lunedì 7 gennaio 2019

Sardinia, five days


Un itinerario su due ruote alla scoperta dell’altra Sardegna, quella meno conosciuta, davvero “per pochi”. Le sue strade sembrano disegnate di proposito per essere percorse in moto, l’asfalto quasi sempre in ottimo stato, dove le curve morbide e ariose della costa si trasformano in tornanti fluidi e stretti nell’entroterra, un vero e proprio paradiso motociclistico, dove i profumi pungenti del mirto e della ginestra sono intensi ed inebrianti. E’ qui che è nascosto il fascino ritroso e sfuggente di quest’isola, la sua bellezza severa a volte selvaggia, ma che sprigiona tutto il suo fascino. Una breve proposta per una clientela straniera.


Welcome where the sun stops longer

   



Day 1, arrival to Cagliari
Visit Cagliari

Day  2, Cagliari- Aritzo km 218 / miles 135
Da Cagliari si parte alla volta di Barumini, iniziamo subito alla grande, transitando da strade interne, poco trafficate e spettacolari, per andare alla scoperta di un mondo ricco di storia e tradizione.
Sin dai primi attimi nei quali ci si avvicina a questo piccolo centro della Marmilla, situato nel cuore della Sardegna, si respira un’aria particolare, quella di un luogo speciale, deputato sin dall’antichità a sede del potere e parte centrale di un territorio florido e ricco di meraviglie non che via di comunicazione fondamentale. La più importante fra le testimonianze di questo glorioso passato è senza dubbio l’area archeologica 
Su Nuraxi . Scoperta e portata alla luce nel corso degli anni ‘50, l’area è costituita da un imponente nuraghe complesso, un vero e proprio gigante, costruito in diverse fasi a partire dal XV secolo a.C. e da un esteso villaggio di capanne sviluppatosi tutto intorno nel corso dei secoli successivi. Un luogo unico nel suo genere, fra i più importanti dell’isola e per questo, ormai dal 1997, riconosciuto  Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.Dopo la visita ci inoltreremo nella Barbagia, percorrendone alcune delle strade più spettacolari,  fino a giungere ad Aritzo, rinomata località delle montagne sarde, situata in una delle parti più incontaminate e suggestive del Massiccio del Gennargentu.   
Highlights: : ss125, ss387, Barumini, Barbagia   
           

Day 3, Arizto- Cala Gonone, km 251 / miles 156
In moto, solcando il Gennargentu e il Supramonte, riusciremo a trovare la direzione giusta? La direzione ci condurrà verso il mare, ma prima di lasciare l’interno la sosta a Jerzu nella storica cantina sociale Antichi Poderi, per una degustazione del celebre Cannonau. Sopra di noi si ergono i famosi “tacchi” d’Ogliastra. Imboccare la ss125 orientale sarda, una delle più belle dell’isola, ci regala un piacevole brivido lungo la schiena ogni volta che la affrontiamo, una strada da divorare in pochi attimi, con la vista che spazia infinita, il mare in lontananza, le montagne imponenti, un asfalto come meglio non si potrebbe sperare. Non crediamo alla perfezione, siamo, dobbiamo essere esigenti, ma qui ci si avvicina davvero molto!! L’arrivo di giornta è previsto a Cala Gonone, che con i suoi 225 chilometri quadrati di territorio è tra i comuni più estesi della Sardegna e tra i più fortunati grazie alla varietà e la bellezza del paesaggio. Il mare cristallino del Golfo di Orosei e le incontaminate montagne del Supramonte costituiscono il suo invidiabile patrimonio naturale. Il paese si raggiunge, deviando dalla ss125, qui una galleria scompare nella roccia, il mare è vicino, ne avvertiremo la presenza, ma veniamo inghiottiti dal buio, lo spettacolo all’uscita è garantito: il baratro si apre sotto i nostri occhi, una serie infinita di tornanti si tuffa in un mare talmente azzurro da sembrare irreale. Il paese interromperà la nostra corsa, stasera ci siamo veramente meritati una cene a base di pesce!!
Highlights: l'Ogliastra, ss125, Cala Gonne
           

Day 4, Cala Gonone- Alghero, km 336 / miles 209
In sella nuovamente verso il cuore dell’isola, direzione Bitti, piccolo centro dalle origini antichissime situato all’interno di un territorio incontaminato, su strade che mantengono inalterate la loro spettacolarità. Questa è una Sardegna sconosciuta ai più, attratti dalle bellezze della costa, ma che ci fa capire quanto possa essere bella e varia questa terra. Rivedremo il mare a metà giornata che ci scioccherà con il suo solito azzurro abbagliante. Isola RossaCastelsardoStintino, sono il giusto preludio a quello che ci attenderà a  Capo Caccia, per la spetatcolare vista alle Grotte di Nettuno. Tempo fa scrissi che: rinunciare alla guida costeggiando la baia di Porto Conte, giudicata dagli antichi il miglior porto naturale di tutta l’isola, motociclisticamente parlando potrebbe essere considerato un vero e proprio crimine. La penso ancora così!! Una volta arrivati sulla terrazza di Capo Caccia, solo i 656 ripidissimi gradini dell’escala del Cabirol, la scala del capriolo, vertiginosamente a picco sulla scogliera, vi separeranno dall’ingresso delle grotte. Ma non preoccupatevi, un chilometro prima un battello turistico permette di evitare la scarpinata. La Sardegna nonostante i suoi quasi 2000 chilometri di coste, ha pochissime città che si affacciano direttamente sul mare, ed  Alghero, una delle nostre preferite,è sicuramente quella che lo fa in maniera più suggestiva. Alguer come la chiamano qui, è abitata in gran parte dai discendenti degli antichi Catalani, che vi si stabilirono nel 1353 quando fu conquistata dagli Aragonesi, che ridussero in schiavitù la sua popolazione, esiliandoli alle Baleari e trasformando quello che ormai era un contenitore vuoto in una poderosa macchina da guerra, una fortezza dalle sembianze di città. Ancora oggi molti dei suoi abitanti parlano un dialetto arcaico del catalano.
Highlights: Isola Rossa, Castelsardo, Stintino, spiaggia della Pelosa, Capo Caccia, grotte di Nettuno, Alghero


Day 5, Alghero- Piscinas, km 239 / miles 148
In moto e non potrebbe esssere diversamente, in direzione Bosa, un tratto lungo la costa, che definire spettacolare, appare riduttivo fin dalle prime curve. Che panorami!! Arrivati a Bosa, un bellissimo borgo di pescatori della Planargia con i suoi vicoli lastricati e le sue case colorate dominate dal castello di Serravalle, si prosegue per  strade dall’asfalto perfetto fino alla sosta nel borgo antico di Santu Lussurgiu , famoso per i suoi artigiani, maestri nella lovorazione di lame. Sosta seguente, lo splendido complesso nuragico di Losa, il più bello dell’isola, secondo noi anche il più fotogenico. Si prosegue verso la penisola del Sinis, l’oasi naturalistica di Cabras e il sito archeologico di Tharros  ci riportano indietro fino alle origini della civiltà sarda. Una sosta nella piazza di Arborea è d’obbligo prima di attraversare il ponte di Marceddì e percorrere la desolata, ma suggestiva come poche, Costa Verde che conduce a  Piscinas, costellata di splendide spiagge e piccole cale, anfratti rocciosi e pareti a picco. Quest’angolo poco conosciuto di Sardegna si estende da marina di Arbus fino a Capo Pecora, ma la strada, quella asfaltata, termina all’altezza del rio Piscinas, per lasciare spazio ad un facile sterrato che guaderà il fiume, niente di difficile, per arrivare allo spiazzo antistante le dune giganti ed un albergo che non a caso si chiama “Le Dune”. Che c’entra mai un albergo in una zona così selvaggia. E se vi dicessimo che la struttura è stata dichiarata addirittura monumento nazionale? Un tempo antico fortino, posto a difesa delle miniere retrostanti dagli attacchi pirateschi, fu poi trasformato in stazione d’arrivo e scarico della ferrovia che scendeva dalle stesse. L’ingresso in albergo avviene dall’originaria galleria costruita dai minatori agli inizi dell’Ottocento ed è proprio qui che pernotteremo!! 
Highlights: sp105, Bosa, Santu Lussurgiu, Nuraghe Losa, Tharros, Arborea, Costa Verde, Piscinas

Day 6, Piscinas- Cagliari, km 233 / miles 145
Piscinas con le sue dune, le più alte del Mediterraneo, veri e propri deserti di sabbia sul mare e tutto intorno la sconfinata macchia mediterranea di olivastri e secolari ginepri che si arrampicano sulle dune. Si prosegue su strada sterrata, circa 15 chilometri, niente di particolarmente impegnativo, direzione Ingurtosu per poi deviare a sinistra per le Miniere di Montevecchio, tra le più grandi d’Europa, Patrimonio dell’Umanità e che visiteremo. Ad Arbus, consigliata la visita al museo del coltello, prima di procedere verso sud sulla ss126 una vera gioia per la guida, ma il meglio arriva dopo circa 20 chilometri, prendiamo a destra per sp83 direzione Buggerru, altro cadavere da archeologia industriale, che veniva utilizzato come enorme officina di frantumazione dei minerali. Nonostante i capannoni abbandonati e gli edifici cadenti, il colpo d’occhio dalla strada che scende dalla scogliera è superlativo. Una volta in paese, scenderemo al porto e saliti sui moli potremo ammirare quest’immenso alveare ormai disabitato. Impressionante!! Ma non è finita qui, si prosegue, Cala Domestica, splendida, Masùa, con le sue rocce emergenti, Nebida con il suo panorama sulla scogliera, quante sorprese questa Sardegna!! A Carbonia accelereremo leggermente per concederci l’ultima parte della giornata guidando sulla splendida Costa del Sud, che ci permetterà di fare ritorno a Cagliari nella migliore maniera possibile. “Casteddu” è il nome sardo del capoluogo della regione, città ricca di tradizione e storia, dove prima di lasciare questa fantastica isola, domani potremo  ammirare l’Anfiteatro romano e il quartiere fortificato di Castello, che domina la città.
Highlights: miniere Montevecchio, Buggerru, Cala Domestica Masùa, Nebida, Costa del Sud  

Day 7, Cagliari departure