sabato 7 aprile 2018

ELLADE2018



Raggiungere una landa di pace e di sogno è un fatto spesso connesso ai viaggi, il desiderio legato all’immaginario, di raggiungere où-tòpos, l’isola che non c’è. La Grecia, può giustamente scatenare la nostra fantasia, vanta uno dei territori più ricchi di storia, cultura e natura di tutta Europa e offre al visitatore numerosi spunti. Meravigliosi siti archeologici, con templi misteriosi e rovine di suggestive città del passato, numerosi riconosciuti patrimonio universale dall’Unesco.

Sarà il solito viaggio di aprile? Speriamo meglio, i presupposti ci sono tutti!!



Programma di viaggio indicativo
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1.    Sabato 21 aprile, imbarco Bari- Igoumenitsa 

Il pomeriggio appuntamento nel porto di Bari, l’imbarco avverrà alle 19.30

2.    Domenica 22 aprile, Igoumenitsa- Meteora km221

Si arriva presto, molto presto, alle 5.30 del mattino, probabilmente si dovrà attendere un po’ per la colazione, ma abbiamo tempo e la tappa non è molto lunga. Una volta pronti, si inizia alla solita maniera, evitando l’autostrada e salendo per la vecchia statale, la 6, che si inerpica in montagna per poi scendere verso Ioannina. Da qui, e sempre evitando l’autostrada, seguiremo le indicazioni per Metsovo, grazioso paese abbarbicato a 1116m d’altitudine, in uno scenario montano e boscose che a tratti ricorderà la Svizzera, ma la destinazione di giornata è Kastraki, famosa per la vicinanza alle Meteore, patrimonio Unesco dal 1988. Siamo sul bordo nordoccidentale della pianura della Tessaglia, ed è un importante centro della chiesa ortodossa, la seconda area monastica e di pellegrinaggio in Grecia dopo il Monte Athos, ma anche una famosa meta turistica. La sua bellezza è dovuta alla presenza di numerosi monasteri costruiti a picco su delle torri naturali di roccia, a 400 metri da terra. I primi monaci si rifugiarono su queste alture nell’XI secolo e da allora diversi monasteri sono staticostruiti di cui oggi solo sei strutture sopravvivono delle 20 originarie. 

3.    Lunedì 23 aprile, Meteora- Platania km358

La meta di oggi, è sul mare un luogo sperduto in un contesto naturale a dir poco sorprendente, ma prima ci attende una deviazione, non breve a dire il vero, per aggirare il maestoso monte Olimpo, dove Zeus, si gode ormai da millenni la sua meritata “pensione”. Termineremo la giornata nella penisola del Pelio, un dito ricurvo a sud est di Volos, soleggiata e calda come il resto del paese, ma con una vegetazione rigogliosa, fatto quasi unico in Grecia. Spesso penseremo di esserci persi prima di arrivare a destinazione.

4.    Martedì 24 aprile, Platania- Dimarcheio Prousou km345

Da una strada spettacolare siamo arrivati, da un’altra strada con le stesse caratteristiche abbandoneremo questo strano mondo fatto di foreste e valli profonde, di picchi che si tuffano in mare, ovviamente propizio alle leggende. Si riteneva infatti, che la regione fosse abitata dai centauri, creature metà uomo e metà cavallo. Nel medioevo, sorsero numerosi monasteri, poi nacquero nei pressi piccoli villaggi, collegati fra loro da una rete di stradine piene di curve, dove cercheremo di orientarci nel tentativo di trovare la giusta direzione. Ce la faremo?? Una volta usciti, ci addentreremo nella Grecia centrale direzione Karpenisi, per poi prendere una specie di sentiero, con un asfalto pessimo, nel continuo dubbio di esserci persi nuovamente fino a quando non apparirà, fra gole a strapiombo e strade dimenticate, il monastero di Proussos o come viene chiamato da queste parti “la dimora della Madonna”. Cercheremo di alloggiare nelle vicinanze.

5.    Mercoledì 25 aprile, Dimarcheio Prousou- Atene km388

La mattina proseguiremo in direzione sud sulla strada da cui siamo arrivati, il braccio di mare dello stretto di Corinto apparirà improvviso, lo seguiremo brevemente, per poi buttarci nuovamente all’interno, nel tentativo di arrivare a metà giornata in quello che per lungo tempo è stato considerato il centro del mondo, Delfi. La mitologia racconta che Zeus fece alzare in volo due aquile dalle due estremità del mondo e che qui si incontrarono. Nacque così l’Omphalos, “l’ombelico del mondo”, che ebbe una grande influenza per tutta l’antichità. Il luogo è splendido, con le colline e gli oliveti che scivolano verso il mare. Una volta terminato mancheranno 170 chilometri circa per la capitale Atene, dove pernotteremo.

6.    Giovedì 26 aprile, Atene- Nauplja km180

Devo dire in tutta sincerità, che Atene non è una città che mi attragga particolarmente nonostante sia piena di vita e dominata da imponenti vestigia del passato, è dura essere la capitale in un paese straordinario.
Comunque la visita del Partenone è presso che obbligatoria. Una volta espletata la formalità, di nuovo per strada, attraversando lo stretto di Corinto ed entrando nel Peloponneso, che prende il nome dal leggendario re Pelops, una penisola, trasformata in isola dall’intervento umano con l’apertura del canale nel 1893. Qui si concentra la maggior parte dei siti antichi visitati, ed inizieremo da uno dei più spettacolari, il teatro di Epidauro, stupendo, praticamente intatto ed inserito in un paesaggio di rara bellezza.

L’arrivo di giornata è previsto Nauplja, prima città a liberarsi del giogo turco nel 1822, prima capitale della nazione nel 1828 e riconosciuta come la più bella del Peloponneso.

7.    Venerdì 27 aprile, Nauplja- Monemvasias km206

Il territorio del Peloponneso è accidentato con insenature profonde, rare pianure e montagne impervie, ce ne accorgeremo immediatamente, l’arrivo a fine tappa sarà davvero suggestivo. La strada da Leonida a Kosmas ne è un esempio, con l’intermezzo della vista allo splendido monastero di Elonis. Monemvasias poi, è incantevole, soprannominato la piccola Gibilterra del Peloponneso o piccolo ingresso e vi accorgerete immediatamente perchè. È una fortuna che questa meraviglia, considerato patrimonio artistico, sia rimasta intatta, con lavori di restauro che proseguono senza fine. Un luogo decisamente protetto e benedetto dagli dei.

8.    Sabato 28 aprile, Monemvasias- Areopoli km257

La nota introduttiva di ieri, vale a maggior ragione per la tappa odierna!! Ancora montagne, ancora paesaggi spettacolari, ancora stradine che metteranno alla prova le nostre capacità di orientamento, solo il tempo a disposizione verrà in vostro soccorso, impedendo di osare, spingendosi oltre!! Sarà per la prossima volta. Lungo il percorso, non proprio, devieremo di proposito, per un altro must del Peloponneso, Mistrà, splendida città fantasma immersa in un paesaggio suggestivo, che domina la pianura di Sparta. Termineremo la giornata concedendoci il periplo, rigorosamente in senso antiorario, della penisola del Màni, paesaggi aspri, sferzati dai venti, muretti a secco che ricordano altre latitudini, nella lontanissima Irlanda. Ma c’è di più, nei borghi, sono ben visibili queste caratteristiche case a forma di torri quadrate simili a fortezze, una sorta di costruzioni-rifugio. Sono ovunque, ce ne saranno almeno 800. Areopoli, se siete stanchi, e potreste esserlo, vale da sola la fatica odierna, con le sue architetture in pietra, valorizzate da restauri felici.

9.    Domenica 29 aprile, Areopoli- Olimpia km421

La tappa è lunga, ma qualcosa bisogna sacrificare, soprattutto se il giorno dopo abbiamo l’imbarco e possiamo gestire la sosta, non escludendo la visita di Olimpia. Intanto proseguiamo da dove avevamo interrotto ieri, con le solite strade spettacoloari, il Màni storico ha ancora qualcosa da offrire. Breve deviazione per il monastero di Dekoulon, la strada intervalla spiagge invitanti fino a Kalamàta. Anche dopo, il percorso ci condurrà a Koròni, grazioso porticciolo, seguendo una costa leggermente meno frastagliata della precedente. La fortezza che domina il villaggio testimonia una storia tormentata a causa della posizione strategica. Conquistata prima dai francesi, poi dai veneziani, che non riscossero l’apprezzamento dei suoi abitanti, che la cedettero ai turchi, i quali a loro volta dovettero vedersela con gli spagnoli; decisamente un racconto complicato, ricco di fascino e movimentato. Una nuova strada permette di attraversare la penisola per raggiungere un altro gioiellino, Methòni, dominato da una fortezza veneziana, che si prolunga in un notevole fortino turco che domina il promontorio. Questa è una delle zone con le spiagge più belle di tutto il Peloponneso, e le nostre certezze in merito alla lunghezza della giornata ed il punto di arrivo, cominceranno a subire i primi cedimenti!! Arrivati a Kiparissìa, arrivare a Olimpia, potrebbe sembrare un gioco da ragazzi seguendo la costa, se non ci fossero le montagne dell’Arcadia, con i suoi paesini arroccati a testimonianza di un altro volto, l’ennesimo, di questa Grecia, sempre più affascinante: Karìtene, Stemnitsa e soprattutto Dimitsàna, faranno di tutto per abbreviare la tappa e spostare all’indomani la visita di Olimpia.

10. Lunedì 30 aprile, Olimpia- Patrasso, imbarco km162

Avremo resistito al fascino dell’Arcadia?? Olimpia sorge ai piedi del monte Kronìon, splendida testimonianza del monopolio di quasi 10 secoli sulla vita religiosa  e politica dell’antica Grecia. La sua particolarità, è che non si trattava di una città, ma di un centro religioso organizzato secondo rigidi criteri gerarchici e dove la vita era ritmata da riti quotidiani ed eventi, il più famoso dei quali era rappresentato sicuramente dalle Olimpiadi. Le opzioni per Patrasso punto di imbarco, a questo punto saranno due: la veloce strada costiera a scorrimento veloce o la strada montana che taglia direttamente verso la fine di questa esperienza greca. Concediamoci la speranza, ma a qualcosa dovremo rinunciare……l’imbarco è previsto per le 18.00

11. Martedì I° maggio, arrivo traghetto, rientro libero

L’arrivo nel porto di Bari è previsto per le 9.30.

 




giovedì 5 aprile 2018

Trinacria in salsa russa...........


Come rifiutare un giro in una delle mie regioni preferite??
Il gruppo di simpatici russi conosciuti ed accompagnati l'anno scorso per un giro in sud Italia, tramite la loro agenzia di fiducia, la Aspera di Mosca, mi ha chiesto di ripetere l'esperienza, tutto sommato piacevole di quasi un anno fa.
Partenza da Palermo a metà aprile.
In basso il mio programma, che probabilmente verrà modificato, ma poco importa.
Sono pronto!!






mercoledì 28 febbraio 2018

io ci provo, il video, l'animazione fotografica


lago General Carrera, Cile

La prima parte è andata, un pò più di 2 mesi, 12888 chilometri percorsi.
A luglio si riinizia, dallo stesso punto, Valparaiso, sono andato un pò lungo e la stagione delle piogge, mi avrebbe complicato le cose al nord, le punture per tenere sotto controllo la trombo flebite stavano terminando ed anche una visita sul posto non avrebbe dato grandi garanzie, a sentire i miei amici medici. Meglio aspettare, avendone la possibilità, ed io ce l'ho.
Intanto, un breve montaggio video, appena 5 minuti, anche se rimango sempre affezionato alle classiche foto, forse banali, scontate per alcuni. Ed infatti, più in basso segue un'animazione fotografica, con poco più di 60 immagini, tutte in modalità panoramica e tutte scattate con l'iphone!!
Altri 5 minuti, portate pazienza.
Seguiranno altre foto, in attesa dell'acquisto del drone per i prossimi viaggi, un ulteriore, inevitabile passo verso queste nuove, sorprendenti forme di comunicazione, che nonostante non mi conquistino, lentamente mi stanno affascinando!!



venerdì 23 febbraio 2018

io ci provo 2



Va bene, ho detto ci provo, lo ammetto, ma avevo anche aggiunto che probabilmente sarebbe stato difficile, molto difficile, che non sapevo se ne sarei stato capace, insomma non mi sembra di essere andato sopra le righe, ma che cazzo.....stiamo esagerando!! A parte litigare un po’ con tutti quelli con cui ho avuto a che fare per quanto riguarda la spedizione, e questo è normalissimo, nel giro di qualche settimana, si intromettono nella corretta realizzazione del progetto, prima i sentimenti, preludio per esperienze passate, di mega delusioni, poi la salute.......
o cazzo, e ora??
andiamo per gradi:
la prima la risolvo in soli dieci minuti con una cinque giorni di trasferta in terra inglese, riuscendo a farmi definire non all’altezza di poter intrattenere nessun tipo di relazione sociale con praticamente la quasi totalità dei rappresentanti del regno animale, senza nessuna distinzione, nonostante mi fossi presentato dimessamente e come un re magio!! sono allenato a queste figure ed a dirla tutta non mi aspettavo niente di differente. Mi sarei accontentato di una passeggiata ad hide park, tanto mi piaceva lei. Neanche quello, ma pazienza, non posso dire che non mi sia già capitato!! Per certi versi direi che sono abituato......qui mi accorgo che uno strano fastidio al ginocchio, che sto già cercando di curare, si trasforma in un dolore acuto, lancinante che mi costringe quasi due giorni a letto.
Rientrato in italia affronto le visite e gli esami di rito: la diagnosi è impietosa!! Retrombosi della gamba sinistra!! Una recidiva di più di venti anni fa!!
Migliaia di chilometri in bicilcletta un’estate spaziale e sta cazzo di trombosi da dove esce fuori?? Due medici su tre mi dicono chiaramente che il viaggio è assolutamente da escludere, in condizioni normali una trombosi si cura con farmaci e sana attività fisica, sotto controllo medico.
Non c’è tempo cerco di spiegare.
“gli anticoagulanti sono a rischio emorragico, viaggiare in moto non è l’ideale, se ti succede qualcosa qui te ne vai in ospedale e sei a posto ma lì?? E poi c’è il problema del volo, gli ambienti pressurizzati non sono l’ideale per i trombi che tendono ad andarsene per i cazzi loro."
ascolto con indifferenza.
“più ti muovi meglio è, metti una calza contenitiva, fatti queste punture per tre mesi poi vieni a visita!!
"........sì, contaci......." 
la prima settimana, 200km in bicicletta, 30km a piedi.
“ voglio fare una visita di controllo prima della partenza!!”
“................”
massimo mi osserva
“................”
io osservo massimo
“parti??”
“ci provo!!”
“............”
“...................”
va bene, ti prendo appuntamento per l’11 dicembre “
altra settimana di camminate, 250 km in bicicletta e l’11 sono a visita.
i trombi, lì ho sempre odiati, sono lì e non potrebbe essere diversamente, ma c’è stata una considerevole ricanalizzazione.
“devi continuare con la terapia ed usare la calza, lunga”
“la calza lunga non mi piace”
“............”
“..............”
reggo lo sguardo di luca, altro amico medico che periodicamente cerca di contenere le mie derive farmacolenitivecurative.
“lo sai anche tu, che se parte un embolo......non esagerare......ma in queste condizioni se ti attieni alla prescrizione puoi tentare.......”
sono in aereo, sto bevendo vino, io ci provo.
Ancora!!
Provo il viaggio accompagnando gli amici, poi proseguendo da solo, decidendo se fare un’altra visita a Santiago, una volta rientrato.
io ci provo.

forse ce la faccio!!



venerdì 10 novembre 2017

io ci provo


 Paulo Coelho
“non si possono domare i sognatori”



Mia madre negli ultimi giorni mi disse:" portami con te!"
Eravamo in ospedale, le risposi che non avrei saputo dove.
"dovunque, i posti che hai visto sono tutti meravigliosi!!"
Non so se nella sua sincera lucidità terminale mi stesse dicendo di ritenermi una persona fortunata per avere avuto queste opportunità o se rimpiangesse di non avere mai avuto le possibilità che il destino aveva donato al figlio, vivendo tali esperienze solo di riflesso.
Washington Irving scrisse: "C'è qualcosa di sacro nelle lacrime, non sono un segno di debolezza, ma di potere. Sono messaggere di dolore travolgente e di amore indescrivibile."
Quel giorno piansi, ed in quel periodo non fu ne la prima volta, tanto meno l'ultima.
Ripenso a questo breve dialogo dopo quasi otto anni, ora che sono nella fase decisionale per tornare a rivedere scelte fatte in passato che mi hanno portato a conoscere, prima quei posti "meravigliosi", poi a snaturare la natura essenzialmente nomade di questo desiderio di conoscenza, iniziando ad accompagnare persone spesso inconsapevolmente ignare, desiderose solo di conquistare dei punti per loro senza valore su una cartina geografica, vendendo la libertà, la feroce curiosità nella speranza stavolta consapevole che tutto sommato non cambiasse nulla. Non era vero e lo sapevo!!
Lo sapevo, e mentendo a me stesso sono andato avanti anni fino a pensare di odiare quello che facevo, mentre in realtà disprezzavo solo il come lo facevo ed arrivando, inevitabilmente, al punto di dire: “basta………”
E così sono invecchiato, succede, ai più.
Io ci provo!!
Poi accade che un paio di amici ti chiedono un consiglio, su un viaggio e tu pensi che vogliano semplicemente un aiuto logistico, che naturalmente metti loro a disposizione condividendo contatti, informazioni, tutto quello che serve per realizzare un progetto simile, un bel progetto.
Ma loro vogliono di più, che li accompagni addirittura, pazzi!! Non lo faccio da anni, sono anzianotto e c'è gente che saprebbe farlo meglio di me.
Insistono, sono disposti persino a pagarmi.
Tornare in sud America!!
Il progetto del periplo fallito nel 2003 e rimasto incompiuto, è ben nascosto tra i veli dei desideri sopiti, in apparenza dimenticato!!
E lì, in quel preciso momento mi accorgo che sotto la cenere apatica e svogliata della rinuncia c'è ancora qualcosa, che brucia: una piccola fiammella, flebile, ma che in brevissimo tempo riaccende il fuoco, una sensazione che ancora adesso, nonostante tutto, riconosco benissimo.
Ancora prima di avere conferme, sorprendendo persino me stesso, acquisto una moto e comincio a pensare al dopo viaggio, a quello che potrei fare in sud america da solo e con qualche mese a disposizione una volta finita l'esperienza con gli amici.
Nicola e Giuseppe qualche settimana dopo mi annunciano che sono in fase decisionale ma che ci sono buone possibilità di realizzare il loro sogno, li spiazzo……….
“io vado!!”
“……………..”
Si guardano, mi guardano stupiti, capendo che anche questa volta me ne sono uscito con un altra delle mie solite imprevedibili, ciclopiche, incontrollabili stronzate!!
E così sono qui, semplicemente in attesa di riiniziare a calpestare il mondo stavolta alla mia maniera!! Il biglietto che ho in mano indica la partenza il 13 dicembre, il ritorno la metà di aprile.  Ne sarò ancora capace??
Non sarà facile, sì.
Io ci provo!!
Patagonia
Camino Austral
salar de Uyuni
Machu Pichu
Le splendide scontate certezze, poi la meraviglia dell’incognito, l'improvvisazione dietro ogni chilometro, dogana, incontro, curva, villaggio:
Cordilleras blanca y negra
le vertiginose montagne in Ecuador
Cartagena
salto de los angeles
Manaus e la navigazione sul rio delle amazzoni fino alla sua foce, l'approdo a Belem
le spiagge brasiliane
Io ci provo, forse non ce la faccio, forse addirittura non dovrei, non m’importa, probabilmente sarà indimenticabile, come sempre.
Sono tornato, forse, forse sono felice, non so, ma si parte, ancora!!

Io ci provo!!













foto Luca Cristofanelli

foto Luca Cristofanelli

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