29 settembre 2022

Le Regioni d'Italia, Basilicata

Fine settimana enogastronomici, caratterizzati da una connotazione regionale

dal 29 ottobre al I° novembre 2022

Con l’amico Mario, qualche anno fa (in verità moltissimi anni fa), ho viaggiato per qualche giorno per un servizio su una rivista del settore. Nell'occasione io svolgevo il compito del fotografo alla ricerca di situazioni e strade spettacolari, lui quello del giornalista,  e che giornalista, scrisse una presentazione ed un articolo, secondo me memorabile:

 “Eppure l’orologio funziona. Il contachilometri del CBF non si è impallato. E la Gazzetta del Mezzogiorno dice la verità: 2 luglio 2008. Non è un film montato alla rinfusa, anche se la Scozia confina con la Palestina, e dietro quella valle c’è il Brasile ma per arrivarci bisogna salire in Giappone e riscendere tra la polvere della Giordania. E’ cinema sì, ma non fantascienza. E’ la Lucania, o come dicono tutti Basilicata,  che si è nascosta tra i risvolti di una cartina piegata male.”

Mario Piccirillo.

Ne uscì un bell’articolo, mi piacerebbe pensare che ho contribuito con belle foto, speriamo che questo viaggio sia all’altezza!!



29 ottobre, sabato, arrivo a Bernalda

Si inizia da Bernalda, il borgo lucano dove ci si rilassa e mangia da Dio!! Il salotto della Basilicata, come viene comunemente definita. Stasera un’esperienza unica in un locale, forse, una trattoria, forse, in realtà una macelleria equina che si è votato alla ristorazione con esiti sorprendenti, il gelato di cavallo un esempio!! 


30 ottobre, domenica, Bernalda- Castelmezzano, km 160

Tappa breve oggi, ma partenza alla solita ora, per strade impervie, desolate, maltenute, solitarie, ma suggestive, panorami infiniti fino a quando compaiono la meta di giornata, le Dolomiti Lucane. Si sale ed ecco un altro panorama che destabilizza le percezioni geografiche del viaggiatore: siamo piombati in Trentino, ma come, abbiamo sbagliato strada? No, siamo a Castelmezzano. Tra guglie e speroni alpini e di fronte c’è Pietrapertosa, il paese più alto della regione, con i suoi 1088 metri. La strada per arrivare a destinazione è chiusa, da anni ormai. Nessun problema l’alternativa è ugualmente spettacolare. Ed una volta arrivati?? Ci si sistema in uno dei nostri alberghi preferiti, dove la cucina proposta è fatta di cose semplici ma che feriscono i sensi, stordiscono le papille gustative, ma prima di tutto ciò........… si vola ed a questo è dovuto questo arrivo anticipato. Si diventa uccelli, una sorta, Imbracati a pancia in giù, si parte dalla sommità del paese ed in circa un minuto ci mandano letteralmente a quel paese, appunto Pietrapertosa, via cavo. “Volo dell’Angelo” si chiama l'esperienza, e per 45 euro ci si trasforma in teleferiche umane, ammirando il bel borgo dirimpettaio e l'incredibile panorama che si spalanca a 360°. Naturalmente non finisce qui, perché si torna indietro alla stessa maniera. In una parola indimenticabile.


31 ottobre, lunedì, Castelmezzano- Calvera, km 242

Torniamo a percorrenze chilometriche più consone. Torno alle sensazioni messe per iscritto da Mario: 

“La moto ci invita, invidiosa, a riprendere il viaggio. Tanto da disidratarsi, anche lei, nelle infinite giravolte della 103 che tocca Gorgoglione, Guardia Perticara, e Corleto Perticara, dove facciamo rifornimento: sulla via ci sono i segni dei temporali estivi, tanto “sporco” antiaderente e il sottobosco che cerca di ingoiare l’asfalto. Questa è la Basilicata selvaggia, dove puoi parcheggiare al centro della carreggiata e aspettare che arrivi qualcuno per ore. E’ un posto intimo di “Italia come doveva essere un tempo”, secondo la citazione di Francis Ford Coppola. Anche se ora ci sono le pale per l’energia eolica, che soffiano modernità sull’orizzonte.” 

Quella volta finimmo l'itinerario piombando nel mare cristallino di Maratea. Stavolta ci fermeremo prima, nel cuore di questa parte dimenticata di Lucania. Poco tempo fa ho scoperto un bio agriturismo, che segue la filosofia del chilometro zero, impreziosita da funghi e tartufi. Sarà l’epilogo in questa Basilicata selvaggia, che poi tanto selvaggia non è.  Semplicemente la definirei una terra a misura di moto!!


I° novembre, martedì, Calvera, rientro in sede.

“E’ il sogno di ogni mototurista. Dondolandosi al ritmo delle curve, dopo aver attraversato mezzo mondo in poco più di 400 chilometri. Di solito la fantasia viaggia così…......od il cinema. E alla Basilicata mancano solo i titoli di coda.” Sono la chiusura del servizio di Mario, dove sono intervenuto per modellarlo al nostro itinerario. il senso è immutato, lo faccio mio per chiudere questo programma, spero non me ne voglia!!