27 novembre 2022

PUGLIA, dal Tavoliere allo Sperone

  Fine settimana enogastronomici, caratterizzati da una connotazione regionale
dal 22 al 25 aprile 2023


In occasione dei ponti di fine aprile, continua la proposta dei fine settimana regionali. Per chi volesse sfruttare i giorni di festa, nell’occasione ci sarà anche la possibilità di estendere la solita 4 giorni inserendo due tappe. Si partirà da posizione dominante sul tavoliere, sullo sfondo il Gargano in lontananza, spingersi su altipiani desolati e poco frequentati per transitare dalle saline di Margherita di Savoia, prima di dedicare un’intera giornata alle strade dello sperone d’Italia. 


Programma. itinerario di km 568:


1 sabato 22 aprile, arrivo a Troia (facoltativo, arrivo il venerdì a Pescara)

Si inizia da Troia, antichissima città ai piedi dei monti Dauni, roccaforte dell’impero bizantino, ad una grande storia si accompagna una grande storia gastronomica, che sperimenteremo la sera a cena in una delle trattorie di questa ridente cittadina.
Per chi volesse, possibilità di anticipare la partenza al giorno prima, facendo sosta a Pescara il venerdì, precisamente sul lungomare di Montesilvano, per concedersi una cena a base di pesce nel nostro ristorante preferito. La mattina dopo per strade statali e provinciali arriveremo dopo 260 chilometri, al punto di partenza del nostro giro in terra di Puglia, Troia, dove il gruppo si compatterà. Pernottamento in albergo diffuso nel centro storico, all’arrivo aperitivo di benvenuto con degustazione di prodotti tipici. 


2 domenica 23 aprile, Troia- Peschici km 287


Un’ultima occhiata al panorama dall’abitato e ci tuffiamo per strade provinciali spingendoci nel Tavoliere profondo dove i pochi incontri lungo il tragitto, non nascondono la propria meraviglia di come siamo potuti finire qui. Strade dimenticate per arrivare inaspettatamente al mare. Siamo in dirittura d’arrivo, o quasi. Attraverseremo le saline di Margherita di Savoia, un ambiente suggestivo, fatto dalle vasche evaporanti e dagli enormi cumuli di sale, ben visibili anche a distanza mentre si percorre la litoranea e che occupano quasi la totalità delle intere saline. Qui lungo 20 Km di costa, su una profondità di 4, fin dal III Secolo a.C. si estrae il sale ed oggi gli impianti coprono 4000 ettari, quasi metà del territorio del comune, un luogo che prese il nome dalla prima Regina che i Savoia “regalarono” all’Italia. Il percorso prosegue per fare ufficialmente l’ingresso in quella che è la meta del nostro viaggio. Inizieremo a fare la conoscenza con le strade di questo fantastico promontorio, concedendo le nostre attenzioni alla sua parte settentrionale ed alla zona del lago di Varano. Il Parco Naturale del Gargano offre agli occhi del visitatore una varietà di habitat differenti e biodiversità da lasciare senza fiato. Il motivo risale alla conformazione morfologica dello "sperone d'Italia" e alla sua storia. Quando cominciarono ad emergere gli Appennini il Gargano non c'era ancora, o meglio era solo un'isola, separata dal continente. Solo più tardi il promontorio si sarebbe congiunto alla terra ferma formando l'inconfondibile forma da cui il soprannome. Pernotto nella suggestiva baia di san Nicola, cena in bar trattoria in riva al mare.

3 lunedì 24 aprile, Peschici, loop Gargano km 281 

Il promontorio del Gargano, il cui nome sembra riallacciarsi per alcuni al termine mediterraneo che significa monte, anfratto, gola, per altri ad un mitologico pastore, il dio Gargan, passa da paesaggi montani, con cime anche oltre i 1000 metri, a paesaggi marini, con la costa, quasi sempre a strapiombo su di un fantastico mare. Questa breve esposizione del territorio rende chiari gli obiettivi di giornata. Si inizia nella maniera più complicata possibile, in maniera illogica, più del solito. L’obiettivo è quello di percorrere più strade panoramiche possibile, cercando di non ripeterle, impresa non facile!! Ci siamo quasi riusciti, ma è dovuta intervenire la vertiginosa stradina che conduce al Monte Sacro. Giornata che sulla carta stradale si comprime in poche decine di chilometri, in pratica saranno 250 chilometri abbondanti, 281 per l’esattezza, di curve quasi ininterrotte, dove costa, strade interne, lagune, destabilizzeranno il nostro senso d’orientamento, speriamo solo parzialmente perchè alla fine di tante fatiche, ci attenderà un trabocco, trabucco come si dice qui, in un contesto scenografico pazzesco, con Peschici a vista, un mare cristallino, una scogliera da togliere il fiato ed una cucina tipicamente marinara e di alta qualità. 


4 martedì 25 aprile, Peschici- trabocco Cungarelle km 152 (estensione facoltativa), rientro in sede

Giornata dedicata al rientro, ma per chi volesse, è possibile un’altra piccola estensione al programma originale. Ce ne andiamo per la stradina compressa tra il lago di Varano e l’Adriatico, che è rimasta fuori dalla caccia di strade secondarie degli ultimi due giorni. Una volta usciti in “spazi” più aperti, prenderemo la vecchia provinciale, che ignorando la strada a scorrimento veloce, placidamente immersa nei campi, lambisce un altro lago, quello di Lesina e faremo l’ingresso nel paese omonimo. Da qui il Tavoliere delle Puglie ci attende, per imboccare la strada costiera. Potremmo considerrare anche un pranzo prima di salutarci e rientrare in sede. 
















25 novembre 2022

TOSCANA le colline metallifere, apertura di stagione

Fine settimana enogastronomici, caratterizzati da una connotazione regionale.

dal 23 al 26 marzo 2023

Apertura di stagione, si torna in toscana, tra strade bianche e sconosciute provinciali. Le Colline Metallifere sono una zona ricca di paesaggi suggestivi e molto diversi fra loro: dalle quercete dell’entroterra fino alla tipica macchia mediterranea per arrivare al litorale sabbioso incorniciato da pinete sempre verdi.  Abitati di carattere tipicamente medievali, dominano il paesaggio, dove il confine tra la Maremma e la Toscana settentrionale è assai labile. Partiremo da un luogo magico, un borgo con una piazza occupata per la sua interezza da una vasca piena di acqua termale, per spingerci all’interno fra strade provinciali alla ricerca di sterrate, le famose strade bianche toscane, percorribili e poco trafficate e terminare vicinissimi al mare con un epilogo “stellato”.  




1. giovedì 23 marzo, arrivo a Bagno Vignoni 

Appuntamento nel primo pomeriggio in Val D’Orcia, a Bagno Vignoni, una meta davvero unica: in nessun'altra località in Italia è possibile trovare una piscina ubicata nella piazza centrale, piena di acqua termale calda: lunga 49 metri ed ampia 29, questa piazza di epoca rinascimentale è stata costruita esattamente sopra la fonte originale di acqua termale, la stessa di cui usufruivano anche i Romani nell’antichità. La balneazione nella vasca al centro del paese è vietata da decenni per questioni di decoro: per trovare un'area in cui è possibile immergersi nelle acque occorre spostarsi sotto il parco dei mulini, dove la rupe su cui sorge il borgo degrada verso il letto del fiume Orcia o..........alloggiare in uno degli alberghi con terme annesse, con libero accesso al centro benessere. Inizieremo proprio così questa nostra ennesima esperienza in terra toscana. 


2. venerdì 24 marzo, Bagno Vignoni- Volterra km 237

Si inizia la ricerca di strade bianche, spingendosi a sud per provinciali arrivando a lambire il Monte Amiata. Continuiamo in un saliscendi continuo, deviando brevemente per lo splendido monastero di San Galgano nel comune di Chiusdino, siamo nella provincia di Siena. A poche centinaia di metri su un colle si erge l'eremo di Monte Siepi, ove è custodita la "spada nella roccia" che la tradizione vuole sia stata conficcata nella pietra da Galgano Guidotti, che rinunciò ai privilegi della vita di nobile.  Da qui ci attenderanno altre strade bianche, prima di arrivare a San Gimignano, piccola perla e testimonianza visiva di quelli che erano i borghi medievali, punti di passaggio sulle grandi vie maestre, quali appunto la Via Francigena.  Arrivo di giornata a Volterra, un borgo medievale davvero unico nel suo genere. Il paese si presenta alto su uno zoccolo giallo di rocce argillose, completamente chiuso nella sua doppia cinta di mura duecentesche, è decisamente un luogo d’arte denso di fascino.


3. sabato 25 marzo, Volterra- Marina di Bibbona km 258

Anche oggi la giornata inizia all’insegna delle carrabili che ci permetteranno di allontanarci  dalle mure medioevali che ci hanno ospitato e spingerci, con il solito ritmo indolente all’apparenza casuale che ci porterà a fine giornata ad arrivare sulle rive del Tirreno. In dirittura di arrivo, percorreremo quella che viene definita, in modo alquanto pretenzioso, la strada più bella del mondo.

"I cipressi che a Bolgheri alti e schietti

van da San Guido in duplice filar,

quasi in corsa giganti giovinetti 

mi balzarono incontro e mi guardar."

Comincia così l'ode più famosa di Giosuè Carducci, "Davanti a San Guido", scritta durante un viaggio di ritorno dalla sua Bolgheri. Il Viale dei Cipressi è una magnifica strada rettilinea, ma per favore non esageriamo con la posizione in classifica, che dalla via Aurelia conduce fino al Castello di Bolgheri. Gli alberi disposti in duplici filari, per chi ha avuto tempo di contarli sono 2540, accompagnano chi la percorre per tutto il lungo tragitto fatto di sali e scendi, senza sosta, come se non ci fosse meta. Siamo in vista del traguardo, Marina di Bibbona è ad un tiro di schioppo. Sistemazione in albergo per poi andare a cena in un ristorante stellato in riva al mare.


4. domenica 26 marzo, Marina di Bibbona, rientro in sede

Il giorno del rientro. Ma prima, per chi volesse, a pochi chilometri di distanza da dove abbiamo trascorso la serata, possibilità di visita guidata con degustazione in una delle aziende Antinori, la tenuta Guado al Tasso, per una visita ai vigneti storici. Ed alla fine, per non lasciare niente di incompiuto, concedersi una passeggiata nel centro storico di Bibbona, tipicamente medioevale, con i suoi vicoli stretti, lastricati e le abitazioni in mattoni a facciavista prima di rientrare.










19 novembre 2022

TRINACRIA, i giorni della Candelora

 

Sicilia, li jorni dela cannalora

dal 27 gennaio al 5 febbraio 2023

Itinerario di km 1719


“Ppà cannalora a mmirnata ie fora......ma se fora un iè, n’atri quaranta jorma cci nn’è!!”

Dicono che la Sicilia sia una delle migliori destinazioni invernali per una fuga dalla triste routine quotidiana che attanaglia i più nella stagione fredda dell’anno. Ma.......anche in moto?? 

Ed il freddo?? I popoli scandinavi in queste situazioni sono soliti ripetere:

“Non esiste cattivo tempo, ma solo cattivo equipaggiamento”.

I giorni delle merla sono i giorni più freddi dell’anno o almeno così dovrebbe essere anche in Sicilia. Noi abbiamo tentato già qualche volta negli anni passati, epico un capodanno sui Nebrodi e dobiamo dire che i risultati sono stati tutt altro che disastrosi, anzi!! 

Quindi si ritenta, in uno dei mesi più freddi dell’anno,  gennaio, solito giro antiorario, la solita particolare attenzione alla gastronomia, con delle nuove sorprendenti proposte, dei graditi rientri e le sempre apprezzate conferme.

Avutro che Pamir, chisti su strate, come dicevano i miei amici palermitani!!

Trinacria, arriviamo.

Chiudiamo con un altro proverbio, speriamo di buon auspicio:

“Si nun chiovi pi la cannalora di l’invernu semu fora”



Programma:


1  venerdì 27 gennaio, traghetto Napoli Palermo

il viaggio iniza da Napoli, imbarco alle 20, sistemazione in cabina per poi trasferirsi a tavola, degustazione di mozzarella di bufala, acquistata preventivamente in uno dei nostri caseifici preferiti. Poi tutti in branda, sbarco previsto per le 7 domani mattina.


2  sabato 28 gennaio, Palermo- Marsala km 206

A prescindere dall’orario di arrivo, ormai ci sono dei veri e propri riti da rispettare. Come non iniziare nella solita gustosa maniera?? Ci attendono gli amici dell’elegante Bar Pasticceria Sampolo, per assaggiare i loro rinomati cannoli. Una volta appagati i sensi, saliremo sul monte Pellegrino, che ospita il Santuario di Santa Rosalia e da cui si gode un panorama mozzafiato sulla città e sulla baia di Mondello, dove a breve picchieremo affrontando una serie infinita di tornanti da una strada panoramica. Dopo una breve sosta nel suo porticciolo per un caffè, ci dirigeremo verso Sferracavallo e ci terremo sulla statale 113 costiera, in direzione di Castellammare del Golfo, Scopello per salire poi ad Erice dalla via più tortuosa. Giornata di riti gastronomici propiziatori: arancine, pane cunzato e dolci di mandorle. L’arrivo è previsto a Marsala.


3  domenica 29 gennaio, Marsala- Bagheria km 223

La sosta di questa sera in uno dei nostri ristoranti preferiti, merita uno sconvolgimento alla logica di un percorso ragionato, armonico e ben costruito. No, stavolta proprio non ci siamo!! E per far digerire il ritorno quasi al punto di partenza dopo appena due giorni di viaggio, abbiamo dovuto cercare, cercare le strade più strette e colorate di “verde” presenti sulla cartina stradale. Saranno tutte transitabili?? Mah, non ci sono certezze ma possiamo solo dire che il punto di arrivo e la cena della sera lasceranno il segno.........


4  lunedì 30 gennaio, Bagheria- San Leone km 239

Un coast to coast, dal Tirreno al Mediterraneo, per scoprire che la Sicilia non è solo coste ed acque cristalline, ma  ha anche un interno che apre alla vista panorami sorprendenti e che in questo periodo si possono incontrare anche temperature piuttosto rigide!! Siamo nella Sicilia dei melanconici, silenziosi, appassionati spazi, quella che Tommasi di Lampedusa, nel suo famoso Gattopardo descrive così: “….riappare l’aspetto della vera Sicilia, quello nei cui riguardi città barocche ed aranceti non sono che fronzoli trascurabili: l’aspetto di un’aridità ondulante all’infinito, in groppe sopra groppe, sconfortate ed irrazionali, delle quali la mente non poteva afferrare le linee principali, concepite in un momento delirante della creazione: un mare che si fosse ad un tratto pietrificato nell’attimo in cui, un cambiamento di onde avesse reso dementi le onde…” Una Sicilia meno nota ma sicuramente non meno affascinante, un itinerario che unisce due coste da Bagheria fino a San Leone, a due passi da Agrigento.


5  martedì 31 gennaio, San Leone- Donnalucata km 210

Oggi seguiremo la costa, ma evitando la veloce ss115, troppo trafficata, troppo rapida, troppo di troppo, praticamente inutile  per noi che, ormai geneticamente siamo lenti, dediti a smarrirci, ma speriamo riflessivi e curiosi. A tal punto che, quando costretti, tra Licata e Gela, dove la statale monopolizza il sistema viario, alcune provinciali intervengono in nostro aiuto spingendoci verso Butera per poi ripiombare verso il mare ed attraversare la riserva naturale di Randello, seguiremo la costa fino all’arrivo a Donnalucata, per un’altra sorprendente new entry culinaria.


6  mercoledì I° febbraio, Donnalucata- Portopalo di Capopassero km 232

Giornata dedicata alla parte orientale dell’isola, tra campagne, speriamo assolate e città barocche di straordinaria bellezza e suggestione. Oggi ci terremo lontani dal mare. Questa è sicuramente la parte meno visitata di questa splendida terra. La nota lieta è sicuramente rappresentata dalle strade, belle, poco trafficate, immerse in una campagna solitaria che permettono di raggiungere le massime espressioni del barocco siciliano in tutta rilassatezza. Scicli, Modica, Ragusa, sono sicuramente alcune delle più rappresentative, famose in tutto il mondo per le loro architetture. E le soste possono essere influenzate anche dalla gastronomia locale: gelati, cioccolato, formaggi, ogni centro offre un prodotto da assaggiare. Ci spingeremo ancora più a nord, percorrendo due delle “migliori” strade statali della zona. Arriveremo quasi inconsapevolmente, percorrendo strade dimenticate al punto di arrivo di giornata, Portopalo di Capo Passero, estremità più a sud della Sicilia, con l’isola delle correnti e la splendida tonnara appena usciti dal paese.


7  giovedì 2 febbraio, Portopalo di Capopassero- Catania km 211

Inizieremo la giornata incontrando quasi immediatamente sul percorso, il pittoresco porticciolo di Marzamemi, antica tonnara e borgo peschereccio, che ultimamente ha perduto il suo fascino di luogo dimenticato, rimanendo comunque un punto di richiamo turistico, forse troppo frequentato, che paga scotto della sua popolarità e di una location unica ed  esclusiva!! Si prosegue poi per arrivare a Noto, piccolo gioiello barocco, arroccato su un altopiano che domina la valle dell'Asinaro, coperta di agrumi. Al termine, ancora verso l’interno, lambendo Noto Antica, per poi proseguire verso il mare, visitare Siracusa e l’isola di Ortigia, per poi puntare decisamente verso Catania, stasera ceneremo nel famoso mercato del pesce di Catania.


8  venerdì 3 febbraio, Catania- Isnello km 207

L’Etna a vista è un richiamo ipnotico a cui è difficile sfuggire ed anche stavolta punteremo decisamente verso Nicolosi, per poi piegare ad ovest per aggirare “a muntagna” dal lato orientale. Se il tempo lo permetterà, tenteremo la salita al rifugio Sapienza seguendo due strade diverse e per poi reimmeterci sull’itinerario. Ci attendono probabilmente le statali più belle dell’isola, dove la spettacolare bellezza dei panorami, viene spesso accompagnata anche da un asfalto a volte entusiasmante. Le nostre gomme taglieranno viariamente l’isola in due, fino al nostro ingresso nel parco regionale delle Madonie dove, percorrendo lunghi tratti del percorso della Targa Florio, arriveremo alla meta di giornata, Isnello, per un’altra esperienza culinaria inaspettata.


9  sabato 4 febbraio, Isnello- Palermo, imbarco km 191

Come sempre, affronteremo l’ultimo giorno come se non fossimo alla fine del viaggio, trasformando la giornata in un semplice, banale avvicinamento al porto ed all’imbarco che ne sancirà la fine. Le Madonie ci circondano e dovremo uscirne, facendolo alla solita maniera. Sarà un’altra giornata indimenticabile, percorrendo strade solitarie che rappresentano l’anima di questa terra. Da Isnello, si scende verso il mare, poi Piano Zucchi, Polizzi Generosa, Scillato, Caltavuturo, Cerda, Sciara, Caccamo. No, qui non passa molta gente: le nostre strade, quelle che danno un senso ad un viaggio!! Cominceremo a sentire l’odore del mare, scendendo verso Termini Imerese, per riprendere la costa e compiere l’ennesimo rito, la sosta caffè nell’incredibile porto di Porticello e il passaggio d’obbligo sul promontorio di Capo Zafferano. A questo punto siamo davvero alla fine. Resta solo da acquistare la scorta di arancine da consumare una volta a bordo!


10  sabato 5 febbraio, Napoli, sbarco, rientro in sede.













03 novembre 2022

Basilicata, il paradosso lucano, foto e video



Ultimo giro dell'anno e non è stato semplice!! Le date, quelle del ponte di novembre, hanno visto le mete più rinomate prese letteralmente d'assalto da un piacevole turismo di massa a cui si stenta ad abituarsi, dopo le restrizioni paralizzanti degli ultimi anni, le incertezze dell'immediato futuro ed un meteo eccezionale, con temperature quasi estive. E la Basilicata non è passata inosservata, costringendoci a stravolgere la logistica e modificare l'itinerario più volte, man mano che arrivavano le riposte negative alle nostre richieste da parte delle nostre strutture preferite, un'ecatombe organizzativa!! Quindi transito e non sosta nelle Dolomiti Lucane, ma con volo dell'angelo da parte di alcuni e rinuncia al Pollino, deviando verso nord, al confine con la Campania per le nostre solite strade, avendo piacevoli conferme e qualche sorpresa viaria davvero sbalorditiva!! 

Un grazie a tutti:

Davide e Isabella KTM 1290 ADVENTURE R

Gianni BMW R 1250 GS 

Massimo BMW R 1250 GS

Stefano DUCATI MULTISTRADA V2


Allegati la solita selezione di foto ed un breve video

Ci vediamo a dicembre per gli auguri di Natale