martedì 4 dicembre 2012

VANDALUSIA marzo 2013


      
            18-25 marzo 2013
Itinerario di 8 giorni – km 1172
L’Andalusia è la parte più meridionale della penisola iberica, quindi anche quella che più ha risentito dell’influenza araba, ben visibile e riscontrabile nelle sue architetture ed in alcune delle maggiori attrattive artistiche che offrono al viaggiatore. Un territorio vasto, dove il boom economico spagnolo, oltre a deturpare in maniera irreparabile le coste, ha però contribuito alla realizzazione di un sistema stradale efficientissimo ed in alcuni casi, che siamo andati a ricercare con discreto successo, adattissimo alla pratica motociclistica e turistica.



INTRODUZIONE
Vandalusia, così venne chiamata dai Vandali questa terra che si spinge verso sud ad appena pochi chilometri dall’Africa, afferrandone anche i benefici influssi climatici, come nessun altra parte del continente europeo. Non è un segreto che l’Andalusia possa permettersi di mandare per una buona metà dell’anno i suoi visitatori a crogiolarsi sulle sue spiagge bagnate da acque scintillanti. Terra solare, come solari sono i suoi abitanti, amanti della compagnia e del divertimento, sia che si tratti di gustare tapas in uno dei numerosissimi bar, sia di tirare avanti una fiestas fino ad ora tarda. Nelle città andaluse, la modernità e la vita notturna convivono con spettacolari monumenti islamici e cristiani, splendidi, affascinanti ricchi di forme, storia e colori. Le coste sono forse la nota dolente di questa zona: una pesante urbanizzazione ne ha probabilmente intaccato la originaria bellezza e, soprattutto nella parte mediterranea i centri , anche quelli più piccoli sono diventati vere e proprie industrie per il turismo di massa. Ma basta addentrarsi all’interno della regione per entrare in un'altra dimensione, fatta di paesini di case bianche, tra montagne impervie e verdi colline, dove si vive ancora con il ritmo delle stagioni: qui si coltiva l’ulivo, la vite, l’arancio ed il mandorlo, tra estati torride ed inverni gelidi. I maestosi paesaggi di terra e di mare offrono innumerevoli spunti di itinerari e questo ne è solo un esempio.

Programma di viaggio indicativo
Le tappe sono riportate per comodità e per dare qualche informazione in più su alcune delle attrattive che andremo a conoscere durante il percorso,  le soste saranno stabilite a seconda delle esigenze quotidiane.
Da aggiungere il trasferimento da e per l’Italia.


1.        Granada, riposo
Arrivo e cominciamo con una sosta, ma Granada e la sua spettacolare Alhambra meritano tutte le attenzioni possibili!! Giornata dedicata alle visite ed a riprendersi dal mega trasferimento per raggiungere l’estrema punta della penisola Iberica.

2.        Granada- Ronda km 309
Meteo permettendo, inizieremo salendo sulla Sierra Nevada, la strada più alta d’Europa attraversando poi il parco nazionale omonimo percorrendo una spettacolare sterrata!!  Per arrivare a Ronda, definita la città più bella dell’Andalusia, ed una delle più belle dell’intera Spagna, si possono impiegare un paio d’ore o spendere un’intera giornata, come faremo noi, perdendoci dopo aver visitato l’interessante Antequera, fra le panoramiche strade della Garganta del Chorro. Il percorso, una volta imboccata la A366 diventa a dir poco entusiasmante, ma dopo Burgos……nell’elenco dei giudizi ci accorgeremo che anche “spettacolare”, può essere un termine riduttivo!!! A Ronda fu inventato il moderno combattimento a piedi contro i tori. La plaza de toros, la più antica di tutta la Spagna fu inaugurata nel 1784 ed è un capolavoro.
Vero e proprio santuario nel suo genere, è perfettamente conservata. L’arena forma un circolo perfetto, con 2 ordini sovrapposti di archi ribassati, poggiati su 176 colonne toscane, ben 5000 posti a sedere, un diametro di 66 metri, completamente coperta ed è l’unica che abbia la barriera protettiva in pietra.

3.        Ronda- Tarifa km 245
La giornata, dedicata quasi interamente alla zona de “los pueblos blancos”, ci offrirà una serie di strade da urlo, soprattutto la prima parte fino al bivio per El Colmenar, percorrendo la A369. Una volta tornati sul mare e superata Algeciras, l’impatto urbanistico delle città costiere sembra attenuarsi per lasciare spazio a villaggi di pescatori e piccoli centri turistici, sosteremo a Tarifa.

4.        Tarifa- Jerez de La Frontera km 214
Continuiamo seguendo la costa ed è la volta di Cadiz, Julia Augusta Gadigana, tanti nomi per un solo luogo, fondata dai fenici, abitata fin dal 1100 a.C. Una delle città più antiche dell’occidente.
Il nucleo antico, edificato su di un promontorio, è circondato da un bastione pentagonale seicentesco. Quattro chilometri e mezzo da percorrere in moto o a piedi, per rendersi conto che la parte più interessante è quella chiusa tra il castello de Santa Catalina e il ponte che unisce le mura con il castello di San Sebastiano, una camminata di circa un chilometro, ma molto suggestiva. Ma la meta della giornata è Jerez de la Frontera, famosa in tutto il mondo per il suo vino, lo sherry, prodotto con uve che crescono nel terreno gassoso che circonda la città. I musulmani battezzarono la città Sheris, da questo appellativo derivano sia “Jerez” sia “sherry”. Questo vino era già conosciuto in Inghilterra all’epoca di Shakespeare, ed è proprio al denaro britannico che si deve lo sviluppo delle aziende vinicole locali a partire dal 1830.

5.        Jerez de La Frontera- Siviglia km 130
Mattinata dedicata alla visita di cantine ed alle degustazioni, decideremo quali direttamente sul posto.
Per avere un’idea e qualche informazione in più:
In tarda mattinata trasferimento verso Siviglia, passando dall’ultimo de los pueblos blancos del nostro itinerario, Arcos de la Frontera, posta ad anfiteatro, alta su rocce rossastre a dominio del fiume Guadalete, che la avvolge quasi completamente. Mezza giornata di guida su belle strade ed il gioco è fatto, Siviglia è lì ad attenderci, domani riposo.

6.        Siviglia, riposo
Altra giornata di visita. L’atmosfera qui, è completamente diversa: ritmi più frenetici (siamo di fronte da una metropoli di circa un milione di abitanti), città universitaria, ragazze carine, molte ragazze ed un afflusso turistico assai intenso in qualsiasi periodo dell’anno. Anche qui la cattedrale, la più grande chiesa gotica del mondo, con la sua Giralda, tanto per cambiare opera di origine moresca presa in “prestito” (praticamente l’unica testimonianza dell’antica moschea, che fu completamente abbattuta), e soprattutto l’Alcazar, il più antico palazzo reale tuttora in funzione, attuale residenza Sivigliana dei sovrani spagnoli, ci “faranno” perdere l’intera giornata.

7.        Siviglia- Cordoba km 274
Giornata di guida in montagna, ci spingeremo a nord, per poi picchiare decisamente su Cordoba. Siamo sulle sponde del Guadalquivir, fiume un tempo navigabile, che sicuramente fece le fortuna   di questa parte della penisola iberica. La struttura urbanistica è tipicamente araba, ed un vero invito a percorrere i suoi vicoli in cui è facile perdere l’orientamento. Ma la vera attrazione di questa cittadina è senza dubbio la moschea, trasformata in cattedrale nel 1523, operazione che provocò critiche feroci, anche nello stesso mondo cattolico, ma che ha lasciato sicuramente un’opera straordinariamente unica nel suo genere.
Sembra che, alla vista del risultato finale, lo stesso Carlo V abbia esclamato: ”Che cosa avete fatto? Avete distrutto qualcosa di unico ed inimitabile, per costruire qualcosa di assolutamente comune!”

8.        Cordoba
Il giro è terminato, non resta che rientrare a casa!!
       Come per la Corsica, spero vi piaccia.
       CIAO!




ARTE E CULTURA 
Noi saremo lì il primo giorno, domenica 24 marzo e potremmo assistere ad una delle ricorrenze più sentite del paese! Non esiste in tutta la Spagna una settimana Santa come quella di Siviglia, caratterizzata da una partecipazione, un fervore, una solennità, un rispetto della tradizione ed un adorazione verso la vergine davvero smisurati. Ogni giorno, dalla domenica delle Palme a Pasqua, grandi statue, addobbate sontuosamente ed intere raffigurazioni a grandezza naturale di scene che riguardano la pasqua vengono trasportate per le vie di Siviglia, dalle chiese alla cattedrale, accompagnate da processioni che impiegano ore a sfilare ed a cui assistono folle enormi. Questi riti presero la forma attuale nel XVII secolo, epoca a cui risalgono molte delle immagini, tra le quali ci sono opere d’arte che possono essere considerate veri  e propri capolavori.  
Le processioni vengono organizzate da più di 50 confraternite, ognuna delle quali possiede 2 “pasos”, delle pesanti piattaforme utilizzate per trasportare le statue e le immagini sacre. I “pasos” sono trasportati da squadre di 40 portatori, che si muovono a ondeggiando in maniera ipnotica al ritmo della musica delle bande che li accompagnano ed al comando del “capataz”, il capo, che suona una campana quando il “paso” si deve fermare o deve riprendere a muoversi.
Ogni coppia di “pasos” è seguita da circa 2500 personaggi in costume, i “nazarenos”, che indossano alti cappucci, simili a quelli del Ku Klux Klan ma di vari colori, che coprono completamente la testa, a significare che l’identità dei penitenti è nota solo a Dio. I più contriti camminano a piedi nudi, portando sulle spalle una croce. Il momento culminante della “Semana Santa”, è costituito dalla “madrugada”, l’alba del venerdì Santo, quando alcune delle più conosciute e rispettate confraternite sfilano attraverso le vie della città.
Può essere interessante seguire il cammino di una confraternita attraverso il suo quartiere di appartenenza o quando lascia la propria chiesa o ne fa ritorno: si tratta di momenti emozionanti che servono alla comprensione di quello che rappresenta per i sivigliani questo evento.
Durante la “Semana Santa” è reperibile un po’ ovunque in città il programma delle manifestazioni. Per maggiori informazioni consultare www.semana-santa.org in spagnolo.


COLORI E SAPORI
Le tapas sono la quintessenza della tradizione gastronomica spagnola, impossibili da trovare negli altri paesi, nonostante le tante imitazioni. Sì, perché non sono solo una specialità locale, ma anche un modo tutto spagnolo di mangiare. Una tapa, in realtà, può essere qualsiasi cosa: un pugno di olive, una fetta di pane con prosciutto o formaggio, una porzione di “toritlla”, la famosa frittata di patate e cipolle, fritture, ma anche piatti più elaborati con carne e pesce. Le tapas si ordinano generalmente nei bar per accompagnare un bicchiere di vino o di birra, quasi sempre in piedi davanti al bancone e buttando tutto quello che serve per consumarle (stuzzicadenti, fazzolettini di carta etc.) rigorosamente ai piedi dello stesso. La quantità di immondizie alla base dei banconi, in genere stabilisce la qualità ed il numero dei frequentatori del locale. Sono un modo di bere senza ubriacarsi, di socializzare e di godersi in spensieratezza un momento della giornata, con la speranza che ne seguano molti altri. Lo potremmo definire un specie di aperitivo, ma senza riuscire a coglierne l’essenza, molto più spagnola. Le tapas, sono di fatto, parte integrante dello stile di vita locale, come l’aglio e la religione (vedi box). Visitare il paese senza fare almeno un tapeo, ovvero un giro dei bar de tapas, equivale a non aver completamente conosciuto la Spagna. 

Colpo d’occhio                                                                  
La zona di Tarifa è sicuramente la punta dell’iceberg eolico Andaluso e spagnolo. Zona assai ventilata, punto di richiamo per surfisti e amanti di sport che devono comunque convivere con attività che molto sono influenzate dalla costanza dei venti, la Spagna ed in particolare quest’area del paese, si è completamente votata a questa forma di energia alternativa e pulita: una vera e propria genesi di “funghi tecnologici” che con le loro pale in quasi costante e perenne movimento generano grandi quantità di energia a basso costo e soprattutto non inquinante.  Ma gli ambientalisti ed il loro impatto ambientale dove sono?


Le strade
Eccezionali!! Quasi sempre sopra la media ed oltre ogni più rosea aspettativa. Sono praticamente tutte nuove e rifatte a regola d’arte con un asfalto abrasivo e perfetto, che mettono nelle migliori condizioni anche i motociclisti più esigenti. Ci sono le autopistas, a pagamento, le autiovias, superstrade per lo più a 4 corsie ed esenti da pedaggio e le statali, spesso poco trafficate, in ottime condizioni ed assolutamente da preferire alle precedenti.


INFORMAZIONI IN RETE
www.tourspain.es l’ente turistico nazionale ha un sito con diverse informazioni generali e collegamenti ad altri siti di tutto il paese.
http://www.andalusiaspagna.com la guida online più completa sull’Andalusia e Siviglia
http://www.turismoderonda.es/catalogo/esp/plazatoros.htm per informazioni su Ronda e la sua splendida plaza de toros.
www.paradores.es sono probabilmente il modo più esclusivo per conoscere il paese, una catena di alberghi statali, situati in luoghi magnifici, quali castelli e conventi medioevali. Non sono economici, ma in Italia costerebbero sicuramente più del doppio, sicuramente ne proveremo qualcuno!
www.reaj.com l’associazione degli ostelli della gioventù spagnola. Nello specifico della regione, per l’Andalusia www.inturjoven.com
per informazioni sui traghetti:

Cartografia
La Michelin pubblica delle carte stradali 1/400000 delle varie regioni della penisola iberica: n. 578 Andalucia www.ViaMichelin.com
Le “Lonely Planet” sono pubblicate in Italia da "EDT srl" ed hanno in commercio “Spagna centrale  e meridionale” (€22,00), oltre ad un volume per la parte settentrionale del paese. Continuo a rimanere dell’idea, come per altri paesi in catalogo, che potrebbe essere commercializzato benissimo una sola guida per tutto il paese, dato che la parte informativa generale è praticamente identica per entrambe le edizioni  www.lonelyplanet.com/italia

Box “Quando partire”                                    
Praticamente si può viaggiare in Andalusia tutto l’anno, anche se le estati possono essere molto torride e d’inverno alcune zone dell’interno, sono molto piovose, oltre che particolarmente fredde. Inoltre non pensiate che, andando al sud dell’Europa, vicinissimi all’Africa, sia sempre caldo, anzi, anche in primavera ed in autunno, la costante ventilazione, che fa la gioia dei surfisti sulle spiagge, può provocare repentini abbassamenti delle temperature.