giovedì 30 agosto 2012

BISHKEK



17 agosto
Pierandrea dice che a Alamty c’è una concessionaria BMW, io penso che i meccanici locali sono decisamente all’altezza di riparare guasti anche piuttosto gravi. Il suo meccanico da Perugia, non facciamo nomi per non fare pubblicità negativa, dice che senza l’estrattore e se non hai mai fatto un lavoro del genere, conviene cambiare tutto il cambio, io penso esattamente il contrario: l’ingegno, l’inventiva, la perizia ed anche le capacità dovute all’esperienza ed alla necessità di doversi arrangiare, in queste situazioni fanno la differenza!! Sempre dall’Italia, gli dicono che avendo i giusti attrezzi è possibile fare il lavoro anche da soli, io penso che questa è una stronzata ciclopica e lo dico anche!!! Pierandrea stranamente non reagisce, ormai i nostri scontri mediati da Ettore e da una frequentazione decennale che spazia ormai nel recinto di una a volte strana ma consolidata amicizia, sono presso che quotidiani! Con questi presupposti i contatti italiani che abbiamo trovato a Bishkek, ci fanno conoscere uno dei costruttori edili più importanti della capitale che si presenta con il suo factotum, Gina, non so se si scrive così, ma Eugenio in italiano, che una volta visto il mezzo e verificato il problema, dice di conoscere il meccanico giusto. Entriamo così nel mondo di Ali, 2 box in ferro in un parcheggio "abusivo" custodito.
il piccolo regno di Alì!!!
Lo vedo, mi è subito simpatico, dò un’occhiata alla sua officina e mi rendo conto  che siamo capitati nel posto giusto! Deve smontare il mezzo, ma la comunicazione è piuttosto complessa, telefonata ed arriva Serghey: lui parla con i 2, mi traduce in inglese ed io spiego in italiano ai miei compagni: una navigazione dialettica attraverso un mare di battute e situazioni simpatiche, spesso esilaranti, attraverso tre lingue.
“Giovà, se tu ti fidi di loro, io mi fido di te, ripariamo qui!!”
Non credo alle mie orecchie, maledetto zuccone marchigiano, probabilmente lo fai per mettermi in difficoltà, rimango spiazzato, pensare che ero già pronto ad una delle nostre interminabili discussioni!! Vabbè, stavolta vinci tu, ma non è finita qui!
Lasciamo Gina ed Ali in osservazione mistica del mezzo e torniamo in pensione!
Per le telefonate Ali mette a disposizione un cellulare con scheda locale e per Pierandrea una Africa Twin!!
Inizia l’attesa!!

18 agosto
La giornata inizia un po’ a rilento, la cena di ieri si è protratta oltre il dovuto, ho bevuto troppo, stranamente, abbiamo conosciuto alcuni amici di Walter, che fanno parte della comunità italiana di Bishkek, tra cui 2 abruzzesi e nonostante lo stordimento devo dire che mi sono proprio divertito!!! Ieri sera Serghey mi ha chiamato informandomi che la moto è smontata e che domani mattina, cioè oggi, andranno a cercare la molla, che ufficialmente è rotta!
Walter in azione ai fornelli
Trascorro la mattina nel ristorante di Walter, aiutandolo in alcune faccende e facendomi raccontare la sua storia. Originario della provincia di Pesaro, due figlie, una moglie con la quale entra in conflitto a causa del lavoro. 
“stavo bene con lei, ma il mio lavoro era troppo importante, le promettevo di allentare i ritmi, ma poi non ce la facevo proprio ed alla fine ci siamo separati! Così prima cambio attività e lascio casa, poi un amico mi propone un’opportunità lavorativa in Kirzghistan. L’occasione era molto conveniente, ma ricordo che 10 anni fa, non sapevo neanche dove fosse questo paese, 2 sere dopo chiesi a mia figlia di portarmi un atlante, puoi immaginarti la mia sorpresa, quando vidi questo fazzoletto di terra vicino alla Cina!!!! Che ci vado a fare….poi invece…..2 anni quì, poi le mie figlie, mi convincono a rientrare, ma maledetto lavoro, resisto poco ed eccomi qui di nuovo a gestire questo ristorante! Il mio lavoro è importante, mi piace e tutto sommato mi sto togliendo le mie soddisfazioni!”
Il pomeriggio ci concediamo una passeggiata per il centro, Bishkek è una città piacevole, rilassata con belle ragazze.
Il telefono squilla, è Serghey, la moto è pronta, Gina passerà a prenderci alle 19!
la moto è pronta!
La molla rotta, un banale pezzo da un paio di euro è sigillata in una busta, la nuova è miracolosamente uscita da un ricambio mercedes, un pezzo dell’accensione di qualche macchina di età indefinita!!! Estrattore? Ripenso alle parole "dell'espertone" di meccanica italiano!! Come avranno fatto, probabilmente quì avranno smontato il cambio con i denti!! Ali, ci fa vedere dal suo cellulare la moto letteralmente vivisezionata sul pavimento del garage, ed aggiunge, si riinizia con la navigazione fra più lingue, che l’ammortizzatore lavora con un angolo innaturale e sta consumando la parte anteriore della trasmissione cardanica, che il cilindro sinistro ha le valvole lente e che il rack è spaccato e bisogna saldarlo!! Stavolta Pierandrea è senza parole ma sembra assolutamente felice della situazione. Prendiamo accordi per la mattina successiva per la saldatura, gli altri lavori verranno fatti in Italia e via a cena.
19 agosto
La mattina alle 10 siamo dal nostro amico per gli ultimi interventi. Un paio di ore e siamo di ritorno. Ultimi controlli, regolazioni varie, pieno di benzina. Siamo pronti, direi a tempo di record, domani ci rimettiamo per strada.
Si entra in Kazakistan, direzione Almaty.





Ettore, Walter, Pierandrea e Lorenzo 


sabato 18 agosto 2012

TAJIKISTAN.........purtroppo



km percorsi, 3490
10 agosto
La mattina quindi, partiamo dalla capitale tajika sotto un sole incoraggiante, tutti ci hanno confermato che la strada è aperta, ma fra poco lo sapremo!!
Il percorso corre inizialmente in una campagna arida, poi comincia a salire e la valle si stringe, scompare anche l’asfalto!!! Il traffico si riduce drasticamente. Ad un bivio dei poliziotti a cui chiedo le indicazioni per Khorog, mi indicano un ponte in ferro, lo attraversiamo ed inizia un altro mondo. Arriviamo ad un posto di controllo, la polizia ci registra, dichiariamo la nostra destinazione, non battono ciglio, ci indicano la direzione augurandoci buon viaggio. Comincio a crederci, forse la situazione è davvero risolta, forse è davvero aperta, forse……intanto la strada si stringe e comincia ad inerpicarsi a mezzacosta in condizioni che definire disastrose è un vero eufemismo!! Un completo abbandono, stiamo avvicinandoci nella zona più povera di quello che è considerato lo stato più povero del centro Asia e si vede. 80km al rallentatore, dove i locali circolano con pochi mezzi, compreso camion come se niente fosse, ci abituiamo anche noi. Tratti allagati, corsi d’acqua da guadare, frane, smottamenti, alla fine un ponte di ferro e la strada diventa una specie di mulattiera, torrente da attraversare e secondo posto di blocco. Non faccio in tempo ad alzare la mentoniera del casco, che il militare mi dice: “Pamir closed!” 
Ho capito male, forse la stanchezza, tolgo il casco, saluto, solita stretta di mano.
“Pamir closed!”
Cazzo avevo capito bene, sopraggiungono anche Pierandrea ed Ettore, naturalmente pensano che scherzi quando gli comunico la notizia. Bambini sorridenti ci offrono mele, intanto è uscito un altro stronzone, poliziotto stavolta, che con modi piuttosto arroganti, mi impedisce di fotografare e conferma che la strada è chiusa. Sopraggiungono un pulmino con 6 ragazzi della repubblica ceca, un paio di ciclisti francesi, altri 3 belgi sempre in bicicletta. Uno dei ragazzi in pulmino, parla russo, prova una trattativa con i militari, intanto arriva dall’altro senso della strada una macchina piena di locali, una delle donne ci viene incontro e rivolgendosi a me, forse perché sono il più alto, ci informa che la situazione in Pamir è drammatica, stanno ancora uccidendo persone, e che qualcuno deve far sapere la situazione al mondo esterno!! Incredibile, ci hanno nascosto tutto fino a pochi km, mentre qui si stanno sparando!!! La signora appare disperata, mi chiede se sono la guida, le dico di no e che mi dispiace per la situazione, chissà che ci farà con la mia comprensione!!! Decidiamo di dormire in un villaggetto in una casa albergo, piena di lavoratori locali, dove 2 adolescenti, carine e gentilissime, ci accolgono, ci apparecchiano in giardino, ci servono la cena, ci riempiono di attenzioni, trascurando gli altri clienti, nonostante le barriere comunicative siano presso che insormontabili. Sembra sappiano cosa ci è accaduto e vogliano quasi consolarci facendoci dimenticare la delusione che, inutile mentire, è davvero bruciante!
La mattina, apro gli occhi alle 5.45, scendo dal letto e comincio a prepararmi, porca puttana non può andare così, per la seconda volta dopo l’anno scorso, io ci riprovo! Scendo in bagno, mi preparo, gli altri si svegliano e mi osservano.
“non rompete, non parlate neanche, lo so, è inutile, ma rivado al posto di controllo, se non torno fra 2 ore, raggiungetemi!”
12km, stessa stradaccia, stesso ponte, stesso torrente, stesso militare, stessa risposta!!! La Pamir Highway rimarrà chiusa. Si va in Kirghizstan, hanno aperto ai turisti un passo più a nord, strada bellissima, una valle stretta da montagne altissime coperte da ghiacci, la sera dormiremo a Sary-Tash, un’altra casa albergo, stavolta senza letti, si dorme per terra, ma al posto del bagno c’è la latrina!!
Il viaggio continua, il Torugart ci aspetta!!!

12 agosto
A Sary-Tash si rimbocca anche la Pamir highway, la M41, ma è dura!! E’ dura tenere il passo, quando uno degli obiettivi principali del viaggio, no, non prendiamoci in giro, diciamo il fulcro del progetto, è saltato! Me ne accorgo da piccoli particolari, che manifestano nervosismo, un cambio di ritmo, strane argomentazioni dei miei compagni di viaggio. Decido di far correre la giornata senza dare strappi, facendola scorrere, dando 2 opzioni per il fine tappa ma facendo decidere il punto d’arrivo. Sarà un tappone di oltre 620km, senza soste a parte un cocomero a Osh, ma la M41 lavora a mio favore, con scenari mozzafiato ed una strada in buono stato. Rallento di proposito, ma il ritmo sembra da fine raid, sia Ettore che Pierandrea non si fermano per tutta la giornata, non andiamo più per il gusto di viaggiare, ma solo per arrivare!!

13 agosto
Ancora M41, ancora passi e scenari da incorniciare nella cartolina dei ricordi come direbbe il mio amico Luca Maggiitti. Ennesimo passo oltre i 3500m ed iniziano gli accampamenti di yurte. Mi fermo, chiedo di scattare foto, vengo invitato ad entrare, mi offrono cibo e da bere il kefir, la loro bevanda tipica a base di latte fermentato. Stavolta trovo i mei due compagni fermi qualche km più avanti che mi aspettano, ancora foto, ancora persone, bambini, inviti ad entrare in una yurta e stavolta ci sono anche loro. 20 minuti ed il ritmo finalmente ritorna quello consueto, abbandoniamo anche la M41 per una valle secondaria che diventa immediatamente sterrata, sempre più stretta e solitaria. A Kochkor, ma ormai posso nuovamente, impongo, nonostante sia tardi e diluvi, di raggiungere Naryn, il punto ideale per partire per il passo Torugart. Arriveremo fradici, infangati sfruttando le ultime luci disponibili e trovare un gruppo di locali reduci da una festa di nozze all’ingresso del villaggio, chiedere informazioni, farsi un giro di vodka e dirigerci verso la guesthouse.



14 agosto
Avevo sentito parlare del passo Torugart, o meglio della sua leggenda, nel 2006, poi confermata da alcune letture. Passo impervio, dove le regole doganali non esistono per i continui e volubili cambi di umore dei servizi frontalieri dei 2 paesi.  Ma i tempi cambiano, il progresso avanza ed i cinesi sono i numeri 1 al mondo nella costruzione di strade in posti impossibili. La strada sterrata, nelle solite orribili condizioni, è ormai compressa sola tra i 2 cheeck point prima della frontiera vera e propria. 60km, che però fanno capire che razza di impresa doveva essere guidare su questo percorso fino a qualche tempo fa. Al confine, un militare ed alcuni camionisti ci offrono arbuz. 
“cucumero, multo bono!!” mi ripete il ragazzo in mimetica una volta appreso il nome in italiano. Foto di gruppo, ma al momento in cui scopre che non siamo diretti in Cina, nel suo inglese stentato mi spiega che per arrivare fin lì ci vuole un permesso speciale!
Scusandosi, mi dice che deve informare il suo capo e che non possiamo muoverci!! Lo chiama con il walkie talkie. Cazzo!!
Un paio di minuti ed arriva la risposta, non dovremmo essere lì, raduno l’equipaggio che si sta ingozzando di “cucumero” con i camionisti che a turno salgono sulle moto per farsi scattare foto e ritorniamo indietro. La strada è davvero pessima, ma il paesaggio è indiscutibilmente straordinario!
La guida dell’EDT menziona tra le cose assolutamente da non perdere quella di salire sul passo e tra quelle assolutamente più irritanti quella di tornare indietro!! Ne vale la pena? Non saprei, date un’occhiata al breve video in basso:


video


Al check point ancora militari, ancora battute, registrazione dei passaporti e siamo fuori o dentro a secondo dei punti di vista. Comincia ad essere tardi, ma non ce ne preoccupiamo, le luci diventano importanti, profonde, straordinarie. Pastori a cavallo, camionisti che non negano mai il saluto, scorci montani, la vista spazia limpidamente tra le valli a 3000m! La sera, sotto una stellata incredibile, dormiremo in un accampamento di yurte a 3100m, in una valle secondaria a 15 km dalla principale, sul quale incombe il caravanserraglio fortificato di Tash Rabat, ubicato su una delle tante vie della seta e risalente al XV secolo! 


15 agosto



Ferragosto, ancora bel tempo, sole, trascorriamo metà giornata, letteralmente spaparanzati sui prati, fotografando, osservando i pastori Kirghizi, ferrare cavalli, compiere evoluzioni acrobatiche, partire per le escursioni in montagna. Nel primo pomeriggio, non ne siamo molto convinti, ci rimettiamo per strada per rientrare a Naryn. La sera nella solita guesthouse, un israeliano in viaggio con un gruppo, mi dice che il lago Song Kòl è di una bellezza straordinaria. L’avevo già segnato sulla cartina, ero un po’ indeciso, ma è la terza persona in tre giorni che mi conferma la bellezza del posto! Ne parliamo e decidiamo in pochi secondi, domani ancora cambio di programma con relativa perdita di un giorno.
La cosa che più conta di un viaggio è non smettere di viaggiare…….e di sognare!!!
Basta stronzate, andiamo a letto!!



16 agosto
Ancora per strada, ancora una giornata luminosa, dove le linee dell’orizzonte, si allontanano fino a far credere che oltre ci sia solo la fine del mondo. La gemma del Kirghizstan centrale, il Song Kòl, questo lago alpino a 3100m, non lascia nessun dubbio alla fantasia fin dalla deviazione che abbandona la principale dopo circa 50km da Naryn. I gioielli ti scioccano, immediatamente, con le loro sfaccettature multicromatiche, i loro riflessi imprevedibili, la brillantezza: saliamo immediatamente ad oltre 2500m tra valli rigogliose, e montagne dai 1000 colori, dove bambini a cavallo governano il bestiame e adulti fresano i campi. Strette di mano, comunicazione fatta a gesti e con poche parole, risate, pacche sulle spalle, foto per tutti, ringraziamenti.  Dopo una serie infinita di tornanti con la strada che diventa quasi una mulattiera, ad oltre 3000m, ecco il lago, azzurro, riflessi turchesi, in una vallata desertica dalle sfumature arancioni, tappezzata da prati di un verde sfolgorante, lo aggiriamo in senso antiorario e seguiamo la sterrata.
Che giornata, porca puttana!!
Altri 50km di strada sterrata, siamo quasi alla fine quando Pierandrea si ferma, lo affianco.
“ho rotto il cambio!! È bloccato, non so neanche in che marcia sono!!”
Fortunatamente la molla del selettore del cambio ha deciso di rompersi nella 4ta marcia. Saranno 230km, con il traffico che va intensificandosi avvicinandosi alla capitale, ad 80 all’ora, sfrizionando, dosando l’accellerratore e sacramentando; immagino Piernadrea ed il suo turpiloquio in marchigiano!!!! Arrivati a Bishkek, sulla Kievskaya, via a cercare questo ristorante di cui ci avevano parlato gestito da un italiano e una sistemazione per la notte, domani vedremo se è possibile fare la riparazione sul posto!!
Che giornata, porca puttana!!