26 luglio 2011
20 luglio 2011
SICILIA primavera in Trinacria
2 amici a cavallo di 2 datate vecchiette a spasso per le campagne sicule in pieno fiore all’inizio della Primavera che, sicuramente rappresenta la stagione migliore per godere strade, panorami e gastronomia di questa splendida regione.
ITINERARIO- Palermo, San Martino delle Scale, Monreale,
Partinico, Alcamo, Segesta, Castellammare del Golfo, Palermo
LUNGHEZZA- 174km
Mi sono sempre chiesto perché i garage dei collezionisti sono sempre bui,
come se l’intenzione dei proprietari fosse quella di voler nascondere oggetti
che ormai non essendo più in produzione debbano essere preservati da luci e
sguardi indiscreti. Anche l’amico Vito, palermitano purosangue rientra in
questa categoria, conservando e proteggendo una15ina di pezzi storici in un
buio scantinato dalle parti di Via Notarbartolo.
“ma funzionano anche?” la domanda sorge spontanea, nonostante alcune di
esse siano bellissime a davvero ben tenute. La testa grigia, piegata su di un
motore Piaggio di una vespa datatissima, smontato sul bancone, si volge rapidamente,
la sigaretta perennemente accesa si protende in tono di sfida.
“se vuoi possiamo fare un giro. Dove, scegli tu!!”
Le moto incaricate della prova vengono personalmente “reclutate” da Vito:
una fiammante MV 250 del 69 ed una Benelli Sport Special del 71. Coinvolgiamo
un terzo amico, Angelo, e l’indomani di prima mattina dopo la solita colazione
a base di cannoli un gruppo abbastanza eterogeneo dribbla il caotico traffico
palermitano dirigendosi verso Monreale. La vista si apre sulla Conca D’oro. Ma
se il panorama è superlativo che dire del magnifico duomo? In una parola: un
capolavoro. Risalente all’epoca normanna, rappresenta una delle più alte
creazioni del medioevo italiano nel quale si fondono le espressioni della
cultura islamica, bizantina e romanica. Famosissimi i mosaici a fondo d’oro che
rivestono quasi interamente l’interno della chiesa. Ma è ora di mettere un po’
di strada sotto le nostre ruote. La ss186 ci porterà a Partinico. Il percorso è
assai bello e probabilmente anche la qualità dell’asfalto è fra le migliori
dell’intero tracciato. Meglio approfittarne senza farsi distrarre troppo dalla
bellezza del panorama che si apre sul golfo di Castellammare. Invece, i 15km
che ci separano da Alcamo sono probabilmente i meno interessanti, ma la
cittadina merita una visita concedendosi una passeggiata per corso VI aprile,
l’antica “strada imperiale”, sul quale si affacciano numerose chiese ed edifici
in stile tardo barocco e neo classico, ma anche gelaterie e pasticcerie.
Naturalmente nella sosta verrà inclusa la classica brioche con gelato.
Ma Segesta è lì ad attenderci, una tappa obbligatoria nel panorama
archeologico regionale.
Il centro fu insieme ad Erice, tra i principali insediamenti degli elimi,
una popolazione mista di indigeni sicani e di stranieri, probabilmente
anatolici, immigrati. Il tempio è sicuramente la parte più impressionante
dell’intero sito: incredibilmente intatto, rappresenta l’unico esempio di
struttura aperta conosciuta nel mondo antico. Anche il teatro, seppur
rimaneggiato è unico nel suo genere in quanto rivolto verso nord, anche se qui
la spiegazione è assai semplice: dall’alto del monte Barbaro da questa
angolazione si gode un incredibile panorama sulle colline circostanti e sul
mare che si vede in lontananza. L’itinerario ci porta adesso in direzione del
mare, ma decidiamo sotto consiglio dei 2 locali di arrivarci transitando per la
sp57, una stradina sterrata che panoramicamente attraversa colline desolate
dove in un mare ondulato di verde, le ginestre in fiore si intervallano a campi
di fichi d’india. Il traffico è inesistente, la pace assoluta. Fra l’altro
facendo così, si arriverà a Castellammare dal punto più scenografico, avendo la
possibilità di sostare al belvedere che si affaccia a strapiombo sulla cittadina e lo splendido
golfo da cui prende il nome, in uno dei tratti di costa (e ce ne sono tanti)
più spettacolari di tutta la Sicilia.
una visita
alla “Sorgente”, bar famoso per la qualità dei suoi arancini. Siamo già sulla
via del ritorno, i motori delle 2 arzille vecchiette girano rotondi e regolari.
Guideremo ancora per strade statali vicini al mare che nonostante
un’urbanizzazione piuttosto, ed uso un eufemismo, selvaggia, offre in alcuni
tratti scorci davvero notevoli. Palermo si avvicina, come al solito è
tardi ma Vito non sembra accorgersene.
Gastronomicamente, Sferracavallo è un’altra meta da non perdere. La fama
delle panelle di Rosolino hanno valicato i confini urbani, impossibile
resistere: panelle (farina di ceci), cardi fritti e cazzilli (crocchette di
patate). Angelo è scomparso nel traffico cittadino, a noi non resta che
terminare la birra e rientrare in città.
Etichette: viaggi, foto, vacanze
italy,
Sicily,
travel,
vintage motrocycle
16 luglio 2011
14 luglio 2011
13 luglio 2011
29 giugno 2011
смелый




A Barnaul arriviamo e troviamo Anna, Stefano, Davide e Massimo, partiti dall’Italia per la Mongolia, stanno rispettando la loro tabella di marcia e domani, dopo avere cambiato le gomme partiranno per i Monti Altaj. La sera a tavola in un pub di motociclisti, saremo noi 6 di fianco ad un tavolo di ragazze che festeggiano l’addio al nubilato di Ludmjlla. Loredana, simpatica, carina, sposata con un texano, ci fa da traduttrice. Sono abbastanza attento fino alla sesta baltika. Anna e Stefano sono stanchi, decidono di rientrare in albergo, non prima di aver offerto 2 giri di vodka che naturalmente bevo alla russa prima di ritornare nell’altra sala da Ludmjlla dove al suo tavolo continuano a servire birre ed alcolici vari. Si è passati anche al ballo e gli italiani la fanno da padrone!!! Ettore invita sistematicamente la festeggiata, Davide balla un po’ con chi capita, Massimo al solito, ha puntato una delle ragazze e tenta ripetutamente di metterle la lingua in bocca, lei non ci sta, ma almeno non si incazza!!! Ora capisco perché gli amici del tango a Pescara non gli rispondono (a Massimo) più neanche al telefono!!! Oltre alle poche facoltà intellettive, perdo anche quelle del tempo, così mi ritroverò la mattina dopo in camera, in una condizione da risveglio post alcool-traumatico, non riuscendo a salutare i 4 amici che sono già andati via!!!
Dovevo essere proprio ridotto male!! Pazienza!
Puntiamo a nord, in una grigia giornata piuttosto fredda, non so perché, ma non sono in gran forma! Da Kemerovo scatta il cambio di programma che ci porterà in Italia. Naturalmente non andiamo subito ad ovest, ma puntiamo a nord. Tonnellate di km, una quantità industriale di strada, da far impallidire qualsiasi percorrenza sul globo terrestre si voglia portare ad esempio!!

La Siberia è attraversata da poche strade, quasi tutte a 2 corsie, che variano dal pessimo stato al decente e che tendono ad abbattere le distanze non senza qualche difficoltà! Le persone incontrate per strada alle quali spieghiamo l’itinerario che stiamo seguendo, ci rivolgono sguardi compiaciuti elargendo pacche di incoraggiamento e salutandoci alla fine utilizzando il termine “audacja” una specie di complimento rivolto alle persone meritevoli. No, a loro non sembra interessare molto se andiamo in Mongolia o meno! Abbiamo ormai percorso in totale più di 5000km, semplicemente puntando sulle mete da visitare, che sono poche ed a distanze davvero fuori dall’ordinario. E’ così che abbiamo impiegato 2 giorni, per arrivare da Tomsk a Tobolsk, le due città più belle ed interessanti di tutta la Siberia. Entrambe decisamente fuori mano perché non sulle principali direttive che tagliano longitudinalmente il paese. La prima offre, oltre ad una serie di edifici storici in legno, una bella gioventù ed una vita sociale piuttosto animata, cosa che però, anche alla luce delle precedenti esperienze, mi sembra caratteristica assai comune nelle città russe. 
Ma è la seconda, antica capitale della Siberia, a conquistarci. Assolutamente la città più storica della regione, con un Cremlino eletto fra le 7 meraviglie del paese. Impossibile non concedersi un giorno di sosta in entrambe. Domani di nuovo per strada: Ekaterinburg e Kazan, antica capitale dei cosacchi, con un altro splendido Cremlino.
Lasciamo perdere, non scoraggiamoci, anche se seguiremo la strada più a nord, la E22 che poi si trasforma in M7 e attraversa gli Urali. Poi punteremo decisamente verso casa in un trasferimento che si preannuncia lungo almeno come il viaggio fino ad ora effettuato!!!
Iscriviti a:
Post (Atom)

























