LA CARRESE
Profondamente radicata nella popolazione, la Corsa dei Carri ha origini antichissime e rappresenta uno degli eventi più cari ed attesi dalla popolazione basso-molisana. Secondo alcuni la prima edizione risalirebbe al 1728. La leggenda narra che i signori di San Martino e degli altri paesi vicini andarono a caccia verso il mare fra le boscaglie dove anticamente sorgeva la antica e nobile Cliternia e, più tardi, il Monastero di San Felice. Qui ad un tratto i cavalli si inginocchiarono senza volersi più muovere e i Signori, scavando, trovarono il corpo di San Leo, famoso Santo monaco benedettino. Ogni Signore si contendeva la paternità del ritrovamento per poterlo portare nel proprio feudo, tanto da venire quasi alle armi. Affidandosi alla decisione del Vescovo di Larino, misero il corpo su un carro trainato da buoi che, lasciato libero a sé stesso e alla volontà del Santo, scelse alla fine di fermarsi a San Martino. Così da secoli, ogni anno, verso la metà di marzo, iniziano gli allenamenti dei buoi, dei cavalli e dei cavalieri, che continuano fino al giorno della corsa, il 30 aprile. La Carrese vede contrapposte due fazioni. Accanto ai due carri scendono in campo cavalieri che spingono i carri con bastoni, per agevolare la corsa dei buoi. Come presso altri comuni della fascia costiera molisana e pugliese, la Carrese ha come protagonisti i cavalieri, i buoi, i carri e due partiti contrassegnati dai rispettivi colori: il bianco-celeste per i Giovani ed il giallo-rosso per i Giovanotti. La corsa si svolge su un percorso di 9 chilometri e prende avvio dal tratturo. Il bue rappresenta la forza della natura imprevedibile, che l’uomo tenta di misurare e governare, in una stagione in cui, in tutta la sua forza, la natura si risveglia e si passa dalla staticità invernale alla dinamicità della bella stagione e dei raccolti. Circa a metà percorso avviene il cambio degli animali, caratteristica unica ed assolutamente entusiasmante nelle manifestazioni di questo genere. La gara termina davanti alla chiesa, e il carro vincitore ha l'onore di trasportare in processione il busto di S. Leo il successivo due maggio.
Un viaggio, in apparenza il solito fine settimana, un format ormai consolidato, una 4 giorni enogastronomica e mototuristica come tante altre, stavolta a due passi da casa, tra Molise ed Abruzzo. In realtà ad uno sguardo attento si noterà che un giorno in più ha dilatato questo tipo di proposta. L’obiettivo, il nucleo portante dell’evento è stato senza dubbio la Carrese, di cui, spero, abbiate letto la breve presentazione in alto. Sento di dover scrivere un preambolo, necessario, esagerato, probabilmente prolisso, come tutte le volte che inizio a far correre le dita sulla tastiera. Dicono che quando i ricordi iniziano ad affacciarsi è difficile chiedere loro di essere brevi, quindi preparatevi!! Scoprii la Carrese nel lontano 1989, approdato a Termoli nella squadra locale che al tempo militava in serie C, per un infortunio patito la stagione precedente, giocando in Liguria e che proprio non riuscivo a risolvere. Il presidente della Pallacanestro Termoli Latte Del Giudice, uomo di rara fiducia e visione, era convinto che anche una mia presenza saltuaria ed a mezzo servizio avrebbe potuto aiutare la squadra a raggiungere la salvezza. Al tempo avevo già amicizie nel piccolo centro molisano, la cittadina mi piaceva da sempre ed accettai volentieri, anche se obiettivamente avevo poche alternative anzi, ad essere sincero nessuna!! La mia società di appartenenza, con l’arrivo di un nuovo allenatore, non voleva saperne di investire in un recupero dalle prospettive incerte ed indefinite per tempi e modi. Come dargli torto, un giocatore difficilissimo da gestire in buona forma, figuriamoci in quelle condizioni fisiche. Che dire, ci sono luoghi che sembrano aspettarti da sempre. Termoli è così. Termoli non ti mette mai a disagio. Ti accoglie piano, senza invadenza. È una città che non crea mezze misure: la ami senza condizioni. Iniziarono così giornate infinite di terapia con Dino che continuava a ripetermi con ostinata sicurezza che il mio ginocchio sarebbe tornato a posto. Mi ricordo che mi diceva “Non ti preoccupare”, ed in seguito me lo disse anche altre volte in situazioni analoghe. Con Basso che mi invitava a casa dove la madre preparava crudi, alici marinate, e quei pranzi che profumano di famiglia, di tempo lento, di Sud autentico. C’erano le serate interminabili, le risate, le chiacchiere senza orologio. C’era la gente che per strada mi fermava soltanto per chiedermi come stesse andando la riabilitazione. I primi cauti allenamenti……........una stagione indimenticabile, un’ambiente eccezionale, un’atmosfera esaltante, un recupero veloce, velocissimo, neanche una partita saltata e forse una delle mie migliori annate cestistiche!! Termoli sempre lì, rilassata, tranquilla, rassicurante, con le conoscenze che si allargavano, diventando a volta amicizie che si estendevano anche a paesi limitrofi, come San Martino. Con questi presupposti e con la salvezza ormai raggiunta in netto anticipo, arrivammo al 30 di aprile. Tonino, un amico di San Martino in Pensilis, invitò me e Basso a pranzo a casa della madre il giorno della manifestazione. Per mesi avevo sentito parlare di quella corsa. I sammartinesi la raccontavano con emozione, ma anche con una specie di tensione difficile da spiegare. Sembrava qualcosa di molto più profondo di una semplice tradizione. Eppure, io continuavo a pensare: “In fondo sono carri trainati da buoi… che sarà mai?” A tavola una genuina convivialità ed il solito pranzo da grandi ricorrenze, con gli immancabili torcinelli, involtini con le interiora dell'agnello e la pampanella, a base di carne di maiale, speziata con aglio, peperoncino dolce e cotta al forno. All’ora fatidica, via per tratturi polverosi in sella a moto e scooter per assistere al cambio dei buoi. Una folla straripante. “Che potrà essere mai……” e poi tutto accadde all’improvviso: il rumore la velocità, l’adrenalina, lo stupore……uno shock!! La fase del cambio è la più entusiasmante della corsa, ma le sorprese, come in questo 2026 possono accadere in ogni attimo della gara!! La Carrese non è soltanto una corsa, è appartenenza, è memoria collettiva, è orgoglio tramandato di padre in figlio. Qualcosa che si poteva e si può comprendere davvero solo respirandolo da vicino. Da allora, ogni volta che ho potuto, il 30 aprile sono tornato per assistervi, 3 volte addirittura con gruppi in occasione di viaggi mototuristici. Che anno straordinariamente fortunato quel lontano 1989!! Spero sinceramente che anche i partecipanti di questa edizione abbiano percepito almeno una parte della magia di questa tradizione antica, unica nel suo genere, capace ancora oggi di attraversare le generazioni senza perdere intensità. Non lo chiederò certamente a Ferdinand, che ha partecipato a tutte e 3 le edizioni fino ad ora organizzate. Per il resto una volta partiti da Termoli e tornati nel nostro ambiente naturale, in sella alle nostre moto, le strade ed i paesaggi di questo angolo di Italia, spesso sottovalutato, ignorato ed a volte sconosciuto ai più ha fatto il resto. E poi, per non farci mancare niente le solite sorprese enogastronomiche che spero abbiano allietato le serate di chi ha partecipato al viaggio. Ma la Carrese………ah, la Carrese!! Una presentazione decisamente lunga, probabilmente inutilmente lunga, ma in fondo non cambia molto e come sempre faccio come mi pare. Seguono i ringraziamenti dovuti, le immancabili foto ed il consueto video inserito stavolta in una posizione differente, prima di queste righe. Ho pensato che, stremati dalla mia valanga di ricordi e dalla logorroica, superflua esposizione, poteste essere migrati altrove prima di arrivare in fondo. Internet permette anche questo. Lo ricordo sempre nella chat di gruppo, ma mi ripeto: il video è in HD ed è possibile vederlo anche sugli schermi televisivi collegati alla rete.
Un grazie a tutti i partecipanti, con alcuni di voi ci vedremo a Creta a fine mese:
Renato- Brunella DUCATI DESERT X RALLY
Augusto BMW R 1250 GS ADVENTURE
Fausto YAMAHA TENERE 700
Ferdinand BMW R 1250 GS
Massimo BMW R 1300 GS ADVENTURE
Maurizio HONDA AFRICA TWIN ADVENTURE SPORTS
Pierandrea KTM 890 ADVENTURE
Riccardo BMW R 1250 GS
Roberto BMW R 1300 GS
















































