06 maggio 2026

Al-Maghreb Al-Aqsa  2026

Dal 20 ottobre al 7 novembre 2026 

18 giorni, 17 notti, km 4.198


 Il Marocco è sempre stato considerato un paese estremo. 

Nei primi secoli della civiltà arabo-islamica era conosciuto come Al-Maghreb al-Aqsa, tradotto letteralmente “la terra più lontana dove tramonta il sole”, in riferimento alla sua posizione all’estremità occidentale dell’Africa settentrionale. Antichi navigatori, conquistatori medioevali e moderni colonizzatori hanno tentato per lunghi secoli di assoggettare questa terra lontana, ma il territorio aspro e le sue orgogliose genti, radunate in tribù hanno sempre opposto una fiera resistenza. Pur avendo assorbito le influenze di alcune culture europee, africane ed arabe, il Marocco rimane un paese assolutamente unico. Ed è sicuramente la cosa che più impressiona il visitatore l’enorme varietà di situazioni che si possono incontrare anche in un  viaggio breve, mettendo in risalto le differenze tra le maestose città imperiali  e le zone di campagna dove la vita scorre a ritmi più naturali e blandi, tra le imponenti catene montuose che tagliano trasversalmente la parte settentrionale del paese creando delle differenziazioni climatiche e culturali davvero straordinarie e l’area desertica  che domina la parte meridionale ed orientale del paese.



Morocco

 

Un mini-continente nel continente africano: il Marocco rappresenta un viaggio per diversi aspetti. Il primo, la non semplice facilità di raggiungerlo nonostante si trovi nella parte settentrionale dell’Africa; il secondo per le molteplici situazioni, condizioni geografiche, etniche. Ultimo aspetto, ma non certamente da sottovalutare, una varietà viaria talmente affascinante da soddisfare anche il moto turista più esigente.


DATE:

 

1.     mercoledì 21 ottobre, partenza dall’Italia per Siviglia, ritiro dei mezzi

2.     giovedì 22 ottobre, Siviglia - Algeciras- Tanger- Assilah km 268

3.     venerdì 23 ottobre, Assilah- El Jadida km 415

4.     sabato 24 ottobre, El Jadida - Essaouira km 272

5.     domenica 25 ottobre, Essaouira- Agadir km 240

6.     lunedì 26 ottobre, Agadir- Taroudant km 364

7.     martedì 27 ottobre, Taroudant- Marrakech km 226 

8.     mercoledì 28 ottobre, Marrakech- Ouarzazate km 211

9.     giovedì 29 ottobre, Ouarzazate- Zagora km 265

10.  venerdì 30 ottobre, Zagora- Merzouga km 329

11.  sabato 31 ottobre, Merzouga- Ait Tasga km 361

12.  domenica 1° novembre, Ait Tasga- Khenifra km 320

13.  lunedì 2 novembre, Khenifra- Fès km 278

14.  martedì 3 novembre, Fès- giornata di riposo

15.  mercoledì 4 novembre, Fès- Chefchauen km 249

16.  giovedì 5 novembre, Chefchauen- Ceuta km 208

17.  venerdì 6 novembre, Algeciras- Siviglia, riconsegna dei mezzi km 190

18.  sabato 7 novembre, rientro in Italia



Programma:

 

1.     mercoledì 21 ottobre, partenza dall’Italia per Siviglia, ritiro dei mezzi

Si arriva in mattinata con un volo diretto dall’Italia, giornata a disposizione per un rapido ritiro dei mezzi e concedersi una visita della città. L’atmosfera è coinvolgente: ritmi frenetici per una realtà come quella spagnola, siamo pur sempre di fronte ad una metropoli di circa un milione di abitanti ma decisamente un altro pianeta rispetto ai nostri. Città universitaria, ragazze carine, molte ragazze ed un afflusso turistico assai intenso in qualsiasi periodo dell’anno. Anche qui la cattedrale, la più grande chiesa gotica del mondo, con la sua Giralda, tanto per cambiare opera di origine moresca presa in “prestito” per scopi religiosi, praticamente l’unica testimonianza dell’antica moschea, che fu completamente abbattuta, e soprattutto l’Alcazar, il più antico palazzo reale tuttora in funzione, attuale residenza Sivigliana dei sovrani spagnoli. 

 

2.     giovedì 22 ottobre, Siviglia - Algeciras- Tanger- Assilah km 268

Per chi non ha fatto in tempo ieri, tutti i partecipanti in mattinata entreranno in possesso delle loro moto. Siamo nel sud della Spagna, si viaggia velocemente verso il traghetto, si sbarca in Africa, si espletano le formalità doganali, si arriva a destinazione, tutto in un solo giorno.......ce la faremo?? L’idea iniziale era di arrivare a Rabat, poi valutando di fermarsi appena usciti dalla dogana, alla fine si è trovato un’alternativa: Assilah, una cinquantina di chilometri scarsi dal punto di sbarco ed iniziamo subito con le prime sorprese. Probabilmente costruita dai fenici come porto commerciale intorno al 1500 a.C., la città fortificata, fu la casa di diversi conquistatori e pirati. Dall’aspetto di una tipica città in un’isola greca del mar Egeo, Asilah è una splendida località turistica dagli edifici bianchi. La sera ci concederemo il tempo di ammirare i bastioni portoghesi del XIV secolo, le antiche porte, le stradine fiorite della Medina e i suoi edifici in stile islamico e andaluso.

 

3.     venerdì 23 ottobre, Assilah- El Jadida km 415

La tappa più lunga dell’intero viaggio è rimasta tale ma l’abbiamo accorciata, ci sarà sempre un po' di autostrada per aggirare Casablanca, ma faremo un paio di deviazioni per interrompere la monotonia del trasferimento verso sud. Aggireremo anche Rabat, la capitale del paese, con la sua Kasbah circondata da mura, nelle edizioni precedenti si è rivelato uno sforzo inutile, inutile assorbirsi nel traffico caotico della metropoli per concedersi solo una fugace sosta!! Passaggio veloce ma se ci si vuole spingere a sud di Agadir, per guidare su passi di montagna poco frequentati, bisogna rinunciare a qualcosa e questa è la tappa dei sacrifici, due città imperiali le vittime predestinate!! Faremo tappa a El Jadida, conosciuta come Mezagan, inespugnabile fortezza portoghese con i suoi bastioni perfettamente conservati, che racchiudono un dedalo di viuzze caratteristiche.

 

4.     sabato 24 ottobre, El Jadida - Essaouira km 272

La nostra marcia diventa più lenta, riflessiva, ma la direzione verso sud è imprescindibile, visti i nostri obiettivi. Dopo una sosta ad Oualidia, suggestivo borgo di pescatori, incastonato in una baia a forma di mezzaluna, iniziamo a percorrere la strada costiera che diventa immediatamente panoramica, incontaminata, a tratti selvaggia, con verdi campi che scendono a picco sul mare incuneandosi in insenature sabbiose. Ci terremo il più vicino possibile alla costa per tutta la giornata fino al punto di arrivo, Essaouria famosa soprattutto per la sua sensazionale Medina sul mare, iscritta giustamente nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La sua fama ed il relativo incremento delle presenze turistiche ha indubbiamente scalfitto il suo fascino, ma rimane comunque una meta imprescindibile con la sua fortezza, le mura bianche, la rilassatezza dei suoi abitanti, la Kasbah, le botteghe artigiane, che rendono questa città unica e dal sapore alquanto europeo.

 

5.     domenica 25 ottobre, Essaouira- Agadir km 240

Ancora coste, sempre più selvagge, ancora il sud come punto cardinale a dettare la nostra rotta. Oggi entreremo ufficialmente nel sud del Paese, che non è solo isolato geograficamente dall’alto Atlante alla parte settentrionale, ma lo è anche culturalmente. Infatti, la maggioranza delle sue popolazioni è costituita da berberi delle montagne e nomadi del deserto. In dirittura di arrivo, qualcosa di strano avviene sul percorso: si inserisce inaspettatamente un altro punto cardinale, si va ad est verso la bellissima valle del Paradiso e visiteremo le cascate con più portata di acqua del paese. Arriveremo ad Agadir, capitale della regione di Sous Massa Draa. Nel corso degli anni questa cittadina è diventata la principale località marittima del Marocco meridionale, apprezzata soprattutto per la sua spiaggia, lunga oltre 10 chilometri, l’ambiente rilassato e la grande ospitalità dei suoi cittadini. Domani una delle prime mete imprescindibili di questo viaggio, l’Anti Atlante. Speriamo che il trasferimento sia valso la pena.

 

6.     lunedì 26 ottobre, Agadir- Taroudant km 364

Abbandoniamo Agadir sempre nella solita direzione, ma l’assaggio di ieri si trasforma in un cambio di registro, atteso da giorni. Ci si spinge verso l’interno, dapprima senza grandi emozioni, poi, una volta attraversato l’Oued Assaka, tortuosamente ci si spinge, fra colori irreali, verso il magnifico Col de Kerdous e Tafroute. Lungo il percorso, villaggi berberi fatti con mattoni di fango. Anche dopo, dirigendosi verso nord i panorami restano stupefacenti costeggiando la valle del Aimeln e scalando l’ultimo passo di giornata il Tizi Mill. Arrivo a Taroudant, sotto ogni aspetto una tradizionale città mercato berbera, cinta da magnifiche mura di fango rosse con lo sfondo delle cime innevate dell’Alto Atlante. 

 

7.     martedì 27 ottobre, Taroudant- Marrakech km 226 

Si lascia Taroudant e la meta saranno quelle montagne ben visibili in lontananza. Circa 50 chilometri e la deviazione a sinistra ci catapulta verso il Tizi-n-Test, 2092 metri di altitudine, vertiginoso passaggio lungo le antiche rotte commerciali da dove ammireremo panorami sensazionali. Prepariamoci allo straordinario!! Rappresenta senza dubbio uno dei passi più spettacolari, tortuosi e pericolosi del paese che porta al di là dell’Alto Atlante, consentendo di aggiungere Marrakech. Giornata interamente dedicata ad una strada sola, ma in tanta trance agonistica, troveremo il tempo di visitare la Moschea di Tin Mal, una delle rarissime aperte ai non musulmani e concederci una sosta nella cittadina di Ouirgane. La Medina di Marrakech è il cuore geografico e spirituale della città rossa: quasi al centro del Marocco, a 580 chilometri a sud di Tangeri, a 327 chilometri a sudovest di Rabat e a 246 chilometri a nordest di Agadir.

 

8.     mercoledì 28, Marrakech- Ouarzazate km 211

Lasciamo il traffico caotico della Città Rossa e la strada si inerpica velocemente, il paesaggio perde il caratteristico manto fatto di un verde accecante, per diventare brullo, la vista si apre, il panorama corre lontano, l’asfalto rasenta la perfezione. Il Tizi n’ Tichka è più alto del Tizi-n-Test, anche se meno inquietante, ma certamente spettacolare nella sua diversità. Dall’altro lato, ci attende la cittadina di Ouarzazate, famosa anche per la sua fiorente industria cinematografica, si trova alle porte della vasta distesa di sabbia che si estende interrottamente per centinaia di chilometri. Ci fermeremo qui, domani faremo la conoscenza delle prima lande desertiche dell’Erg orientale, la vasta distesa di sabbia che si estende interrottamente per centinaia di chilometri più a sud.

 

9.     giovedì 29 ottobre, Ouarzazate- Zagora km 265

Da Ouarzazate, la P1507 ci condurrà verso sudovest fino Tazenakht, per poi proseguire alla volta di Foum-Zguid per la B111, una strada asfaltata di fresco, che ci spingerà sempre più a sud in un paesaggio irreale, desolato, ma affascinante. Una volta imboccata la N12, punteremo verso la meta di giornata, Zagora, situata in posizione baricentrica nella magica Valle del Dràa, tra il Jebel Sarhro e le montagne dell’Anti Atlante, racchiude un paesaggio sorprendente e numerosi villaggi fortificati, i Ksour, circondati da palmeti. Queste piccole città-stato si susseguono per oltre 200 chilometri e sono edificate all’interno di mura perimetrali che un tempo servivano a difendersi dai nomadi del deserto.

 

10.  venerdì 30 ottobre, Zagora- Merzouga km 329

Da Zagora, risaliamo la valle che ieri abbiamo aggirato in completa solitudine. Il Draa è il fiume più grande del Marocco e in questo lembo di terra, custodisce villaggi berberi, dune di sabbia, lussureggianti pianure, montagne innevate e palmeti. Questa valle è una delle principali attrazioni turistiche del Marocco. All’intersezione con la R108, la prendiamo per spingerci in un altro must turistico di questo sorprendente Marocco. Il confine con l’Algeria è vicino, anche se indistinguibile in un paesaggio uniforme. Una distesa di dune che si estende a vista d’occhio, un orizzonte che può sembrare irraggiungibile, ma che oggi appare alla portata delle nostre ruote. Merzouga è il punto di partenza ideale per vivere il trekking nel deserto. Questa città a sud del Marocco, non lontana dal confine con l’Algeria, non ha monumenti o edifici storici di rilievo, ma è una delle più visitate del Marocco poi che da qui partono i tour a piedi, in cammello o in fuoristrada verso le grandi dune dell’Erg Chebbi. Per chi vuole provare l’esperienza, forse poco autentica, ma sicuramente suggestiva, possibilità anche per noi, seppur breve, di arrivare al campo tendato a dorso di cammello, per poi sederci per una cena conviviale, tutti assieme riuniti sotto le stelle mangiando dallo stesso piatto, alla maniera delle popolazioni locali.

 

11.  sabato 31 ottobre, Merzouga- Ait Tasga km 361

Ci lasciamo alle spalle il deserto, le sue dune giganti, per tornare leggermente indietro, purtroppo non possiamo ignorare due dei maggiori richiami naturistici dell’intero nord Africa. Assolutamente le Gole du Dades viste dall’alto sono uno dei paesaggi più spettacolari, conosciuti, pubblicizzati e fotografati di tutto il paese. La valle omonima si snoda attraverso campi di mandorli e fichi, alcune fantastiche formazioni rocciose e diverse imponenti casbah e ksar. Il punto più spettacolare è dove la gola si stringe ed il fiume scorre accanto alla strada. Un paio di chilometri più avanti, la strada si addentra nel canyon principale con una serie di tornanti in salita per poi ritornare pianeggiante, all’altezza di un balcone naturale dove è sorto un ristorantino. Siamo probabilmente in uno dei punti più panoramici, affascinanti e fotogenici dell’intero tragitto, sicuramente il più pubblicizzato dell’intero paese. L’arrivo è previsto Tinerhir, la base migliore per la seconda escursione programmata nella zona, che avverrà domani nel tentativo di approfittare delle luci migliori.

 

12.  domenica 1° novembre, Ait Tasga- Khenifra km 320

A soli 15 chilometri da Tinerhir, in fondo ad una valle disseminata di incredibili palmeti e villaggi berberi, si trova la magnifica Valle del Todra, uno dei canyon più spettacolari del mondo. Alte pareti di roccia rosa e grigia scavate dall’acqua in alcuni punti alte fino a 300 metri si avvicinano fino a sembrare di ingoiare la stessa strada, rendendo lo scenario ancora più spettacolare. Una volta oltrepassato questo punto, volendo, si potrà raggiungere il bellissimo villaggio berbero di Tamtattouchte, a 42 chilometri dalla Gola di Dadès. N12, questa sigla mi aveva incuriosito, riverificando la tracciatura per le ultime modifiche, immancabili in un viaggio del genere: “una strada che sale nella parte più spettacolare dell’Atlante è stata rinominata, per giunta con la sigla di una strada nazionale??” La strada, adesso asfaltata, permette di raggiungere El-Ksiba, stravolgendo il vecchio itinerario in una maniera talmente spettacolare da lasciare un segno indelebile nell’album dei nostri ricordi e raggiungere a fine giornata Khenifra.

 

13.  lunedì 2 novembre, Khenifra- Fès km 278

Siamo in dirittura di arrivo, passeremo dal Medio Atlante all’Alto Atlante senza quasi accorgercene. La varietà, la qualità dei paesaggi rimane immutata, la meta di giornata è una delle mete più gettonate, meritatamente, del paese. Ma prima ancora montagne con le solite strade impervie, la foresta dei Cedri nei pressi di Azrou. Entrando a Fez ci sembrerà di fare un tuffo nel passato, respirando un’aria medievale: ambientazioni meravigliose, suoni particolari, ricchi profumi e soprattutto cromatismi sorprendenti.

 

14.  martedì 3 novembre, Fès- giornata di riposo

Qui tutto è colore. Fez si divide in Città nuova, Fès el-Jedid, cioè la città imperiale costruita a partire dal 1200, dove si trovano la stazione, il Palazzo Reale e il quartiere ebraico, e la Città Vecchia, la Medina, chiamata Fès el-Bali, la più antica parte murata di Fes, un vero labirinto fatti di migliaia di stradine, con mercati di ogni tipo, dai tappeti agli oggetti in ottone, della ceramica ai tessuti e alla pelle, e dove le merci vengono ancora trasportate a dorso d’asino. Immancabile la visita alle concerie.

 

15.  mercoledì 4 novembre, Fès- Chefchauen km 249

Oggi colmiamo una delle lacune dei giri precedenti. Guideremo sempre, come le volte precedenti, sulle ultime propaggini degradanti del Rif. Strade spettacolarmente desolate, a volte in pessimo stato, impervie, ma che godono di un panorama a volte entusiasmante dove la vista corre libera fino all’orizzonte. La meta di giornata sarà Chefchaouen, una città molto speciale, che dà un'impressione di irrealtà. Una parola sola per definirla?? Adorabile. La amano tutti e non potrebbe essere altrimenti: anche chi è venuto qui temendo di trovare una città iperturistica e sopravvalutata, assai meno interessante di quanto la sua fama non faccia credere, ha finito per invaghirsene perdutamente. È davvero una delle città più belle del Marocco settentrionale, e probabilmente di tutto il Marocco. Veramente una grave mancanza, l’averla ignorata fino ad ora!! Situata ai piedi delle aspre montagne del Rif è una cascata di case dalle pareti blu armonicamente inserite in un meraviglioso paesaggio naturale. Nonostante la fama di Chefchaouen sia aumentata in maniera proporzionale alle quantità di foto e video pubblicati sui vari social, la Perla Blu del Marocco rimane una città tutto sommato tranquilla, rilassata e pittoresca. Turistica sì, ma ancora un mondo a sé rispetto al caos di Marrakech e Fez. Perdersi tra le viuzze della medina fiancheggiate da case dipinte di blu è un’emozione unica. Le sue dimensioni contenute agevolano la visita.

 

16.  giovedì 5 novembre, Chefchauen- Ceuta km 208

Ultima tappa in terra d’Africa, ultimo giorno in Marocco, sarà la solita tappa fatta di scoperte, anche se ci dirigeremo verso il punto di imbarco. Ci faremo strada tra percorsi impervi per scendere sulla costa mediterranea e seguirla fino a fine giornata. Per quasi tutta la sua lunghezza, questo tratto di costa presenta una bellezza incantevole dove la natura è selvaggia ed incontaminata. Le onde del Mediterraneo si infrangono contro le rosse scogliere rocciose delle ultime propaggini del Rif, che qui si arrendono al dominio delle acque. Il risultato è un percorso maestoso e spettacolare. La destinazione finale di giornata e del viaggio in Africa sarà sulla punta più settentrionale del Marocco dove, in posizione dominante sullo stretto di Gibilterra, si trova la città di Ceuta che, insieme a Melilla, è una delle due enclave spagnole in terra marocchina. Ceuta si trova su una penisola che si estende nel Mediterraneo a meno di un’ora da Tangeri e Tetouan e a soli 35 minuti di traghetto da Algeciras, in Spagna, un piccolo gioiello caratterizzato da un’architettura particolare. l’ultima barriera montuosa che ci spingerà verso la costa, l’Europa e la fine di questo viaggio.

 

17.  venerdì 6 novembre, Algeciras- Siviglia, riconsegna dei mezzi km 190

Si rientra in Europa via nave e non potrebbe essere altrimenti. Allo sbarco, rapido rientro su Siviglia per la riconsegna dei mezzi. Per chi non ha l’aereo di rientro in Italia, ma un trasferimento via terra carico di sorprese, il viaggio l’indomani riprende!! 

 

18.  sabato 7 novembre, rientro in Italia

La mattina, trasferimento in aeroporto per il volo di ritorno in Italia.







































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