistrà, splendida città fantasma immersa in un paesaggio suggestivo, che domina la pianura di Sparta. Termineremo la giornata concedendoci il periplo, rigorosamente in senso antiorario, della penisola del Màni, paesaggi aspri, sferzati dai venti, muretti a secco che ricordano altre latitudini, nella lontanissima Irlanda. Ma c’è di più, nei borghi, sono ben visibili queste caratteristiche case a forma di torri quadrate simili a fortezze, una sorta di costruzioni-rifugio. Sono ovunque, ce ne saranno almeno 800. Areopoli, se siete stanchi, e potreste esserlo, vale da sola la fatica odierna, con le sue architetture in pietra, valorizzate da restauri decisamente felici.

 

9.    Porto Kagio – Dimitsana km353

La tappa è lunga, ma qualcosa bisogna sacrificare, soprattutto se il giorno dopo abbiamo l’imbarco e possiamo gestire la sosta, non escludendo la visita di Olimpia. Intanto proseguiamo da dove avevamo interrotto ieri, con le solite strade spettacoloari, il Màni storico ha ancora qualcosa da offrire. Breve deviazione per il monastero di Dekoulon, la strada intervalla spiagge invitanti fino a Kalamàta. Anche dopo, il percorso ci condurrà a Koròni, grazioso porticciolo, seguendo una costa leggermente meno frastagliata della precedente. La fortezza che domina il villaggio testimonia una storia tormentata a causa della posizione strategica. Conquistata prima dai francesi, poi dai veneziani, che non riscossero l’apprezzamento dei suoi abitanti, che la cedettero ai turchi, i quali a loro volta dovettero vedersela con gli spagnoli, decisamente un racconto complicato, ricco di fascino e movimentato. Una nuova strada permette di attraversare la penisola per raggiungere un altro gioiellino, Methòni, dominato da una fortezza veneziana, che si prolunga in un notevole fortino turco che domina il promontorio. Questa è una delle zone con le spiagge più belle di tutto il Peloponneso, e le nostre certezze in merito alla lunghezza della giornata ed il punto di arrivo, cominceranno a subire i primi cedimenti!! Giunti a Kiparissìa, arrivare a Olimpia, potrebbe sembrare un gioco da ragazzi, seguendo la costa, se non ci fossero le montagne dell’Arcadia, con le sue strade tortuose ed i suoi paesini arroccati a testimonianza di un altro volto, l’ennesimo, di questa Grecia, sempre più affascinante: Karìtene, Stemnitsa e soprattutto Dimitsàna, faranno di tutto per abbreviare la tappa e spostare all’indomani la visita di Olimpia.


10.   Dimitsana - Patrasso, imbarco km244

Avremo resistito al fascino dell’Arcadia?? Olimpia sorge ai piedi del monte Kronìon, splendida testimonianza del monopolio di quasi 10 secoli sulla vita religiosa  e politica dell’antica Grecia. La sua particolarità, è che non si trattava di una città, ma di un centro religioso organizzato secondo rigidi criteri gerarchici e dove la vita era ritmata da riti quotidiani ed eventi, il più famoso dei quali era rappresentato sicuramente dalle Olimpiadi. Le opzioni per Patrasso punto di imbarco, a questo punto saranno due: la veloce strada costiera a scorrimento veloce o la strada montana che taglia direttamente verso la fine di questa esperienza greca. Concediamoci la speranza, ma a qualcosa dovremo rinunciare……l’imbarco è prevsito per le 18.00

 

11.   arrivo traghetto, rientro libero

L’arrivo nel porto di Bari è previsto per le 9.30.