lunedì 12 novembre 2012

CALABRIA da un mare all'altro



Per unire con un itinerario il Tirreno con lo Ionio ci sono molti modi, infinite possibilità e strade, ma se nel mezzo si trova, ben posizionato, il massiccio della Sila, questo è sicuramente il tentativo più complicato, lungo ma appagante che il già non semplice sistema viario calabrese possa offrire.
ITINERARIO- Paola, San Fili, Castiglione Cosentino, Spezzano Piccolo, Rogliano, Soveria Mannelli, Nicastro, Serrastretta, Triolo, Catanzaro, Zagarise, Petilia Policastro, Santa Severina, San Mauro Marchesato, Crotone.
LUNGHEZZA- km 343
Testi scritti e gentilmente forniti dall'amico Andrea Baffigo




Non avevo mai valutato la bellezza di una regione in base alle sue strade. Pensavo che monumenti, città, spiagge e mare fossero le vere attrattive di un posto, insieme alle gente, ovviamente. Il viaggio, l’ho sempre considerato un intermezzo tra la partenza e l’arrivo, possibilmente da svolgersi nel minor tempo possibile e percorrendo le strade più scorrevoli. Questo, perché le due ruote le ho sempre usate in città, come cura al nervosismo da traffico e non come punto di vista per scoprire una regione. Regione, come quella calabra, che a bordo di una moto si apprezza in maniera diversa, lontano dalle spiagge e dalle attrattive più conosciute dislocate lungo le sue splendide coste.
Il punto di partenza è Paola, che non è una bella donna ma una piccola cittadina sul Tirreno, il punto di arrivo è godersi la moto tra le strade dell’entroterra, costeggiando i monti de La Piccola Sila, fino ad arrivare sul mar Ionio, scoprendo una Calabria meno nota, fatta di paesini arroccati, agriturismi, prodotti tipici e tanti di quei tornanti da far venire il mal di mare.
Già la strada per raggiungere Laurignano, piccolo comune vicino Cosenza e prima tappa di questo viaggio, è un vero spettacolo, nove tornanti uno di fila all’altro salgono in poco tempo fino ai quasi mille metri di altezza del Passo della Crocetta, dal quali si può ammirare il mare. Che visto da qua su non mi fa rimpiangere sdraio e creme abbronzanti, anche perché le temperature in montagna sono di molto inferiori alle calure da spiaggia, così il mio unico rimpianto, semmai, è di non aver portato l’interno imbottito della giacca…
L’accoglienza all’agriturismo Fra Benedetto è delle migliori, subito si dichiara: 749. Sono le “cifre” e la cilindrata della Ducati di Giampiero Russo, simpatico proprietario di questo Bed & Breakfast, ex ballerino professionista, ha ballato anche alla Scala, e motociclista per passione, anzi ducatista. Il consulto è d’obbligo, soprattutto con il mio Monster custodito poco distante, così la cena passa in piacevole compagnia, consigliandomi sulle strade più belle per il giorno dopo.
Tra cui sicuramente spicca la SS 19, che mi porterà nei pressi di Catanzaro. Un tripudio di curve che costeggiano i crinali di monti e colli di questa zona, decisamente poco frequentata, perché nel primo tratto di strada non ho incontrato neanche una macchina per oltre un’ora e mezza! L’asfalto è in buone condizioni, come pure la visibilità, le curve sono larghe e il traffico è praticamente inesistente. Risultato: non c’è scuola migliore per imparare a piegare. Scuola che continua per tutto il viaggio fino allo svincolo con Settingiano, verso la fine della SS 19, è qui che, colto dalla fame, mi fermo per uno dei migliori panini mai gustati. Il posto ispira fiducia, una casupola molto “stile camionista” con l’insegna Calabrone Salumi.  Il panino ha del pantagruelico: diverse fette di formaggio stagionato, doppio strato di affettato (prosciutto e soppressata), vari sottolio, peperoncino e insalata. Il “tutto” inserito in un comoda bustina di plastica per non sporcarsi con l’olio che cola. Bella idea, anche perché dopo poco sono di già in sella, in direzione di un’altra strada calabrese, impressionante per la sua bellezza, la SS 109: da Catanzaro si raggiunge percorrendo la 109 bis, che recentemente ha cambiato nome in SS 159/4.
Anche su questo percorso le curve non mancano e la “scuola di piega” continua, interrotta solo da qualche sosta alle fontanelle o per ammirare le vallate e i numerosi paesini arroccati, che in linea d’aria sembrano vicini, ma che in realtà sono separati dalla miriade di curve che compongono questa statale. Un vero piacere da percorrere, con un asfalto in ottime condizioni.
Così, una volta arrivato nei pressi di Crotone è un peccato riabituarsi ai rettilinei e alle strade trafficate che in poco tempo mi portano a Capo Rizzuto, proprio sul tacco del “nostro stivale”, circondato da una splendida riserva marina. Bungalow sulla scogliera, doccia e una bella passeggiata sul lungo mare, riportano le mie gambe in condizioni normali, dopo tutte quelle ore di scuola. Una bella mangiata di pesce e svariate ore di sonno ritemprano anche il resto.
Il giorno dopo, la moto la lascio parcheggiata e mi godo questo spicchio di Mediterraneo dalle mille sfumature, con tratti di costa rocciosa alternati da distese di sabbia di color rosso. Vicino a Capo Rizzuto, il Castello di Le Castella si affaccia su un panorama mozzafiato, che spazia su una delle attrattive più belle e conosciute della Calabria: il suo splendido mare. Ma ripensando al mio viaggio, anche le curve non erano male…




















5 commenti:

  1. L'Italia delle strade dimenticate è fantastica. Offre tantissimo a costi bassissimi. Il dilemma per noi che scriviamo però è sempre lo stesso: la pubblicizziamo (rischiando che arrivi il grande turismo) o ce ne stiamo zitti e custodiamo il segreto?
    Ricky
    :-)

    RispondiElimina
  2. i segreti come questi, caro riccardo, anche quando sono svelati, richiedono tempo per essere recepiti, assorbiti e quindi divulgati. soprattutto in casi dove intervengono preconcetti ma soprattutto la concorrenza di mete più "facili" e di impatto sula fantasia dei singoli. uno squilibrio monopolizzante difficile da scardinare!!!!
    noi, umilmente, continuiamo la ricerca.......

    RispondiElimina
  3. "con meravigliose curve tento l'avvicinamento a Lorica ma preso da impeto furioso ed incontenibile restituisco alla natura cio che esso dona".
    Viaggio meraviglioso e "unforgettable" da consigliare a chi è adito a trattener gli scarti...
    non c'e bisogno di firma, il mio eloquio è inconfondibile.

    RispondiElimina
  4. ..ed ancora quanti ricordi. Pentadillo impegnato a cavalcare un onda oceanica con la sua moto trasformata in surf ma che al fin l'ha travolto in un mercoledi da leoni..ed anocra lo stesso impegnato e senza fremiti ad ingerir gasolio ed a commentare dopo un pasto dichiarato frugale ma trasfomrato in luculliano con un commento finale degno di un epigramma di Marziale "noi motociclisti siam così". Ed asncora il sommo poeta:
    Dopo tanto sudar
    infin l ho trovato
    ed ora son qui
    sopra un cesso seduto
    e solo rimembro
    ai bei tempi andati
    fra arie salubri
    dal corpo perduti.
    Consiglia a tutti Il coast to Coast calabrese.
    Viaggio interessante e dai risvolti imprevedibili.

    RispondiElimina
  5. massimo, eloquente ma anche alquanto logorroico!!! che aggiungere, preparati a settembre si torna al sud, la calabria, la sua cucina ed i suoi boschi ai quali tu degni sempre uno sguardo premuroso ed attento, ci aspettano!!!

    RispondiElimina