08 settembre 2026

Al-Maghreb Al-Aqsa  2026

Dal 31 ottobre al 15 novembre 2026 

16 giorni, 15 notti, km 3717



Il Marocco è sempre stato considerato un paese estremo. 

Nei primi secoli della civiltà arabo-islamica era conosciuto come Al-Maghreb al-Aqsa, tradotto letteralmente “la terra più lontana dove tramonta il sole”, in riferimento alla sua posizione all’estremità occidentale dell’Africa settentrionale. Antichi navigatori, conquistatori medioevali e moderni colonizzatori hanno tentato per lunghi secoli di assoggettare questa terra lontana, ma il territorio aspro e le sue orgogliose genti, radunate in tribù hanno sempre opposto una fiera resistenza. Pur avendo assorbito le influenze di alcune culture europee, africane ed arabe, il Marocco rimane un paese assolutamente unico. Ed è sicuramente la cosa che più impressiona il visitatore l’enorme varietà di situazioni che si possono incontrare anche in un  viaggio breve, mettendo in risalto le differenze tra le maestose città imperiali  e le zone di campagna dove la vita scorre a ritmi più naturali e blandi, tra le imponenti catene montuose che tagliano trasversalmente la parte settentrionale del paese creando delle differenziazioni climatiche e culturali davvero straordinarie e l’area desertica  che domina la parte meridionale ed orientale del paese.


Morocco

Un mini-continente nel continente africano: il Marocco rappresenta un viaggio per diversi aspetti. Il primo, la non semplice facilità di raggiungerlo nonostante si trovi nella parte settentrionale dell’Africa; il secondo per le molteplici situazioni, condizioni geografiche, etniche. Ultimo aspetto, ma non certamente da sottovalutare, una varietà viaria talmente affascinante da soddisfare anche il moto turista più esigente.


DATE:

 

1.     Sabato 31 ottobre, partenza dall’Italia per Siviglia, ritiro dei mezzi

2.     Domenica 1° novembre, Siviglia – Tarifa, traghetto- Tanger km 208

3.     Lunedì 2 novembre, Tanger- Chefchauen km 250

4.     Martedì 3 novembre Chefchauen- Fès km 202

5.     Mercoledì 4 novembre, Fès- giornata di riposo 

6.     Giovedì 5 novembre Fès- Khenifra km 252

7.     Venerdì 6 novembre, Khenifra- Tinghir km 323

8.     Sabato 7 novembre, Tinghir- Merzouga km 379

9.     Domenica 8 novembre, Merzouga- Zagora km 340

10.  Lunedì 9 novembre, Zagora- Ouarzazate km 267

11.  Martedì 10 novembre Ouarzazate- Marrakech km 211

12.  Mercoledì 11 novembre, Marrakech- Taroudant km 225

13.  Giovedì 12 novembre, - Taroudant- Rabat km 560

14.  Venerdì 13 novembre, Rabat- Assillah, km 219

15.  Sabato 14 novembre, Assillah- traghetto- Siviglia, riconsegna dei mezzi km 269

16.  Domenica 15 novembre, rientro in Italia


Programma:


1.     Sabato 31 ottobre, partenza dall’Italia per Siviglia, ritiro dei mezzi

Si arriva in mattinata con un volo diretto dall’Italia, giornata a disposizione per un rapido ritiro dei mezzi e concedersi una visita della città. L’atmosfera è coinvolgente: ritmi frenetici per una realtà come quella spagnola, siamo pur sempre di fronte ad una metropoli di circa un milione di abitanti ma decisamente un altro pianeta rispetto ai nostri. Città universitaria, ragazze carine, molte ragazze ed un afflusso turistico assai intenso in qualsiasi periodo dell’anno. Anche qui la cattedrale, la più grande chiesa gotica del mondo, con la sua Giralda, tanto per cambiare opera di origine moresca presa in “prestito” per scopi religiosi, praticamente l’unica testimonianza dell’antica moschea, che fu completamente abbattuta, e soprattutto l’Alcazar, il più antico palazzo reale tuttora in funzione, attuale residenza Sivigliana dei sovrani spagnoli.

2.     Domenica 1° novembre, Siviglia – Tarifa, traghetto- Tanger km 208

Per chi ha spedito i propri mezzi, in mattinata entreranno in possesso delle loro moto. Poco più di una formalità, le moto saranno pronte e sballate dalle casse, in attesa dei loro proprietari. Siamo nel sud della Spagna, viaggeremo velocemente verso Tarifa ed uno dei frequentissimi traghetti che uniscono due continenti in poco più di mezz’ora. Si sbarca in Africa, si espletano le formalità doganali e si è già a destinazione, Tangeri, anche chiamata la città bianca, è il luogo perfetto per iniziare il nostro viaggio in Marocco. Sulla punta più settentrionale del Paese, domina lo stretto di Gibilterra, a soli 16 chilometri dalle coste spagnole, ed è una città cosmopolita e vivace che si sviluppa ad anfiteatro intorno al suo porto. Questo centro incredibile e ricco di fascino si trova proprio dove si incontrano il mar Mediterraneo e l’oceano Atlantico e tutto parla della sua storia che ha visto il dominio dei fenici, dei cartaginesi, dei romani e poi degli arabi, dei portoghesi, degli spagnoli e degli inglesi. La Medina di Tangeri è un labirinto di stradine e nella Kasbah si trova il bellissimo palazzo seicentesco del sultano oggi sede di un importante museo.


3.     Lunedì 2 novembre, Tanger- Chefchauen km 250

Si inizia con il botto e che botto!! La meta di giornata sarà una novità nei nostri itinerari, ma il primo giorno in Marocco, sarà la solita tappa fatta di scoperte, dirigendosi verso est.  La costa mediterranea, per quasi tutta la sua lunghezza, presenta una bellezza incantevole dove la natura è selvaggia ed incontaminata. Le onde del Mediterraneo si infrangono contro le rosse scogliere rocciose delle ultime propaggini del Rif, che qui si arrendono al dominio delle acque. Il risultato è un percorso maestoso e spettacolare. La destinazione finale di giornata, giorno in Marocco, sarà la solita tappa fatta di scoperte, anche se ci dirigeremo verso il punto di imbarco. Ci faremo strada tra percorsi impervi per scendere sulla costa mediterranea e seguirla fino a fine giornata. Per quasi tutta la sua lunghezza, questo tratto di costa presenta una bellezza incantevole dove la natura è selvaggia ed incontaminata. Le onde del Mediterraneo si infrangono contro le rosse scogliere rocciose delle ultime propaggini del Rif, che qui si arrendono al dominio delle acque. Il risultato è un percorso maestoso e spettacolare. La destinazione finale di giornata, Chefchauen, rappresenta una città molto speciale, che dà un'impressione di irrealtà. Una parola sola per definirla?? Adorabile. La amano tutti e non potrebbe essere altrimenti: anche chi è venuto qui temendo di trovare una città iperturistica e sopravvalutata, assai meno interessante di quanto la sua fama non faccia credere, ha finito per invaghirsene perdutamente. È davvero una delle città più belle del Marocco settentrionale, e probabilmente di tutto il Marocco. Veramente una grave mancanza, l’averla ignorata fino ad ora!! Situata ai piedi delle aspre montagne del Rif è una cascata di case dalle pareti blu armonicamente inserite in un meraviglioso paesaggio naturale. Nonostante la fama di Chefchaouen sia aumentata in maniera proporzionale alle quantità di foto e video pubblicati sui vari social, la Perla Blu del Marocco rimane una città tutto sommato tranquilla, rilassata e pittoresca. Turistica sì, ma ancora un mondo a sé rispetto al caos di Marrakech e Fez. Perdersi tra le viuzze della medina fiancheggiate da case dipinte di blu è un’emozione unica. Le sue dimensioni contenute agevolano la visita.

 

4.     Martedì 3 novembre Chefchauen- Fès km 202

Abbandoniamo la città blu proseguendo verso sud. Strade spettacolarmente desolate, a volte in pessimo stato, impervie, ma che godono di un panorama a volte entusiasmante dove la vista corre libera fino all’orizzonte saranno le protagoniste di giornata. La meta è la città che più di ogni altra evoca i colori, le sensazioni, le atmosfere di questa terra straordinaria. Entrando a Fez ci sembrerà di fare un tuffo nel passato, respirando un’aria medievale: ambientazioni meravigliose, suoni particolari, ricchi profumi e soprattutto cromatismi sorprendenti. Domani le dedicheremo un’intera giornata……..

 

5.     Mercoledì 4 novembre, Fès- giornata di riposo 

Qui tutto è colore. Fez si divide in Città nuova, Fès el-Jedid, cioè la città imperiale costruita a partire dal 1200, dove si trovano la stazione, il Palazzo Reale e il quartiere ebraico, e la Città Vecchia, la Medina, chiamata Fès el-Bali, la più antica parte murata di Fes, un vero labirinto fatti di migliaia di stradine, con mercati di ogni tipo, dai tappeti agli oggetti in ottone, della ceramica ai tessuti e alla pelle, e dove le merci vengono ancora trasportate a dorso d’asino. Immancabile ed imprescindibile la visita alle sue concerie.

 

6.     Giovedì 5 novembre Fès- Khenifra km 252

Oggi faremo la conoscenza con il Medio Atlante percorrendo strade secondarie attraversando riserve naturali poco trafficate ma con una vegetazione rigogliosa. Ma prima ancora montagne con le solite strade impervie e la foresta dei Cedri nei pressi di Azrou. Arrivo di giornata alle porte di Khenifra attraversando il parco nazionale omonimo. Passeremo dal Medio Atlante all’Alto Atlante senza quasi accorgercene. La varietà, la qualità dei paesaggi rimane immutata. 

 

7.     Venerdì 6 novembre, Khenifra- Tinghir km 323

La giornata inizia abbandonando Khenifra. N12, questa sigla mi aveva incuriosito, riverificando la tracciatura per le ultime modifiche nell’edizione precedente, immancabili in un viaggio del genere: “una strada che sale nella parte più spettacolare dell’Atlante è stata rinominata, per giunta con la sigla di una strada nazionale??” La strada, adesso asfaltata, permette di raggiungere El-Ksiba, in una maniera talmente spettacolare da lasciare un segno indelebile nell’album dei nostri ricordi e raggiungere il punto di arrivo odierno seguendo un percorso che prima avrebbe richiesto almeno un paio di giorni di viaggio. Quasi a fine giornata, a soli 15 chilometri da Tinerhir, nostro punto di arrivo di giornata, in fondo ad una valle disseminata di incredibili palmeti e villaggi berberi, si trova la magnifica Valle del Todra, con le sue pareti di roccia calcarea a strapiombo, uno dei canyon più spettacolari del mondo.

 

8.     Sabato 7 novembre, Tinghir- Merzouga km 379

Prima di spingerci oggi in pieno deserto, non possiamo ignorare uno dei maggiori richiami naturistici dell’intero nord Africa. Assolutamente le Gole du Dades viste dall’alto sono uno dei paesaggi più spettacolari, conosciuti, pubblicizzati e fotografati di tutto il paese. La valle omonima si snoda attraverso campi di mandorli e fichi, alcune fantastiche formazioni rocciose e diverse imponenti casbah e ksar. Il punto più spettacolare è dove la gola si stringe ed il fiume scorre accanto alla strada. Un paio di chilometri più avanti, la strada si addentra nel canyon principale con una serie di tornanti in salita per poi ritornare pianeggiante, all’altezza di un balcone naturale dove è sorto un ristorantino. Siamo probabilmente in uno dei punti più panoramici, affascinanti e fotogenici dell’intero tragitto, sicuramente il più pubblicizzato dell’intero paese. Volendo, si potrà raggiungere il bellissimo villaggio berbero di Tamtattouchte, a 42 chilometri dalla Gola di Dadès Proseguendo l’itinerario si spingerà verso il confine con l’Algeria, anche se indistinguibile in un paesaggio uniforme. Una distesa di dune che si estende a vista d’occhio, un orizzonte che può sembrare irraggiungibile, ma che oggi appare alla portata delle nostre ruote. Merzouga è il punto di partenza ideale per vivere il trekking nel deserto. Questa città a sud del Marocco, non lontana dal confine con l’Algeria, non ha monumenti o edifici storici di rilievo, ma è una delle più visitate del paese poi che da qui partono i tour a piedi, in cammello o in fuoristrada verso le grandi dune dell’Erg Chebbi. Per chi vuole provare l’esperienza, forse poco autentica, ma sicuramente suggestiva, possibilità anche per noi, seppur breve, di arrivare al campo tendato a dorso di cammello, per poi sederci per una cena conviviale, tutti assieme riuniti sotto le stelle mangiando dallo stesso piatto, alla maniera delle popolazioni locali.

 

9.     Domenica 8 novembre, Merzouga- Zagora km 340

Due oasi da unire nel nostro percorso di giornata. Da Merzouga verso Zagora, un altro must turistico di questo sorprendente Marocco, un’altra valle, attraversata dal Draa il fiume più grande del paese che in questo lembo di terra, custodisce villaggi berberi, dune di sabbia, lussureggianti pianure, montagne innevate e palmeti. Questa valle è una delle principali attrazioni turistiche del Marocco. Ma prima ci attende il deserto che separa le due valli, percorreremo una strada asfaltata in completa solitudine. La N17 taglia in due il deserto, una lama di asfalto che si spinge in direzione sud ovest fino ad intersecare la R108, che ci condurre all’arrivo di giornata.

 

10.  Lunedì 9 novembre, Zagora- Ouarzazate km 267

Zagora è situata in posizione baricentrica nella magica Valle del Dràa, tra il Jebel Sarhro e le montagne dell’Anti Atlante, racchiude un paesaggio sorprendente e numerosi villaggi fortificati, i Ksour, circondati da palmeti. Queste piccole città-stato si susseguono per oltre 200 chilometri e sono edificate all’interno di mura perimetrali che un tempo servivano a difendersi dai nomadi del deserto. Ce ne siamo resi conto già ieri. Oggi si prosegue in direzione sud ovest sempre sulla N17 che incrociamo nuovamente appena furi dalla città. Ci spingiamo verso l’ignoto, in apparenza!! Cambiamo repentemente direzione, una strada asfaltata di fresco, la B111 ci spinge adesso verso nord, in un paesaggio irreale alla volta di Foum-Zguid, poi la P1507 da Tazenakht, puntiamo ora a nord est, ci condurrà a Ouarzazate, Famosa per la sua fiorente industria cinematografica, si trova alle porte della vasta distesa di sabbia che si estende interrottamente per centinaia di chilometri e che ormai conosciamo bene!! 

 

11.  Martedì 10 novembre Ouarzazate- Marrakech km 211

Tappa breve, il deserto è ormai alle nostre spalle e le montagne cominciano a stagliarsi in lontananza, prima di scalare l’imponente Tizi n’ Tichka, obbligatoria la deviazione verso Ait Benhaddou che ospita una delle Kasbah più esotiche e meglio conservate di tutto l’Atlante. La cosa non sorprende quando si scopre che sono stati investiti ingenti somme di denaro per trasformarla in un set cinematografico di almeno una ventina di film. Comunque, la visita ci darà la possibilità di percorrere l’antica via carovaniera fino Telouet. Un percorso suggestivo fino ad incrociare nuovamente la principale che ci condurrà al passo. Scendendo il paesaggio da brullo acquista il caratteristico manto fatto di un verde accecante. Il Tizi n’ Tichka è più alto del Tizi-n-Test, che affronteremo l’indomani, meno inquietante, ma certamente spettacolare nella sua diversità. La Medina di Marrakech è il cuore geografico e spirituale della città rossa: quasi al centro del Marocco, a 580 chilometri a sud di Tangeri, a 327 chilometri a sudovest di Rabat e a 246 chilometri a nordest di Agadir.

 

12.  Mercoledì 11 novembre, Marrakech- Taroudant km 225

Lasciamo il traffico caotico della Città Rossa, puntiamo a sud, la meta saranno quelle montagne ben visibili in lontananza. Giornata interamente dedicata ad una strada sola, ma in tanta trance agonistica, troveremo il tempo di visitare la Moschea di Tin Mal, una delle rarissime aperte ai non musulmani e concederci una sosta nella cittadina di Ouirgane. Circa 50 chilometri e la strada ci catapulta verso il Tizi-n-Test, 2092 metri di altitudine, vertiginoso passaggio lungo le antiche rotte commerciali da dove ammireremo panorami sensazionali. Prepariamoci allo straordinario!! Rappresenta senza dubbio uno dei passi più spettacolari, tortuosi e pericolosi del paese che porta al di là dell’Alto Atlante, consentendo di raggiungere Taroudant, sotto ogni aspetto una tradizionale città mercato berbera, cinta da magnifiche mura di fango rosse con lo sfondo delle cime innevate dell’Alto Atlante. Ci fermeremo qui.

 

13.  Giovedì 12 novembre, - Taroudant- Rabat km 560

Lungo trasferimento, il viaggio volge al termine, ed oggi bisogna accelerare per non andare in affanno domani, il percorso sarà quasi tutto autostradale. A parziale rimedio, la meta di giornata sarà Rabat, capitale del Marocco, una città culturale ricca di storia e che nel programma inziale non era inclusa. Molti capolavori decorano le sue strade e le sue piazze. Da non perdere la Kasbah des Oudayas: una silhouette maestosa e formidabile ammorbidita dai giardini circostanti. Non lontano dalle mura si ergono le mura della Chellah, una necropoli dell'epoca dei Merinidi. Attraversare le mura è come entrare in un altro mondo: si cammina tra antiche vestigia, tra giardini e cicogne. Sorprendenti la Muraglia degli Andalusi che protegge la zona meridionale della Medina, costruita nel 1600 in argilla, e la città vecchia, più schematica rispetto alle altre Medine, dove la rue Souika, che conduce alla Grande Moschea e al souq di calzature di Es Sebat, è il centro nevralgico.

 

14.  Venerdì 13 novembre, Rabat- Assillah, km 219

Il sacrificio autostradale di ieri, ripaga oggi, una tappa tranquilla di fine viaggio dove siamo riusciti perfino ad includere a fine giornata l’ultima perla, Assilah, inaspettata sorpresa di questo viaggio!! Probabilmente costruita dai fenici come porto commerciale intorno al 1500 a.C., la sua città fortificata, fu la casa di diversi conquistatori e pirati. Dall’aspetto di una tipica città in un’isola greca del mar Egeo, Asilah è una splendida località turistica dagli edifici bianchi. La sera ci concederemo il tempo di ammirare i bastioni portoghesi del XIV secolo, le antiche porte, le stradine fiorite della Medina e i suoi edifici in stile islamico e andaluso.

 

15.  Sabato 14 novembre, Assillah- traghetto- Siviglia, riconsegna dei mezzi km 269

Siamo al termine delle nostre peripezie in terra d’Africa. Solo una cinquantina di chilometri scarsi o poco più ci separano dal punto di imbarco, ma ce la prenderemo con calma arrivando a Tangeri seguendo la costa. Si rientra in Europa via nave e non potrebbe essere altrimenti. Allo sbarco, rapido trasferimento su Siviglia per la riconsegna dei mezzi. Per chi non ha l’aereo di rientro in Italia, il viaggio l’indomani riprende verso casa!! 

 

16.  Domenica 15 novembre, rientro in Italia

La mattina, trasferimento in aeroporto per il volo di ritorno in Italia.






































05 settembre 2026

2026, ritorno in Trinacria

Dall’1 all’11 ottobre 

10 giorni, 9 notti, km 1961


Un'incontro con amici clienti agli inizi di agosto è stato il detonatore di questo ennesimo progetto Trinacria agli inizi di ottobre. Un'occasione per ripetere l'ultima esperienza di due anni fa con pochissime variazioni.


Un’isola di spiriti, di profumi e di sensazioni, dove si accumula un troppo di tutto. E con questa ricchezza che, anche questa volta dovremo fare i conti, per esserne all’altezza e poi saperla usare con grazia, fantasia ed inventiva. Dobbiamo creare l’incanto. Potrebbe sembrare complicato, ma questa splendida isola, il polmone del Mediterraneo, viene sempre in soccorso. Itinerario rivoluzionario, un mix delle esperienze precedenti, anche per chi ha viaggiato con noi a queste latitudini più e più volte........
Perché sei venuto in Sicilia? 
Per l’incanto promesso. 
Perché torni in Sicilia? 
Perché sono stato incantato. 
Speriamo sia così anche questa volta, ma siamo davvero fiduciosi!!


TAPPE:

Giovedì 1° ottobre, traghetto

Venerdì 2 ottobre, Palermo- San Vito Lo Capo km 179

Sabato 3 ottobre, San Vito Lo Capo - Marsala, km 78

Domenica 4 ottobre, Marsala- Palermo km 231

Lunedì 5 ottobre, Palermo – Portopalo km 213

Martedì 6 ottobre, Portopalo- Agira km 225

Mercoledì 7 ottobre, Agira- Donnalucata km 248

Giovedì 8 ottobre, Donnalucata- Catania km 214

Venerdì 9 ottobre, Catania- Caprileone km 257

Sabato 10 ottobre, Caprileone- Palermo, traghetto km 306

Domenica 11 ottobre, sbarco e rientro in sede



                                                           2026, Ritorno in Trinacria

Dall’1 all’11 ottobre, 10 giorni, 9 notti, km 1961

 

“La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo……ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un’estremità all’altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura”

Guy De Maupassant

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO:

 

1  giovedì I ottobre, traghetto

Il nostro viaggio avrà inizio con l’imbarco da Napoli o da Civitavecchia, la sera del giovedì per raggiungere alle prime luci dell’alba Palermo.

 

2  venerdì 2 ottobre, Palermo- San Vito Lo Capo km 179

Allo sbarco, ci aspetta una delle nostre solite giornate, la prima di questo viaggio, e come non iniziare nella solita maniera?? Ci attendono gli amici del Bar Pasticceria Sampolo, per assaggiare i loro rinomati cannoli. Una volta appagati i sensi, saliremo sul monte Pellegrino, che ospita il Santuario di Santa Rosalia e da cui si gode un panorama mozzafiato sulla città e sulla baia di Mondello, che raggiungeremo subito dopo. Qui accederemo ad un’area privata, ingresso a pagamento, che permette di raggiungere Capo Gallo, nella riserva naturale omonima. Ma è ora di mettersi in marcia, lo faremo seguendo la ss113, che segue la costa lambendo piccoli borghi, come Sferracavallo con il suo caratteristico porticciolo, o Isola delle Femmine. La statale ci accompagnerà fino all’ingresso di Castellamare del Golfo, prima di affrontare i pochi chilometri che ci separano dall’antico borgo di Scopello, ormai rivalutato grazie alla sua vicinanza con la Riserva Naturale dello Zingaro. La tonnara, davvero splendida, merita una sosta almeno per una foto. L’arrivo di giornata è previsto a San Vito Lo Capo, non prima di aver scalato il Monte Erice, dove si annida uno dei borghi più caratteristici dell’isola. Si sale, breve sosta, si scende e si arriva alla meta di giornata e la sua spiaggia di sabbia bianca, una nostra vecchia conoscenza e, come ormai abitudine, ad attenderci l’immancabile cena a base di couscous in uno dei nostri ristoranti preferiti.

 

3  sabato 3 ottobre, San Vito Lo Capo- Marsala, km 78

Tappa breve, la giornata sarà dedicata quasi interamente a Marsala, una new entry negli arrivi di tappa, inserita solo nell’ultimo viaggio. Ricca di storia, Marsala viene ricordata per lo sbarco dei mille che qui avvenne l’11 maggio 1860, ma è soprattutto famosa per la produzione di vini. Naturalmente c’è anche dell’altro e ci se ne accorge passeggiando tra le vie del suo centro storico. Immancabile ma alquanto prevedibile, ci dedicheremo ad un approfondimento enologico, con La visita guidata all’interno delle Cantine Pellegrino, per vivere un’esperienza diversificata e multisensoriale rivolta non solo agli appassionati di vino, ma a quanti sono desiderosi di trascorrere un momento di piacere in un ambiente ricco di contenuti di tipo culturale, artistico, storico ed enogastronomico. Il percorso di visita, parte dall’Ouverture e prosegue attraverso le monumentali sale delle Cantine Storiche, tra più di mille tini, botti e barrique e spazi dedicati a preziosi tesori e collezioni private. All’interno delle Cantine sono infatti custoditi importanti reperti archeologici risalenti all’età punica, un museo del carretto siciliano, un museo del mastro bottaio, i calchi in gesso della Nave Punica del 241 a. C., l’archivio storico della corrispondenza delle famiglie inglesi Ingham-Whitaker e la galleria dei poster storici Pellegrino. Inevitabile la degustazione a fine visita. Pomeriggio a disposizione concedere qualche attenzione a questa interessante cittadina che ci ospita. Consigliata la visita del Baglio Anselmi, oggi sede del Museo archeologico regionale ma fino al secolo scorso utilizzato, tanto per cambiare, come stabilimento vinicolo. È parte del Parco Archeologico di Lilibeo. Nel 1986 fu scelto per l’esposizione e la conservazione del relitto di una nave punica e dei numerosi reperti archeologici datati II e I secolo a.C. fino al I d.C., e di una straordinaria collezione di anfore che indicano la fiorente attività commerciale in questo mare. Per concludere alla nostra maniera, la sera saremo ospiti a cena in una trattoria a gestione familiare, inaugurata nel 1968, un’istituzione cittadina dove degustare un piatto, soprattutto se antico e dalle origini profonde, significa toccare con ‘palato’ le vecchie tradizioni genuine.

 

4  domenica 4 ottobre, Marsala- Palermo km 231

Di nuovo per strada, seguendo un itinerario illogico, una ciclabile che parrebbe aperta al traffico, ma che lascia non pochi dubbi, travolti dal paesaggio che costeggia e si immerge nelle saline a nord di Marsala. Poi improvvisamente il percorso prende una direzione inaspettata: stiamo tornando verso est, dal punto in cui, due giorni prima siamo sbarcati?? Possibile?? Va bene, stavolta non abbiamo scuse, siamo stati scoperti……ma se vi dicessimo che sarà una giornata sorprendente percorrendo strade dimenticate, spesso chiuse alla circolazione, con un traffico quasi inesistente?? Un fascino visivo che il Verga così definiva: “campi immensi, dove scoppiettava solo il canto dei grilli, quando il sole batteva a piombo” e che può offrire, colori ed atmosfere da stordire anche i più irriducibili macinatori di chilometri. Panorami infiniti per concludere le nostre fatiche dove siamo sbarcati non più di due giorni fa. Una scelta in apparenza senza senso, ma che da un senso alla tappa di domani, e di questo ne discuteremo domani a fine giornata!!

 

5  lunedì 5 ottobre, Palermo- Portopalo km 213

La meta di giornata è un altro must, avremmo voluto cambiarlo per creare un itinerario letteralmente rivoluzionario già la volta precedente, un paio di anni fa, ma da parte degli affezionati, ci fu una specie di insurrezione gastronomica, cosa che in fin dei conti non ci dispiacque affatto!!!! Quest’anno non abbiamo neanche tentato, anche perché la scelta viaria che si frappone tra noi ed il punto di arrivo a suo tempo ci ha letteralmente entusiasmato in fase di ricognizione. Si potrebbe dire che ci siamo sfogati sull’itinerario. Strade desolate, solitarie, alcune chiuse al traffico, che rappresentano l’anima di questa terra, che spingono la vista a perdita d’occhio. No, qui decisamente non passa molta gente: le nostre strade, quelle che danno un senso ad un viaggio! L’interno della Sicilia è famoso per i paesi balcone, piogge di case arroccate su speroni rocciosi, da cui “franano” verso il basso e che scenograficamente dominano il paesaggio circostante. Prizzi è la sorpresa che non ti aspetti, il paese balcone per eccellenza. Arriveremo in maniera vigliacca, alle sue spalle, sorprendendo un po' tutti, compreso noi!! Riusciremo ad uscire dal labirinto viario una volta entrati nel dedalo di viuzze del suo nucleo abitativo?? Ma il cuore pulsante della Sicilia ha in serbo ancora sorprese per questa giornata, fatte di panorami sconfinati, sorprendenti ed inaspettati, che scopriremo semplicemente, guidando per strade desolate fino alla meta di giornata. Alla fine, raggiungeremo Porto Palo di Menfi per una memorabile serata con cena a base di pesce fresco e un risveglio con una colazione vista mare.

 

6  martedì 6 ottobre, Portopalo- Agira km 225

Di nuovo in viaggio, dirigendoci verso Sciacca, per una statale, la 79, ormai dimenticata dai più, ma a cui noi siamo particolarmente affezionati. Poi, una volta imboccate strade più scorrevoli, raggiungeremo la “Città dei templi”. Facoltativa la visita guidata alla Valle dei Templi di Agrigento dichiarata dall'Unesco nel 1997 patrimonio dell'umanità. Il percorso archeologico è un viaggio nel tempo alla scoperta dei resti delle gloriose civiltà del passato. Nuovamente in sella, e dopo aver sostato in un ristorante di pesce a San Leone, riprenderemo la strada, spingendoci all’interno. Enna è il balcone di Sicilia, a voi i confronti con la suggestiva Prizzi. Ci arriveremo per le solite strade desolate, solitarie e suggestive e da qui ci spingeremo verso est, con l’Etna che inizia a dominare l’ambiente ed i panorami fino al punto previsto per la sosta. Una piccola perla scoperta un paio di anni fa in ricognizione, una delle tante perlustrazioni necessarie in questa terra splendida che offre sorprese ad ogni esperienza, con “il Gigante” a vista che domina il paesaggio circostante, un albergo diffuso e cucina di livello, tutto gestito da giovani imprenditori locali, rientrati dopo esperienze al di fuori della realtà siciliana, nel tentativo di dare lustro alla loro terra di origine.

 

7  mercoledì 7 ottobre, Agira- Donnalucata km 248

Oggi ci si spinge decisamente verso sud, il fine tappa sarà un’altra sorpresa. Iniziamo la nostra giornata salendo verso Centuripe per strade spettacolari. Il piccolo borgo è rinomato per la straordinaria vista panoramica sull’Etna e per la sua particolare pianta urbanistica che, vista dall’alto, può ricordare la forma di un uomo disteso o di una stella marina. Poi Piazza Armerina, famosa per la sua Villa Romana del Casale, sito UNESCO, considerata una tra le più prestigiose testimonianze monumentali del periodo tardo antico nel Mediterraneo, e Caltagirone conosciuta nel mondo per la produzione artigianale della ceramica. Da non perdere una passeggiata tra le stradine della città animate da numerosi negozietti in cui sono esposti i prodotti tipici di questa antica arte: mattonelle, candelieri, fischietti, piatti, albarelli, vasi.  Ma merita sicuramente particolari attenzioni la scenografica scalinata: cento quarantadue gradini che collegano la città alta a quella bassa. La scala fu costruita nel ‘600 e nel 1954 le alzate di ogni gradino furono rivestite con mattonelle in maiolica, in un tripudio di motivi geometrici. Finiremo la nostra corsa a Donnalucata, in riva al mare, un’altra new entry, piccolo borgo con l’ennesima sorpresa culinaria di questo giro.

 

8  giovedì 8 ottobre, Donnalucata- Catania km 214

Il viaggio riprende nella provincia di Ragusa per dedicare le nostre attenzioni a due tra le più pittoresche città di tutta la Sicilia: Scicli e Modica. Suggerita una sosta all’Antica Cioccolateria Bonajuto che affonda le sue origini nel 1880. Continuiamo verso la costa su strade solitarie, incrociando le Cave D’Ispica, complesso archeologico che si trova in una vallata fluviale che per 13 chilometri incide l'altopiano ibleo, tra le città di Modica e Ispica. Raggiungeremo Portopalo di Capo Passero, estremità più a sud della Sicilia, con l’isola delle correnti e la splendida tonnara appena usciti dal paese. Proseguendo incontreremo il pittoresco porticciolo di Marzamemi, antica tonnara e borgo peschereccio, cercando di arrivare per ora di pranzo per sederci ai tavoli di uno dei ristoranti che si affacciano sulla splendida piazza Regina Margherita, ormai presa d’assalto da orde di turisti che qui arrivano per ammirare tanta bellezza. Si prosegue poi per arrivare a Noto, piccolo gioiello barocco, arroccato su un altopiano che domina la valle dell'Asinaro, coperta di agrumi, dove ci concederemo una sosta per una visita. Il tardo pomeriggio sarà dedicato alla Città di Catania, con una visita guidata al centro storico il cui barocco è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Al termine, cena in un’osteria tipica situata nel mercato del pesce, per un’altra esperienza gastronomica, l’ennesima, aggiungeremmo!!

   

9  venerdì 9 ottobre, Catania- Caprileone km 257

Ci rimettiamo in viaggio, dirigendoci speditamente verso l’Etna, che domina incontrastato il panorama, la montagna dove fuoco, acqua e luce s’incontrano, si fondono, intrecciandosi per donare uno spettacolo unico. Qui la natura offre dei paesaggi incontaminati e strade incredibilmente scenografiche, racchiusi nel Parco dell’Etna istituito nel 1987, primo in Sicilia. Ci dirigiamo verso Nicolosi e iniziamo a percorrere la spettacolare strada per salire al rifugio Sapienza, il punto di partenza per le escursioni al cratere del più alto vulcano attivo d’Europa (3.340 m.). Aggireremo il gigante nero dal lato est per una tappa che offrirà per gran parte della giornata strade spettacolari, anche percorrendo i Monti Peloritani, prepariamoci allo straordinario!! La ss185, la strada statale di Sella dei Mandrazzi, è a nostro modesto parere, una delle regine del percorso. Ma l’arrivo è ancora distante e dopo tanto spettacolo viario, ecco un’altra fetta di Sicilia, sconosciuta ai più, che ci consentirà di giungere a Capri Leone, dove ci attende un’altra esperienza culinaria degna di nota, una vera sorpresa in attesa di acquisizione stellata, ma a noi va bene già così.

 

10  sabato 10 ottobre, Caprileone- Palermo km 306

L’ultima tappa, la più lunga del viaggio, ma vedrete che sorprese! A dire il vero, si inizierà in maniera banale, per strade secondarie, complicate, raggiungeremo la ss113 settentrionale Sicula, qualche decina di chilometri per poi infilarci nuovamente nel cuore dei Nebrodi. Una sconosciuta provinciale che alla fine di un’interminabile serie di curve, dovrà congiungersi con un'altra statale mitica, quella dell’Etna e delle Madonie. Per lunghi tratti guideremo sul percorso della Targa Florio. Altra giornata indimenticabile, arriveremo, piomberemo, rende meglio l’idea, su Termini Imerese, e saremo ormai in dirittura di arrivo. Ma troveremo il tempo per il caffè a Porticello e l’immancabile escursione a Capo Zafferano. 10 giorni fa abbiamo iniziato il nostro peregrinare isolano da Capo Gallo, per finire ad un altro promontorio, in mezzo la baia di Palermo. È davvero finita, l’imbarco per il continente in serata.

 

11  domenica 11 ottobre, sbarco

In mattinata, sbarco e rientro in sede.