Dal 31 ottobre al 15 novembre 2026
16 giorni, 15 notti, km 3717
Il Marocco è sempre stato considerato un paese estremo.
Nei primi secoli della civiltà arabo-islamica era conosciuto come Al-Maghreb al-Aqsa, tradotto letteralmente “la terra più lontana dove tramonta il sole”, in riferimento alla sua posizione all’estremità occidentale dell’Africa settentrionale. Antichi navigatori, conquistatori medioevali e moderni colonizzatori hanno tentato per lunghi secoli di assoggettare questa terra lontana, ma il territorio aspro e le sue orgogliose genti, radunate in tribù hanno sempre opposto una fiera resistenza. Pur avendo assorbito le influenze di alcune culture europee, africane ed arabe, il Marocco rimane un paese assolutamente unico. Ed è sicuramente la cosa che più impressiona il visitatore l’enorme varietà di situazioni che si possono incontrare anche in un viaggio breve, mettendo in risalto le differenze tra le maestose città imperiali e le zone di campagna dove la vita scorre a ritmi più naturali e blandi, tra le imponenti catene montuose che tagliano trasversalmente la parte settentrionale del paese creando delle differenziazioni climatiche e culturali davvero straordinarie e l’area desertica che domina la parte meridionale ed orientale del paese.
Morocco
DATE:
1. Sabato 31 ottobre, partenza dall’Italia per Siviglia, ritiro dei mezzi
2. Domenica 1° novembre, Siviglia – Tarifa, traghetto- Tanger km 208
3. Lunedì 2 novembre, Tanger- Chefchauen km 250
4. Martedì 3 novembre Chefchauen- Fès km 202
5. Mercoledì 4 novembre, Fès- giornata di riposo
6. Giovedì 5 novembre Fès- Khenifra km 252
7. Venerdì 6 novembre, Khenifra- Tinghir km 323
8. Sabato 7 novembre, Tinghir- Merzouga km 379
9. Domenica 8 novembre, Merzouga- Zagora km 340
10. Lunedì 9 novembre, Zagora- Ouarzazate km 267
11. Martedì 10 novembre Ouarzazate- Marrakech km 211
12. Mercoledì 11 novembre, Marrakech- Taroudant km 225
13. Giovedì 12 novembre, - Taroudant- Rabat km 560
14. Venerdì 13 novembre, Rabat- Assillah, km 219
15. Sabato 14 novembre, Assillah- traghetto- Siviglia, riconsegna dei mezzi km 269
16. Domenica 15 novembre, rientro in Italia
Programma:
1. Sabato 31 ottobre, partenza dall’Italia per Siviglia, ritiro dei mezzi
Si arriva in mattinata con un volo diretto dall’Italia, giornata a disposizione per un rapido ritiro dei mezzi e concedersi una visita della città. L’atmosfera è coinvolgente: ritmi frenetici per una realtà come quella spagnola, siamo pur sempre di fronte ad una metropoli di circa un milione di abitanti ma decisamente un altro pianeta rispetto ai nostri. Città universitaria, ragazze carine, molte ragazze ed un afflusso turistico assai intenso in qualsiasi periodo dell’anno. Anche qui la cattedrale, la più grande chiesa gotica del mondo, con la sua Giralda, tanto per cambiare opera di origine moresca presa in “prestito” per scopi religiosi, praticamente l’unica testimonianza dell’antica moschea, che fu completamente abbattuta, e soprattutto l’Alcazar, il più antico palazzo reale tuttora in funzione, attuale residenza Sivigliana dei sovrani spagnoli.
2. Domenica 1° novembre, Siviglia – Tarifa, traghetto- Tanger km 208
Per chi ha spedito i propri mezzi, in mattinata entreranno in possesso delle loro moto. Poco più di una formalità, le moto saranno pronte e sballate dalle casse, in attesa dei loro proprietari. Siamo nel sud della Spagna, viaggeremo velocemente verso Tarifa ed uno dei frequentissimi traghetti che uniscono due continenti in poco più di mezz’ora. Si sbarca in Africa, si espletano le formalità doganali e si è già a destinazione, Tangeri, anche chiamata la città bianca, è il luogo perfetto per iniziare il nostro viaggio in Marocco. Sulla punta più settentrionale del Paese, domina lo stretto di Gibilterra, a soli 16 chilometri dalle coste spagnole, ed è una città cosmopolita e vivace che si sviluppa ad anfiteatro intorno al suo porto. Questo centro incredibile e ricco di fascino si trova proprio dove si incontrano il mar Mediterraneo e l’oceano Atlantico e tutto parla della sua storia che ha visto il dominio dei fenici, dei cartaginesi, dei romani e poi degli arabi, dei portoghesi, degli spagnoli e degli inglesi. La Medina di Tangeri è un labirinto di stradine e nella Kasbah si trova il bellissimo palazzo seicentesco del sultano oggi sede di un importante museo.
3. Lunedì 2 novembre, Tanger- Chefchauen km 250
Si inizia con il botto e che botto!! La meta di giornata sarà una novità nei nostri itinerari, ma il primo giorno in Marocco, sarà la solita tappa fatta di scoperte, dirigendosi verso est. La costa mediterranea, per quasi tutta la sua lunghezza, presenta una bellezza incantevole dove la natura è selvaggia ed incontaminata. Le onde del Mediterraneo si infrangono contro le rosse scogliere rocciose delle ultime propaggini del Rif, che qui si arrendono al dominio delle acque. Il risultato è un percorso maestoso e spettacolare. La destinazione finale di giornata, giorno in Marocco, sarà la solita tappa fatta di scoperte, anche se ci dirigeremo verso il punto di imbarco. Ci faremo strada tra percorsi impervi per scendere sulla costa mediterranea e seguirla fino a fine giornata. Per quasi tutta la sua lunghezza, questo tratto di costa presenta una bellezza incantevole dove la natura è selvaggia ed incontaminata. Le onde del Mediterraneo si infrangono contro le rosse scogliere rocciose delle ultime propaggini del Rif, che qui si arrendono al dominio delle acque. Il risultato è un percorso maestoso e spettacolare. La destinazione finale di giornata, Chefchauen, rappresenta una città molto speciale, che dà un'impressione di irrealtà. Una parola sola per definirla?? Adorabile. La amano tutti e non potrebbe essere altrimenti: anche chi è venuto qui temendo di trovare una città iperturistica e sopravvalutata, assai meno interessante di quanto la sua fama non faccia credere, ha finito per invaghirsene perdutamente. È davvero una delle città più belle del Marocco settentrionale, e probabilmente di tutto il Marocco. Veramente una grave mancanza, l’averla ignorata fino ad ora!! Situata ai piedi delle aspre montagne del Rif è una cascata di case dalle pareti blu armonicamente inserite in un meraviglioso paesaggio naturale. Nonostante la fama di Chefchaouen sia aumentata in maniera proporzionale alle quantità di foto e video pubblicati sui vari social, la Perla Blu del Marocco rimane una città tutto sommato tranquilla, rilassata e pittoresca. Turistica sì, ma ancora un mondo a sé rispetto al caos di Marrakech e Fez. Perdersi tra le viuzze della medina fiancheggiate da case dipinte di blu è un’emozione unica. Le sue dimensioni contenute agevolano la visita.
4. Martedì 3 novembre Chefchauen- Fès km 202
Abbandoniamo la città blu proseguendo verso sud. Strade spettacolarmente desolate, a volte in pessimo stato, impervie, ma che godono di un panorama a volte entusiasmante dove la vista corre libera fino all’orizzonte saranno le protagoniste di giornata. La meta è la città che più di ogni altra evoca i colori, le sensazioni, le atmosfere di questa terra straordinaria. Entrando a Fez ci sembrerà di fare un tuffo nel passato, respirando un’aria medievale: ambientazioni meravigliose, suoni particolari, ricchi profumi e soprattutto cromatismi sorprendenti. Domani le dedicheremo un’intera giornata……..
5. Mercoledì 4 novembre, Fès- giornata di riposo
Qui tutto è colore. Fez si divide in Città nuova, Fès el-Jedid, cioè la città imperiale costruita a partire dal 1200, dove si trovano la stazione, il Palazzo Reale e il quartiere ebraico, e la Città Vecchia, la Medina, chiamata Fès el-Bali, la più antica parte murata di Fes, un vero labirinto fatti di migliaia di stradine, con mercati di ogni tipo, dai tappeti agli oggetti in ottone, della ceramica ai tessuti e alla pelle, e dove le merci vengono ancora trasportate a dorso d’asino. Immancabile ed imprescindibile la visita alle sue concerie.
6. Giovedì 5 novembre Fès- Khenifra km 252
Oggi faremo la conoscenza con il Medio Atlante percorrendo strade secondarie attraversando riserve naturali poco trafficate ma con una vegetazione rigogliosa. Ma prima ancora montagne con le solite strade impervie e la foresta dei Cedri nei pressi di Azrou. Arrivo di giornata alle porte di Khenifra attraversando il parco nazionale omonimo. Passeremo dal Medio Atlante all’Alto Atlante senza quasi accorgercene. La varietà, la qualità dei paesaggi rimane immutata.
7. Venerdì 6 novembre, Khenifra- Tinghir km 323
La giornata inizia abbandonando Khenifra. N12, questa sigla mi aveva incuriosito, riverificando la tracciatura per le ultime modifiche nell’edizione precedente, immancabili in un viaggio del genere: “una strada che sale nella parte più spettacolare dell’Atlante è stata rinominata, per giunta con la sigla di una strada nazionale??” La strada, adesso asfaltata, permette di raggiungere El-Ksiba, in una maniera talmente spettacolare da lasciare un segno indelebile nell’album dei nostri ricordi e raggiungere il punto di arrivo odierno seguendo un percorso che prima avrebbe richiesto almeno un paio di giorni di viaggio. Quasi a fine giornata, a soli 15 chilometri da Tinerhir, nostro punto di arrivo di giornata, in fondo ad una valle disseminata di incredibili palmeti e villaggi berberi, si trova la magnifica Valle del Todra, con le sue pareti di roccia calcarea a strapiombo, uno dei canyon più spettacolari del mondo.
8. Sabato 7 novembre, Tinghir- Merzouga km 379
Prima di spingerci oggi in pieno deserto, non possiamo ignorare uno dei maggiori richiami naturistici dell’intero nord Africa. Assolutamente le Gole du Dades viste dall’alto sono uno dei paesaggi più spettacolari, conosciuti, pubblicizzati e fotografati di tutto il paese. La valle omonima si snoda attraverso campi di mandorli e fichi, alcune fantastiche formazioni rocciose e diverse imponenti casbah e ksar. Il punto più spettacolare è dove la gola si stringe ed il fiume scorre accanto alla strada. Un paio di chilometri più avanti, la strada si addentra nel canyon principale con una serie di tornanti in salita per poi ritornare pianeggiante, all’altezza di un balcone naturale dove è sorto un ristorantino. Siamo probabilmente in uno dei punti più panoramici, affascinanti e fotogenici dell’intero tragitto, sicuramente il più pubblicizzato dell’intero paese. Volendo, si potrà raggiungere il bellissimo villaggio berbero di Tamtattouchte, a 42 chilometri dalla Gola di Dadès Proseguendo l’itinerario si spingerà verso il confine con l’Algeria, anche se indistinguibile in un paesaggio uniforme. Una distesa di dune che si estende a vista d’occhio, un orizzonte che può sembrare irraggiungibile, ma che oggi appare alla portata delle nostre ruote. Merzouga è il punto di partenza ideale per vivere il trekking nel deserto. Questa città a sud del Marocco, non lontana dal confine con l’Algeria, non ha monumenti o edifici storici di rilievo, ma è una delle più visitate del paese poi che da qui partono i tour a piedi, in cammello o in fuoristrada verso le grandi dune dell’Erg Chebbi. Per chi vuole provare l’esperienza, forse poco autentica, ma sicuramente suggestiva, possibilità anche per noi, seppur breve, di arrivare al campo tendato a dorso di cammello, per poi sederci per una cena conviviale, tutti assieme riuniti sotto le stelle mangiando dallo stesso piatto, alla maniera delle popolazioni locali.
9. Domenica 8 novembre, Merzouga- Zagora km 340
Due oasi da unire nel nostro percorso di giornata. Da Merzouga verso Zagora, un altro must turistico di questo sorprendente Marocco, un’altra valle, attraversata dal Draa il fiume più grande del paese che in questo lembo di terra, custodisce villaggi berberi, dune di sabbia, lussureggianti pianure, montagne innevate e palmeti. Questa valle è una delle principali attrazioni turistiche del Marocco. Ma prima ci attende il deserto che separa le due valli, percorreremo una strada asfaltata in completa solitudine. La N17 taglia in due il deserto, una lama di asfalto che si spinge in direzione sud ovest fino ad intersecare la R108, che ci condurre all’arrivo di giornata.
10. Lunedì 9 novembre, Zagora- Ouarzazate km 267
Zagora è situata in posizione baricentrica nella magica Valle del Dràa, tra il Jebel Sarhro e le montagne dell’Anti Atlante, racchiude un paesaggio sorprendente e numerosi villaggi fortificati, i Ksour, circondati da palmeti. Queste piccole città-stato si susseguono per oltre 200 chilometri e sono edificate all’interno di mura perimetrali che un tempo servivano a difendersi dai nomadi del deserto. Ce ne siamo resi conto già ieri. Oggi si prosegue in direzione sud ovest sempre sulla N17 che incrociamo nuovamente appena furi dalla città. Ci spingiamo verso l’ignoto, in apparenza!! Cambiamo repentemente direzione, una strada asfaltata di fresco, la B111 ci spinge adesso verso nord, in un paesaggio irreale alla volta di Foum-Zguid, poi la P1507 da Tazenakht, puntiamo ora a nord est, ci condurrà a Ouarzazate, Famosa per la sua fiorente industria cinematografica, si trova alle porte della vasta distesa di sabbia che si estende interrottamente per centinaia di chilometri e che ormai conosciamo bene!!
11. Martedì 10 novembre Ouarzazate- Marrakech km 211
Tappa breve, il deserto è ormai alle nostre spalle e le montagne cominciano a stagliarsi in lontananza, prima di scalare l’imponente Tizi n’ Tichka, obbligatoria la deviazione verso Ait Benhaddou che ospita una delle Kasbah più esotiche e meglio conservate di tutto l’Atlante. La cosa non sorprende quando si scopre che sono stati investiti ingenti somme di denaro per trasformarla in un set cinematografico di almeno una ventina di film. Comunque, la visita ci darà la possibilità di percorrere l’antica via carovaniera fino Telouet. Un percorso suggestivo fino ad incrociare nuovamente la principale che ci condurrà al passo. Scendendo il paesaggio da brullo acquista il caratteristico manto fatto di un verde accecante. Il Tizi n’ Tichka è più alto del Tizi-n-Test, che affronteremo l’indomani, meno inquietante, ma certamente spettacolare nella sua diversità. La Medina di Marrakech è il cuore geografico e spirituale della città rossa: quasi al centro del Marocco, a 580 chilometri a sud di Tangeri, a 327 chilometri a sudovest di Rabat e a 246 chilometri a nordest di Agadir.
12. Mercoledì 11 novembre, Marrakech- Taroudant km 225
Lasciamo il traffico caotico della Città Rossa, puntiamo a sud, la meta saranno quelle montagne ben visibili in lontananza. Giornata interamente dedicata ad una strada sola, ma in tanta trance agonistica, troveremo il tempo di visitare la Moschea di Tin Mal, una delle rarissime aperte ai non musulmani e concederci una sosta nella cittadina di Ouirgane. Circa 50 chilometri e la strada ci catapulta verso il Tizi-n-Test, 2092 metri di altitudine, vertiginoso passaggio lungo le antiche rotte commerciali da dove ammireremo panorami sensazionali. Prepariamoci allo straordinario!! Rappresenta senza dubbio uno dei passi più spettacolari, tortuosi e pericolosi del paese che porta al di là dell’Alto Atlante, consentendo di raggiungere Taroudant, sotto ogni aspetto una tradizionale città mercato berbera, cinta da magnifiche mura di fango rosse con lo sfondo delle cime innevate dell’Alto Atlante. Ci fermeremo qui.
13. Giovedì 12 novembre, - Taroudant- Rabat km 560
Lungo trasferimento, il viaggio volge al termine, ed oggi bisogna accelerare per non andare in affanno domani, il percorso sarà quasi tutto autostradale. A parziale rimedio, la meta di giornata sarà Rabat, capitale del Marocco, una città culturale ricca di storia e che nel programma inziale non era inclusa. Molti capolavori decorano le sue strade e le sue piazze. Da non perdere la Kasbah des Oudayas: una silhouette maestosa e formidabile ammorbidita dai giardini circostanti. Non lontano dalle mura si ergono le mura della Chellah, una necropoli dell'epoca dei Merinidi. Attraversare le mura è come entrare in un altro mondo: si cammina tra antiche vestigia, tra giardini e cicogne. Sorprendenti la Muraglia degli Andalusi che protegge la zona meridionale della Medina, costruita nel 1600 in argilla, e la città vecchia, più schematica rispetto alle altre Medine, dove la rue Souika, che conduce alla Grande Moschea e al souq di calzature di Es Sebat, è il centro nevralgico.
14. Venerdì 13 novembre, Rabat- Assillah, km 219
Il sacrificio autostradale di ieri, ripaga oggi, una tappa tranquilla di fine viaggio dove siamo riusciti perfino ad includere a fine giornata l’ultima perla, Assilah, inaspettata sorpresa di questo viaggio!! Probabilmente costruita dai fenici come porto commerciale intorno al 1500 a.C., la sua città fortificata, fu la casa di diversi conquistatori e pirati. Dall’aspetto di una tipica città in un’isola greca del mar Egeo, Asilah è una splendida località turistica dagli edifici bianchi. La sera ci concederemo il tempo di ammirare i bastioni portoghesi del XIV secolo, le antiche porte, le stradine fiorite della Medina e i suoi edifici in stile islamico e andaluso.
15. Sabato 14 novembre, Assillah- traghetto- Siviglia, riconsegna dei mezzi km 269
Siamo al termine delle nostre peripezie in terra d’Africa. Solo una cinquantina di chilometri scarsi o poco più ci separano dal punto di imbarco, ma ce la prenderemo con calma arrivando a Tangeri seguendo la costa. Si rientra in Europa via nave e non potrebbe essere altrimenti. Allo sbarco, rapido trasferimento su Siviglia per la riconsegna dei mezzi. Per chi non ha l’aereo di rientro in Italia, il viaggio l’indomani riprende verso casa!!
16. Domenica 15 novembre, rientro in Italia
La mattina, trasferimento in aeroporto per il volo di ritorno in Italia.

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