giovedì 16 agosto 2018

Inca Raid



Il Peru, questa terra così lontana, popolata da genti misteriose e ricche di fascino, montagne impervie, valichi ad altezze siderali, siti archeologici fra i più imponenti ed importanti dell'intero continente latino americano, potrebbe essere uno dei prossimi obiettivi per il 2019. Intanto il programma di massima e le sensazioni dell'ultima esperienza vissuta accompagnando un gruppo per 13 giorni, trascorsi in moto attraversando le Ande, guidando sulla spettacolare Panamericana, ammirando il lago Titicaca al tramonto ed il vertiginoso canyon de Colca, alla costante ricerca delle tracce più impressionati che gli Inca, questo misterioso popolo hanno lasciato.



                                              PROGRAMMA

1 Arica- Arequipa km 416
Subito la frontiera, da dove inizia il trasferimento seguendo la Panamericana per poi iniziare gradualmente a salire d’altitudine sino ai 2.325 m. di Arequipa. Arrivo in serata nella suggestiva “Città Bianca”, così chiamata per le sue costruzioni in pietre candide, la capitale intellettuale del Perù. È la seconda città del Peru’, ma non ha niente a che vedere con Lima: bella, moderna, storica ed animata, con in più un clima davvero invidiabile. Non ha una vera stagione fredda. D’inverno rinfresca un po’ di sera, ma restano sempre i suoi 300 giorni di sole all’anno. Niente male, soprattutto se paragonata a quello che può offrire la capitale!! Buona parte dell’abitato e costruita con una roccia vulcanica di colore molto chiara, da cui il suo soprannome. Sicuramente da visitare il Monastero di Santa Catalina, un convento che si estende su di una superficie di 20000m quadrati, e che occupa un isolato intero. Una città dentro la città. L’edificio religioso più bello del Peru’ e probabilmente di tutto il Sud America. Manca il tempo?? Nessun problema, pernotteremo ancora in questo fantastico posto sulla via del ritorno!!

2 Arequipa- Canyon de Colca- Chivay 200km 
La più spettacolare escursione della zona è senza dubbio quella per giungere al Canyon de Colca. Ed anche la strada per giungervi non è niente male, attraversando la Reserva Nacional Salinas y Aguada Blanca, con un’altitudine media di 3850m, valicando un passo ad oltre 4900m, 4980 per l’esattezza e piombando con una discesa spettacolare nell’accogliente Chivay, 180km da Arequipa, dove pernotteremo, non prima di aver completato “l’opera” arrivando all’obiettivo di giornata, il Colca Canyon che, con i suoi 3.182 mt. di profondità è fra le gole più profonde del mondo. La strada tortuosa è affiancata da tre Vulcani di imponente altezza che fanno da sfondo e supportano un  panorama già di per se straordinario!! Famosa la “Croce del Condor”, dove si possono ammirare decine di condor che, sfruttando le correnti termiche del luogo, si tuffano dai dirupi su uno splendido paesaggio di terrazze e coltivazioni. 
                                                                                                                                           
3 Chivay- Cusco km 450
Tappa impegnativa quella di oggi, per lunghi tratti su piste sterrate. Inizieremo seguendo una pista di montagna che ci porterà un paio di volte oltre i 4000m d’altitudine. Lo sterrato proseguirà quasi fino al ricongiungersi con la 3S dopo Yanaoca. Arrivo a Cusco, a 3.400m d’altitudine, il famoso “Ombelico del Mondo”. Da qui secondo gli Incas ebbe origine la Civiltà e la città ricca di vestigia coloniali conserva ancora molte tracce dell’impero Incas. Domani avremo a disposizione l’intera giornata per conoscerla meglio.                                                                          
Cusco, sosta e visita della città.                                                                          
Cuzco, come non dedicarle un giorno intero?? Il punto focale del turismo in sud America, ma ancora prima, capitale del regno Inca. Narra la leggenda, che fu fondata nel XII secolo da Manco Capac, il primo Inca, figlio del sole. Durante uno dei suoi viaggi l’imperatore conficcò una verga d’oro nel terreno ed essa scomparve: questo punto segnava il “qosqo” ovvero “l’ombelico del mondo” in lingua quechua e proprio in quel punto egli fondò la città che sarebbe diventata il centro del più grande impero dell’emisfero occidentale. Gli Inca però, ed il loro regno, durarono pochissimo, meno di un secolo, dal 1438 al 1532, anno in cui Pizarro, con la sua banda di ladroni arrivò in Sud America, regalando immense ricchezze a se stessi ed alla corona di Spagna, e frustrante miseria alle popolazioni sud americane. Definita la Katmandù delle Ande, Cuzco con i suoi dintorni costituisce uno dei più bei siti del Sud America. Gran parte del centro che si sviluppa intorno ad una fantastica plaza de Armas, si compone di belle case coloniali, con balconi in legno scolpito e porte dipinte in blu oltremare. Per non parlare di quello che le sta intorno. Possibilità di una visita guidata della città, a piedi la stupenda Plaza de Armas ed i dintorni del centro, la Cattedrale, edificio Inca con altare d’argento massiccio, Plaza San Francisco decorata con piante e fiori.  Poi con bus privati è possibile raggiungere le altre attrazioni quali gli imponenti siti archeologici.
                                     
Cusco/ Ollantaytambo/Aguas Calientes km 140 
Tappa breve ma assai interessante. El Valle Sagrado è un’altra attrazione del paese, con i suoi piccoli centri e mercati tra i quali spicca quello di Pisac, con uno dei mercati più caratteristici del paese. All’arrivo ad Ollantaytambo, una volta parcheggiate le moto, saliremo sul treno alla volta di Aguas Calientes dove sosteremo per la notte. Un espediente per avvantaggiarsi nei confronti delle masse che quotidianamente invadono, quello che probabilmente è il sito archeologico più visitato delle Americhe.

6 Aguas Calientes , escursione a Machu Picchu , Ollantaytambo
Al mattino saremo fra i primi a percorrere in pullman di linea i 5 km per arrivare al sito archeologico di Machu Picchu,2.400m d’altitudine. L’avvicinamento è spettacolare, con passaggi in gole strette e fra montagne che sembrano disegnate; l’atmosfera soprannaturale che regna a Machu Picchu è una delle più belle al mondo, sicuramente la località più famosa e spettacolare del sud America. La città perduta degli Inca, che Pizarro cercò invano e che Hiram Bingham, archeologo americano, solo nel 1911 e del tutto accidentalmente riuscì scoprire, un vero caso fortuito. Ciò si spiega perché la città è arroccata in cima ad una montagna tagliata in modo da renderla perfettamente invisibile dalla valle. La Città Perduta, capolavoro degli Incas, con la Cittadella su un piccolo cocuzzolo dominante il Rio Urubamba. Al termine, trasferimento con i bus di linea alla stazione ferroviaria e ritorno in treno a Ollantaytambo.    
                                                                                                                             
7 Ollantaytambo- Nazca, km 658 
Percorso interamente asfaltato ed altamente spettacolare e panoramico quello di oggi, quasi tutto ad oltre 3500-4000m, potremmo definirlo un assoluto, indicutibile orgasmo motociclistico, attraverso un magnifico paesaggio andino, fra lama e alpaca, splendidi paesaggi e i colorati villaggi che conducono alla città di Nazca, situata ai piedi delle Ande dove nel deserto sono state disegnate le linee di un gigantesco calendario astrologico, esteso su una superficie di varie centinaia di chilometri quadrati. 

8 Nazca- Arequipa km 524 
Chi non conosce Nazca e le sue Linee? Le sue incredibili figure disegnate nel deserto, sono visibili solo dall’alto, a parte un mirador, situato a 30 km circa dal villaggio, lungo la Panamericana, da cui è possibile ammirare 3 disegni: una mano, una lucertola ed un albero. Comunque, l’escursione aerea è caldamente consigliata, anche a chi soffre il volo su questi piccoli piper. Poi ci attende un bellissimo tratto di Panamericana per tornare in serata  ad Arequipa.Tappa interamente asfaltata, stupenda, un percorso tortuoso su un mare verde, tagliando dune giganti che piombano vertiginosamente sull’oceano. Anche la garua , la nebbia estiva che spesso copre una parte del paesaggio non riuscirà a limitare particolarmente la spettacolarità del luogo. La sera, solito aperitivo, il solito eccellente pisco sauer, in uno dei bar che si affacciano sulla fantastica plaza de Armas splendidamente illuminata, ma questo già lo sappiamo. 
                                                                                                                                                                                                         
9 Arequipa- Puno, km 298 
Giornata impegnativa a causa dell'elevata altitudine del percorso, saremo costantemente ad una altezza media di 4.000 m. La meta finale della giornata è Puno, altro centro caratteristico del Perù, una meta imprescindibile, attraversando pittoreschi villaggi che punteggiano le Ande e valicando passi stratosferici. Puno non è sicuramente una città appassionante, anche se con una certa atmosfera, ma il fascino che emana il lago è addirittura straordinario: a 3810m, 8000km quadrati, un gigante turchese, con delle luci incredibili e orizzonti sterminati.

10 Puno, sosta con escursione in barca nel lago Titicaca 
La mattina, assai interessante l’escursione sul Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo, 3.800 m. da sempre luogo sacro degli Incas, alle isole galleggianti degli uros. Popolazione ormai estinta, riportano alcune guide, pare che l’ultimo sia ormai morto da anni, minato dalla miseria e dall’alcool!! Quelli che si vedono ora sono indios aymara, che una volta resisi conto delle potenzialità turistiche, si sono stabiliti sull’isola e si fanno passare per discendenti degli uros. Poco importa, siano essi uros originali o aymara falsi, la visita alle isole galleggianti in totora, questa canna che si raccoglie nelle acque basse del lago, rappresenta sicuramente la principale attrattiva turistica della zona. Nel pomeriggio possibilità di esplorare le rive del lago, spingendosi fino al santuario di Copacabana, in Bolivia.
                                                                                                         
11  Puno- Arica, 430km
Ultima tappa, ma le sorprese non sono finite!!Partenza al mattino presto, percorso parzialmente sterrato, direzione Moquegua. Pista straordinaria, si arriva, tanto per cambiare, ad oltre 4000m fra dune giganti di sabbia, imbiancate dalla neve, un vero e proprio controsenso in termini ed uno spettacolo per la vista. L'arrivo a Tacna, avviene su asfalto su una strada spettacolare. Passaggio di frontiera ed arrivo ad Arica per la riconsegna delle moto.