27 giugno 2022

AL-MAGHREB AL-AQSA

Il Marocco è sempre stato considerato un paese estremo.
Nei primi secoli della civiltà arabo-islamica era conosciuto come Al-Maghreb al-Aqsa, tradotto letteralmente “la terra più lontana dove tramonta il sole”, in riferimento alla sua posizione all’estremità occidentale dell’Africa settentrionale. Antichi navigatori, conquistatori medioevali e moderni colonizzatori hanno tentato per lunghi secoli di assoggettare questa terra lontana, ma il territorio aspro e le sue orgogliose genti radunate in tribù resistono. Pur avendo assorbito le influenze di alcune culture europee, africane ed arabe, il Marocco rimane un paese assolutamente unico. Ed è sicuramente la cosa che più impressiona il visitatore l’enorme varietà di situazioni che si possono incontrare anche in un viaggio breve, mettendo in risalto le differenze tra le maestose città imperiali e le zone di campagna dove la vita scorre a ritmi più naturali e blandi, tra le imponenti catene montuose che tagliano trasversalmente la parte settentrionale del paese creando delle differenziazioni climatiche e culturali davvero straordinarie e l’area desertica che domina la parte meridionale ed orientale del paese.



Un mini continente nel continente africano: il Marocco rappresenta un viaggio per diversi aspetti. Il primo, la non semplice facilità di raggiungerlo nonostante si trovi nella parte settentrionale dell’Africa; il secondo per le molteplici situazioni, condizioni geografiche, etniche. Ultimo aspetto, ma non certamente da sottovalutare, una varietà viaria talmente affascinante da soddisfare anche il moto turista più esigente.




MOROCCO

dal 28 settembre al 13 ottobre 2023

14 giorni, km 4.254



Programma:

 

1.    venerdì 29 settembre, Siviglia- Tanger- Assilah km 251

Si ritirano le moto, siamo nel sud della Spagna, si viaggia velocemente verso il traghetto, si sbarca in Africa, si espletano le formalità doganali, si arriva a destinazione, tutto in un solo giorno.......ce la faremo?? L’idea iniziale era di arrivare a Rabat, poi valutando di fermarsi appeena usciti dalla dogana, alla fine si è trovato un’aletrantava: Assilah, una cinquantina di chilometri scarsi dal punto di sbarco ed iniziamo subito con le prime sorprese. Probabilmente costruita dai fenici come porto commerciale intorno al 1500 a.C., la città fortificata, fu la casa di diversi conquistatori e pirati. Dall’aspetto di una tipica città in un’isola greca del mar Egeo, Asilah è una splendida località turistica dagli edifici bianchi. La sera ci concederemo il tempo di ammirare i bastioni portoghesi del XIV secolo, le antiche porte, le stradine fiorite della Medina e i suoi edifici in stile islamico e andaluso.

2.     sabato 30 settembre, Assilah- Loualidia km 578

La tappa più lunga dell’intero viaggio, per giunta con la prima parte della giornata percorsa in autostrada. Ma se ci si vuole spinegre a sud di Agadir, per guidare su passi di montagna poco frequentati, bisogna rinunciare a qualcosa e questa è la tappa dei sacrifici, 2 delle città imperiali le vittime predestinate!! La meta di tanto spreco di chilometri sarà Oualidia e le sorprese, spero piacevoli, continuano a dettare i ritmi delle nostre soste. Situata a metà strada da El-Jadida e Safi, questo suggestivo borgo di pescatori, viene spesso indicato con la definizione un pò esagerata di Saint Tropez del Marocco. Certo è che, a parte i paragoni altisonanti, la laguna a forma di mezzaluna che la abbraccia è davvero magnifica. La sera ci condereremo una cena a base di frutti di mare, saggiando se i paragoni con le coste francesi non si fermano alla morfologia del territorio. 

3.     domenica I° ottobre, Loualidia- Essaouira km 190

La nostra marcia diventa più lenta, riflessiva, ma la direzione verso sud è imprescindibile, visti i nostri obiettivi. Iniziamo a percorrere la strada costiera che diventa immediatamente panoramica, incontaminata, a tratti selvaggia, con verdi campi che scendono a picco sul mare incuneandosi in insenature sabbiose. Ci terremo il più vicino possibile alla costa per tutta la giornata fino al punto di arrivo, Essaouria famosa soprattutto per la sua sensazionale Medina sul mare,  iscritta giustamente nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La fortezza, le mura bianche, la rilassatezza dei suoi abitanti, la Kasbah, le botteghe artigiane, rendono questa città unica e dal sapore alquanto europeo.

4.    lunedì 2 ottobre,  Essaouira- Agadir km 242

Ancora coste, sempre più selvagge, ancora il sud come punto cardinale a dettare la nostra rotta. Oggi entreremo ufficilamente nel sud del Paese, che non è solo isolato geograficamente dall’alto Atlante alla parte settentrionale, ma lo è anche culturalmente. Infatti la maggioranza delle sue popolazioni è costituita da berberi delle montagne e nomadi del deserto. In dirittura di arrivo, qualcosa di strano avviene sul percorso: si inserisce inaspettatamente un altro punto cardinale, si va ad est verso la bellissima valle del Paradiso e visiteremo le cascate con più portata di acqua del paese. Arriveremo ad Agadir, capitale della regione di Sous Massa Draa. Nel corso degli anni questa cittadina è diventata la principale località marittima del Marocco meridionale, apprezzata soprattutto per la sua spiaggia, lunga oltre 10 chilometri, l’ambiente rilassato e la grande ospitalità dei suoi cittadini. Domani  una delle prime mete imprescindibili di questo viaggio, l’Anti Atlante. Speriamo che il trasferimento sia valso la pena.

5.     martedì 3 ottobre, Agadir- Taroudant km 361

Abbandoniamo Agadir sempre nella solita direzione, ma l’assaggio di ieri si trasforma in un cambio di registro, atteso da giorni. Ci si spinge verso l’interno, dapprima senza grandi emozioni, poi, una volta atrraversato l’Oued Assaka, tortuosamente ci si spinge, fra colori irreali, verso il magnifico Col de Kerdous e Tafroute. Lungo il percorso, villaggi berberi fatti con mattoni di fango. Anche dopo, dirigendosi verso nord i panorami restano stupefacenti costeggiando la valle del Aimeln e scalendo l’ultimo passo di giornata il Tizi Mill. Arrivo a  Taroudant, sotto ogni aspetto una tradizionale città mercato berbera, cinta da magnifiche mura di fango rosse con lo sfondo  delle cime innevate dell’Alto Atlante. 

6.    mercoledì 4 ottobre, Taroudant- Marrakech km 225

Si lascia Taroudant e la meta saranno quelle montagne ben visibili in lontannza. Circa 50 chilometri e la deviazione a sinistra ci catapulta verso il Tizi-n-Test, 2092m, vertiginoso passaggio lungo le antiche rotte commerciali da dove ammireremo panorami sensazionali. Prepariamoci allo straordinario!! Rappresenta senza dubbio uno dei passi più spettacolari, tortuosi e pericolosi del paese che porta al di là dell’Alto Atlante, consentendo di raggiungere Marrakech. Giornata interamente dedicata ad una strada sola, ma in tanta trance agonistica, troveremo il tempo di visitare la Moschea di Tin Mal, una delle rarissime aperte ai non musulmani e concederci una sosta nella cittadina di Ouirgane. La Medina di Marrakech è il cuore geografico e spirituale della città rossa: quasi al centro del Marocco, a 580 chilometri a sud di Tangeri, a 327 chilometri a sudovest di Rabat e a 246 chilometri a nordest di Agadir. 

7.     giovedì 5 ottobre, Marrakech- Ouarzazate km 210

Lasciamo il traffico caotico della Città Rossa e la strada si inerpica velocemente, il paesaggio perde il caratteristico manto fatto di un verde accecante, per diventare brullo, la vista si apre, il panorama corre lontano, l’asfalto rasenta la perfezione. Il Tizi n’ Tichka è più alto del Tizi-n-Test, anche se probabilmente meno inquietante, ma certamente spettacolare nella sua diversità. Dall’altro lato, ci attende la cittadina di Ouarzazate, famosa anche per la sua fiorente industria cinematografica, si trova alle porte della vasta distesa di sabbia che si estende interrottamente per centinaia di chilometri. Ci fermeremo quì, domani faremo la conoscenza delle prima lande desertiche dell’Erg orientale, la vasta distesa di sabbia che si estende interrottamente per centinaia di chilometri più a sud.

8.     venerdì 6 ottobre, Ouarzazate- Zagora km 353

Da Ouarzazate, la P31 ci condurrà verso sudest nella magica Valle del Dràa, tra il Jebel Sarhro e le montagne dell’Anti Atlante, racchiude un paesaggio sorprendente e numerosi villaggi fortificati, i Ksour, circondati da palmeti. Queste piccole città-stato si susseguono per oltre 200 chilometri e sono edificate all’interno di mura perimetrali che un tempo servivano a difendersi dai nomadi del deserto. Il Draa è il fiume più grande del Marocco e in questo lembo di terra, custodisce villaggi berberi, dune di sabbia, lussureggianti pianure, montagne innevate e palmeti. Questa valle è una delle principali attrazioni turistiche del Marocco. La percorreremo tutta, numerose sono le opzioni per il soggiorno, noi opteremo per comodità a Zagora.

9.    sabato 7 ottobre, Zagora- Merzouga km 302

Da Zagora, teniamo oggi la strada più merdionale per spingerci in un altro must turistico di questo sorprendente Marocco. Il confine con l’Algeria è vicino, anche se indistinguibile in un paesaggio uniforme. Una distesa di dune che si estende a vista d’occhio, un orizzonte che può sembrare irraggiungibile, ma che oggi appare alla portata delle nostre ruote. Merzouga è il punto di partenza ideale per vivere il trekking nel deserto. Questa città a sud del Marocco, non lontana dal confine con l’Algeria, non ha monumenti o edifici storici di rilievo, ma è una delle più visitate del Marocco poi che da qui partono i tour a piedi, in cammello o in fuoristrada verso le grandi dune dell’Erg Chebbi. Per chi vuole provare l’esperienza, forse poco autentica, ma sicuramente suggestiva, possibiltà anche per noi, anche se breve, a dorso di cammello, per poi sederci per una cena conviviale, tutti assieme riuniti sotto le stelle mangiando dallo stesso piatto, alla maniera delle popolazioni locali.

10  domenica 8 ottobre, Merzouga- Tinerhir km 432

Ci lasciamo alle spalle il deserto, le sue dune giganti,  per tornare leggermente indietro, purtroppo non possiamo ignorare due dei maggiori richiami naturistici dell’intero nord Africa. Assolutamente le Gole du Dades viste dall’alto sono uno dei paesaggi più spettacolari, conosciuti, pubblicizzati e fotografati di tutto il paese. La valle omonima si snoda attraverso campi di mandorli e fichi, alcune fantastiche formazioni rocciose e diverse imponenti casbah e ksar. Il punto più spettacolare è dove la gola si stringe ed il fiume scorre accanto alla strada. Un paio di chilometri più avanti, la strada si addentra nel canyon principale con una serie di tornanti in salita per poi ritornare pianeggiante, all’altezza di un balcone naturale dove è sorto un ristorantino. Siamo probabilmente in uno dei punti più panoramici, affascinanti e fotogenici dell’intero tragitto, sicuramente il più pubblicizzato dell’intero paese. L’arrivo è previsto Tinerhir, la base migliore per la seconda escursione programmata nella zona, che avverrà domani nel temtativo di approfittare delle luci migliori.

11   lunedì 9 ottobre, Tinerhir - Midelt km 305

A soli 15 chilometri da Tinerhir, in fondo ad una valle disseminata di incredibili palmeti e vilaggi berberi, si trova la magnifica Valle del Todra, uno dei canyon più spettacolari del mondo. Alte pareti di roccia rosa e grigia scavate dall’acqua in alcuni punti  alte fino a 300 metri si avvicinano fino a sembrare di ingoiare la stessa strada, rendendo lo scenario ancora più spettacolare. Una volta oltrepassato questo punto, volendo, si potrà raggiungere il bellissimo villaggio berbero di Tamtattouchte, a 42 chilometri dalla Gola di Dadès. Lo decideremo al momento. In entrambi i casi torneremo indietro dalla stessa strada al punto di partenza e ci dirigeremo verso Midelt attraversando le Gole di Ziz. Oltre El Rachida il percorso diventa spettacolare. Il nostro punto di arrivo, rappresenta il centro di demarcazione tra il Medio Atlante e l’Alto Atlante.

12    martedì10 ottobre,  Midelt- Fès km 214

Siamo in dirittura di arrivo e ci dirigeremo verso Fes senza tentennamenti seguendo una via poco frequetatta ma abbastanza veloce. Entrando a Fez ci sembrerà di fare un tuffo nel passato, respirando un’aria medievale: ambientazioni meravigliose, suoni particolari, ricchi profumi e soprattutto cromatismi sorprendenti. 

13    mercoledì 11 ottobre,  Fès- riposo

  Quì tutto è colore. Fez si divide in Città nuova, Fès el-Jedid, cioè la città imperiale costruita a partire dal 1200, dove si trovano la stazione, il Palazzo Reale e il quartiere ebraico, e la Città Vecchia,la Medina, chiamata Fès el-Bali, la più antica parte murata di Fes,   un vero labirinto fatti di migliaia di stradine,con mercati di ogni tipo, dai tappeti agli oggetti in ottone, della ceramica ai tessuti e alla pelle, e dove le merci vengono ancora trasportate a dorso d’asino. Immancabile la visita alle concerie.

14.   giovedì 12 ottobre, Fes-  Ceuta- traghetto km 436

Ultima tappa in terra d’Africa, ultimo giorno in Marocco, sarà un trasferimento verso il punto d’imbarco, sulla punta più settentrionale del Marocco dove, in posizione dominante sullo stretto di Gibilterra, si trova la città di Ceuta che, insieme a Melilla, è una delle due enclavi spagnole in terra marocchina. Ceuta si trova su una penisola che si estende nel Mediterraneo a meno di un’ora da Tangeri e Tetouan e a soli 35 minuti di traghetto da Algeciras, in Spagna, un piccolo gioiello caratterizzato da un’architettura particolare. Guideremo sulle ultime propagini degradanti del Rif, l’ultima barriera montuosa che ci spingerà verso la costa,  l’Europa e la fine di questo viaggio.

    15. venerdì 13 ottobre, arrivo a Siviglia, riconsegna dei mezzi, rientro in sede km155