05 settembre 2026

2026, ritorno in Trinacria

Un'incontro con amici clienti agli inizi di agosto è stato il detonatore di questo ennesimo progetto Trinacria agli inizi di ottobre. Un'occasione per ripetere l'ultima esperienza di due anni fa con pochissime variazioni.


Un’isola di spiriti, di profumi e di sensazioni, dove si accumula un troppo di tutto. E con questa ricchezza che, anche questa volta dovremo fare i conti, per esserne all’altezza e poi saperla usare con grazia, fantasia ed inventiva. Dobbiamo creare l’incanto. Potrebbe sembrare complicato, ma questa splendida isola, il polmone del Mediterraneo, viene sempre in soccorso. Itinerario rivoluzionario, un mix delle esperienze precedenti, anche per chi ha viaggiato con noi a queste latitudini più e più volte........
Perché sei venuto in Sicilia? 
Per l’incanto promesso. 
Perché torni in Sicilia? 
Perché sono stato incantato. 
Speriamo sia così anche questa volta, ma siamo davvero fiduciosi!!


TAPPE:

Giovedì 1° ottobre, traghetto

Venerdì 2 ottobre, Palermo- San Vito Lo Capo km 179

Sabato 3 ottobre, San Vito Lo Capo - Marsala, km 78

Domenica 4 ottobre, Marsala- Palermo km 231

Lunedì 5 ottobre, Palermo – Portopalo km 213

Martedì 6 ottobre, Portopalo- Agira km 225

Mercoledì 7 ottobre, Agira- Donnalucata km 248

Giovedì 8 ottobre, Donnalucata- Catania km 214

Venerdì 9 ottobre, Catania- Caprileone km 257

Sabato 10 ottobre, Caprileone- Palermo, traghetto km 306

Domenica 11 ottobre, sbarco e rientro in sede



                                                           2026, Ritorno in Trinacria

Dall’1 all’11 ottobre, 10 giorni, 9 notti, km 1961

 

“La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo……ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un’estremità all’altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura”

Guy De Maupassant

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO:

 

1  giovedì I ottobre, traghetto

Il nostro viaggio avrà inizio con l’imbarco da Napoli o da Civitavecchia, la sera del giovedì per raggiungere alle prime luci dell’alba Palermo.

 

2  venerdì 2 ottobre, Palermo- San Vito Lo Capo km 179

Allo sbarco, ci aspetta una delle nostre solite giornate, la prima di questo viaggio, e come non iniziare nella solita maniera?? Ci attendono gli amici del Bar Pasticceria Sampolo, per assaggiare i loro rinomati cannoli. Una volta appagati i sensi, saliremo sul monte Pellegrino, che ospita il Santuario di Santa Rosalia e da cui si gode un panorama mozzafiato sulla città e sulla baia di Mondello, che raggiungeremo subito dopo. Qui accederemo ad un’area privata, ingresso a pagamento, che permette di raggiungere Capo Gallo, nella riserva naturale omonima. Ma è ora di mettersi in marcia, lo faremo seguendo la ss113, che segue la costa lambendo piccoli borghi, come Sferracavallo con il suo caratteristico porticciolo, o Isola delle Femmine. La statale ci accompagnerà fino all’ingresso di Castellamare del Golfo, prima di affrontare i pochi chilometri che ci separano dall’antico borgo di Scopello, ormai rivalutato grazie alla sua vicinanza con la Riserva Naturale dello Zingaro. La tonnara, davvero splendida, merita una sosta almeno per una foto. L’arrivo di giornata è previsto a San Vito Lo Capo, non prima di aver scalato il Monte Erice, dove si annida uno dei borghi più caratteristici dell’isola. Si sale, breve sosta, si scende e si arriva alla meta di giornata e la sua spiaggia di sabbia bianca, una nostra vecchia conoscenza e, come ormai abitudine, ad attenderci l’immancabile cena a base di couscous in uno dei nostri ristoranti preferiti.

 

3  sabato 3 ottobre, San Vito Lo Capo- Marsala, km 78

Tappa breve, la giornata sarà dedicata quasi interamente a Marsala, una new entry negli arrivi di tappa, inserita solo nell’ultimo viaggio. Ricca di storia, Marsala viene ricordata per lo sbarco dei mille che qui avvenne l’11 maggio 1860, ma è soprattutto famosa per la produzione di vini. Naturalmente c’è anche dell’altro e ci se ne accorge passeggiando tra le vie del suo centro storico. Immancabile ma alquanto prevedibile, ci dedicheremo ad un approfondimento enologico, con La visita guidata all’interno delle Cantine Pellegrino, per vivere un’esperienza diversificata e multisensoriale rivolta non solo agli appassionati di vino, ma a quanti sono desiderosi di trascorrere un momento di piacere in un ambiente ricco di contenuti di tipo culturale, artistico, storico ed enogastronomico. Il percorso di visita, parte dall’Ouverture e prosegue attraverso le monumentali sale delle Cantine Storiche, tra più di mille tini, botti e barrique e spazi dedicati a preziosi tesori e collezioni private. All’interno delle Cantine sono infatti custoditi importanti reperti archeologici risalenti all’età punica, un museo del carretto siciliano, un museo del mastro bottaio, i calchi in gesso della Nave Punica del 241 a. C., l’archivio storico della corrispondenza delle famiglie inglesi Ingham-Whitaker e la galleria dei poster storici Pellegrino. Inevitabile la degustazione a fine visita. Pomeriggio a disposizione concedere qualche attenzione a questa interessante cittadina che ci ospita. Consigliata la visita del Baglio Anselmi, oggi sede del Museo archeologico regionale ma fino al secolo scorso utilizzato, tanto per cambiare, come stabilimento vinicolo. È parte del Parco Archeologico di Lilibeo. Nel 1986 fu scelto per l’esposizione e la conservazione del relitto di una nave punica e dei numerosi reperti archeologici datati II e I secolo a.C. fino al I d.C., e di una straordinaria collezione di anfore che indicano la fiorente attività commerciale in questo mare. Per concludere alla nostra maniera, la sera saremo ospiti a cena in una trattoria a gestione familiare, inaugurata nel 1968, un’istituzione cittadina dove degustare un piatto, soprattutto se antico e dalle origini profonde, significa toccare con ‘palato’ le vecchie tradizioni genuine.

 

4  domenica 4 ottobre, Marsala- Palermo km 231

Di nuovo per strada, seguendo un itinerario illogico, una ciclabile che parrebbe aperta al traffico, ma che lascia non pochi dubbi, travolti dal paesaggio che costeggia e si immerge nelle saline a nord di Marsala. Poi improvvisamente il percorso prende una direzione inaspettata: stiamo tornando verso est, dal punto in cui, due giorni prima siamo sbarcati?? Possibile?? Va bene, stavolta non abbiamo scuse, siamo stati scoperti……ma se vi dicessimo che sarà una giornata sorprendente percorrendo strade dimenticate, spesso chiuse alla circolazione, con un traffico quasi inesistente?? Un fascino visivo che il Verga così definiva: “campi immensi, dove scoppiettava solo il canto dei grilli, quando il sole batteva a piombo” e che può offrire, colori ed atmosfere da stordire anche i più irriducibili macinatori di chilometri. Panorami infiniti per concludere le nostre fatiche dove siamo sbarcati non più di due giorni fa. Una scelta in apparenza senza senso, ma che da un senso alla tappa di domani, e di questo ne discuteremo domani a fine giornata!!

 

5  lunedì 5 ottobre, Palermo- Portopalo km 213

La meta di giornata è un altro must, avremmo voluto cambiarlo per creare un itinerario letteralmente rivoluzionario già la volta precedente, un paio di anni fa, ma da parte degli affezionati, ci fu una specie di insurrezione gastronomica, cosa che in fin dei conti non ci dispiacque affatto!!!! Quest’anno non abbiamo neanche tentato, anche perché la scelta viaria che si frappone tra noi ed il punto di arrivo a suo tempo ci ha letteralmente entusiasmato in fase di ricognizione. Si potrebbe dire che ci siamo sfogati sull’itinerario. Strade desolate, solitarie, alcune chiuse al traffico, che rappresentano l’anima di questa terra, che spingono la vista a perdita d’occhio. No, qui decisamente non passa molta gente: le nostre strade, quelle che danno un senso ad un viaggio! L’interno della Sicilia è famoso per i paesi balcone, piogge di case arroccate su speroni rocciosi, da cui “franano” verso il basso e che scenograficamente dominano il paesaggio circostante. Prizzi è la sorpresa che non ti aspetti, il paese balcone per eccellenza. Arriveremo in maniera vigliacca, alle sue spalle, sorprendendo un po' tutti, compreso noi!! Riusciremo ad uscire dal labirinto viario una volta entrati nel dedalo di viuzze del suo nucleo abitativo?? Ma il cuore pulsante della Sicilia ha in serbo ancora sorprese per questa giornata, fatte di panorami sconfinati, sorprendenti ed inaspettati, che scopriremo semplicemente, guidando per strade desolate fino alla meta di giornata. Alla fine, raggiungeremo Porto Palo di Menfi per una memorabile serata con cena a base di pesce fresco e un risveglio con una colazione vista mare.

 

6  martedì 6 ottobre, Portopalo- Agira km 225

Di nuovo in viaggio, dirigendoci verso Sciacca, per una statale, la 79, ormai dimenticata dai più, ma a cui noi siamo particolarmente affezionati. Poi, una volta imboccate strade più scorrevoli, raggiungeremo la “Città dei templi”. Facoltativa la visita guidata alla Valle dei Templi di Agrigento dichiarata dall'Unesco nel 1997 patrimonio dell'umanità. Il percorso archeologico è un viaggio nel tempo alla scoperta dei resti delle gloriose civiltà del passato. Nuovamente in sella, e dopo aver sostato in un ristorante di pesce a San Leone, riprenderemo la strada, spingendoci all’interno. Enna è il balcone di Sicilia, a voi i confronti con la suggestiva Prizzi. Ci arriveremo per le solite strade desolate, solitarie e suggestive e da qui ci spingeremo verso est, con l’Etna che inizia a dominare l’ambiente ed i panorami fino al punto previsto per la sosta. Una piccola perla scoperta un paio di anni fa in ricognizione, una delle tante perlustrazioni necessarie in questa terra splendida che offre sorprese ad ogni esperienza, con “il Gigante” a vista che domina il paesaggio circostante, un albergo diffuso e cucina di livello, tutto gestito da giovani imprenditori locali, rientrati dopo esperienze al di fuori della realtà siciliana, nel tentativo di dare lustro alla loro terra di origine.

 

7  mercoledì 7 ottobre, Agira- Donnalucata km 248

Oggi ci si spinge decisamente verso sud, il fine tappa sarà un’altra sorpresa. Iniziamo la nostra giornata salendo verso Centuripe per strade spettacolari. Il piccolo borgo è rinomato per la straordinaria vista panoramica sull’Etna e per la sua particolare pianta urbanistica che, vista dall’alto, può ricordare la forma di un uomo disteso o di una stella marina. Poi Piazza Armerina, famosa per la sua Villa Romana del Casale, sito UNESCO, considerata una tra le più prestigiose testimonianze monumentali del periodo tardo antico nel Mediterraneo, e Caltagirone conosciuta nel mondo per la produzione artigianale della ceramica. Da non perdere una passeggiata tra le stradine della città animate da numerosi negozietti in cui sono esposti i prodotti tipici di questa antica arte: mattonelle, candelieri, fischietti, piatti, albarelli, vasi.  Ma merita sicuramente particolari attenzioni la scenografica scalinata: cento quarantadue gradini che collegano la città alta a quella bassa. La scala fu costruita nel ‘600 e nel 1954 le alzate di ogni gradino furono rivestite con mattonelle in maiolica, in un tripudio di motivi geometrici. Finiremo la nostra corsa a Donnalucata, in riva al mare, un’altra new entry, piccolo borgo con l’ennesima sorpresa culinaria di questo giro.

 

8  giovedì 8 ottobre, Donnalucata- Catania km 214

Il viaggio riprende nella provincia di Ragusa per dedicare le nostre attenzioni a due tra le più pittoresche città di tutta la Sicilia: Scicli e Modica. Suggerita una sosta all’Antica Cioccolateria Bonajuto che affonda le sue origini nel 1880. Continuiamo verso la costa su strade solitarie, incrociando le Cave D’Ispica, complesso archeologico che si trova in una vallata fluviale che per 13 chilometri incide l'altopiano ibleo, tra le città di Modica e Ispica. Raggiungeremo Portopalo di Capo Passero, estremità più a sud della Sicilia, con l’isola delle correnti e la splendida tonnara appena usciti dal paese. Proseguendo incontreremo il pittoresco porticciolo di Marzamemi, antica tonnara e borgo peschereccio, cercando di arrivare per ora di pranzo per sederci ai tavoli di uno dei ristoranti che si affacciano sulla splendida piazza Regina Margherita, ormai presa d’assalto da orde di turisti che qui arrivano per ammirare tanta bellezza. Si prosegue poi per arrivare a Noto, piccolo gioiello barocco, arroccato su un altopiano che domina la valle dell'Asinaro, coperta di agrumi, dove ci concederemo una sosta per una visita. Il tardo pomeriggio sarà dedicato alla Città di Catania, con una visita guidata al centro storico il cui barocco è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Al termine, cena in un’osteria tipica situata nel mercato del pesce, per un’altra esperienza gastronomica, l’ennesima, aggiungeremmo!!

   

9  venerdì 9 ottobre, Catania- Caprileone km 257

Ci rimettiamo in viaggio, dirigendoci speditamente verso l’Etna, che domina incontrastato il panorama, la montagna dove fuoco, acqua e luce s’incontrano, si fondono, intrecciandosi per donare uno spettacolo unico. Qui la natura offre dei paesaggi incontaminati e strade incredibilmente scenografiche, racchiusi nel Parco dell’Etna istituito nel 1987, primo in Sicilia. Ci dirigiamo verso Nicolosi e iniziamo a percorrere la spettacolare strada per salire al rifugio Sapienza, il punto di partenza per le escursioni al cratere del più alto vulcano attivo d’Europa (3.340 m.). Aggireremo il gigante nero dal lato est per una tappa che offrirà per gran parte della giornata strade spettacolari, anche percorrendo i Monti Peloritani, prepariamoci allo straordinario!! La ss185, la strada statale di Sella dei Mandrazzi, è a nostro modesto parere, una delle regine del percorso. Ma l’arrivo è ancora distante e dopo tanto spettacolo viario, ecco un’altra fetta di Sicilia, sconosciuta ai più, che ci consentirà di giungere a Capri Leone, dove ci attende un’altra esperienza culinaria degna di nota, una vera sorpresa in attesa di acquisizione stellata, ma a noi va bene già così.

 

10  sabato 10 ottobre, Caprileone- Palermo km 306

L’ultima tappa, la più lunga del viaggio, ma vedrete che sorprese! A dire il vero, si inizierà in maniera banale, per strade secondarie, complicate, raggiungeremo la ss113 settentrionale Sicula, qualche decina di chilometri per poi infilarci nuovamente nel cuore dei Nebrodi. Una sconosciuta provinciale che alla fine di un’interminabile serie di curve, dovrà congiungersi con un'altra statale mitica, quella dell’Etna e delle Madonie. Per lunghi tratti guideremo sul percorso della Targa Florio. Altra giornata indimenticabile, arriveremo, piomberemo, rende meglio l’idea, su Termini Imerese, e saremo ormai in dirittura di arrivo. Ma troveremo il tempo per il caffè a Porticello e l’immancabile escursione a Capo Zafferano. 10 giorni fa abbiamo iniziato il nostro peregrinare isolano da Capo Gallo, per finire ad un altro promontorio, in mezzo la baia di Palermo. È davvero finita, l’imbarco per il continente in serata.

 

11  domenica 11 ottobre, sbarco

In mattinata, sbarco e rientro in sede.

















09 maggio 2026

A ritmo di Carrese 2026, le foto, il video

 


                                                                        LA CARRESE

Profondamente radicata nella popolazione, la Corsa dei Carri ha origini antichissime e rappresenta uno degli eventi più cari ed attesi dalla popolazione basso-molisana. Secondo alcuni la prima edizione risalirebbe al 1728. La leggenda narra che i signori di San Martino e degli altri paesi vicini andarono a caccia verso il mare fra le boscaglie dove anticamente sorgeva la antica e nobile Cliternia e, più tardi, il Monastero di San Felice. Qui ad un tratto i cavalli si inginocchiarono senza volersi più muovere e i Signori, scavando, trovarono il corpo di San Leo, famoso Santo monaco benedettino. Ogni Signore si contendeva la paternità del ritrovamento per poterlo portare nel proprio feudo, tanto da venire quasi alle armi.  Affidandosi alla decisione del Vescovo di Larino, misero il corpo su un carro trainato da buoi che, lasciato libero a sé stesso e alla volontà del Santo, scelse alla fine di fermarsi a San Martino. Così da secoli, ogni anno, verso la metà di marzo, iniziano gli allenamenti dei buoi, dei cavalli e dei cavalieri, che continuano fino al giorno della corsa, il 30 aprile. La Carrese vede contrapposte due fazioni. Accanto ai due carri scendono in campo cavalieri che spingono i carri con bastoni, per agevolare la corsa dei buoi. Come presso altri comuni della fascia costiera molisana e pugliese, la Carrese ha come protagonisti i cavalieri, i buoi, i carri e due partiti contrassegnati dai rispettivi colori: il bianco-celeste per i Giovani ed il giallo-rosso per i Giovanotti. La corsa si svolge su un percorso di 9 chilometri e prende avvio dal tratturo. Il bue rappresenta la forza della natura imprevedibile, che l’uomo tenta di misurare e governare, in una stagione in cui, in tutta la sua forza, la natura si risveglia e si passa dalla staticità invernale alla dinamicità della bella stagione e dei raccolti. Circa a metà percorso avviene il cambio degli animali, caratteristica unica ed assolutamente entusiasmante nelle manifestazioni di questo genere. La gara termina davanti alla chiesa, e il carro vincitore ha l'onore di trasportare in processione il busto di S. Leo il successivo due maggio.

 

 
Un viaggio, in apparenza il solito fine settimana, un format ormai consolidato, una 4 giorni enogastronomica e mototuristica come tante altre, stavolta a due passi da casa, tra Molise ed Abruzzo. In realtà ad uno sguardo attento si noterà che un giorno in più ha dilatato questo tipo di proposta. L’obiettivo, il nucleo portante dell’evento è stato senza dubbio la Carrese, di cui, spero, abbiate letto la breve presentazione in alto. Sento di dover scrivere un preambolo, necessario, esagerato, probabilmente prolisso, come tutte le volte che inizio a far correre le dita sulla tastiera. Dicono che quando i ricordi iniziano ad affacciarsi è difficile chiedere loro di essere brevi, quindi preparatevi!! Scoprii la Carrese nel lontano 1989, approdato a Termoli nella squadra locale che al tempo militava in serie C, per un infortunio patito la stagione precedente, giocando in Liguria e che proprio non riuscivo a risolvere. Il presidente della Pallacanestro Termoli Latte Del Giudice, uomo di rara fiducia e visione, era convinto che anche una mia presenza saltuaria ed a mezzo servizio avrebbe potuto aiutare la squadra a raggiungere la salvezza. Al tempo avevo già amicizie nel piccolo centro molisano, la cittadina mi piaceva da sempre ed accettai volentieri, anche se obiettivamente avevo poche alternative anzi, ad essere sincero nessuna!! La mia società di appartenenza, con l’arrivo di un nuovo allenatore, non voleva saperne di investire in un recupero dalle prospettive incerte ed indefinite per tempi e modi. Come dargli torto, un giocatore difficilissimo da gestire in buona forma, figuriamoci in quelle condizioni fisiche. Che dire, ci sono luoghi che sembrano aspettarti da sempre. Termoli è così. Termoli non ti mette mai a disagio. Ti accoglie piano, senza invadenza. È una città che non crea mezze misure: la ami senza condizioni. Iniziarono così giornate infinite di terapia con Dino che continuava a ripetermi con ostinata sicurezza che il mio ginocchio sarebbe tornato a posto. Mi ricordo che mi diceva “Non ti preoccupare”, ed in seguito me lo disse anche altre volte in situazioni analoghe. Con Basso che mi invitava a casa dove la madre preparava crudi, alici marinate, e quei pranzi che profumano di famiglia, di tempo lento, di Sud autentico. C’erano le serate interminabili, le risate, le chiacchiere senza orologio. C’era la gente che per strada mi fermava soltanto per chiedermi come stesse andando la riabilitazione. I primi cauti allenamenti……........una stagione indimenticabile, un’ambiente eccezionale, un’atmosfera esaltante, un recupero veloce, velocissimo, neanche una partita saltata e forse una delle mie migliori annate cestistiche!! Termoli sempre lì, rilassata, tranquilla, rassicurante, con le conoscenze che si allargavano, diventando a volta amicizie che si estendevano anche a paesi limitrofi, come San Martino. Con questi presupposti e con la salvezza ormai raggiunta in netto anticipo, arrivammo al 30 di aprile.  Tonino, un amico di San Martino in Pensilis, invitò me e Basso a pranzo a casa della madre il giorno della manifestazione. Per mesi avevo sentito parlare di quella corsa. I sammartinesi la raccontavano con emozione, ma anche con una specie di tensione difficile da spiegare. Sembrava qualcosa di molto più profondo di una semplice tradizione. Eppure, io continuavo a pensare: “In fondo sono carri trainati da buoi… che sarà mai?”  A tavola una genuina convivialità ed il solito pranzo da grandi ricorrenze, con gli immancabili torcinelli, involtini con le interiora dell'agnello e la pampanella, a base di carne di maiale, speziata con aglio, peperoncino dolce e cotta al forno. All’ora fatidica, via per tratturi polverosi in sella a moto e scooter per assistere al cambio dei buoi. Una folla straripante. “Che potrà essere mai……” e poi tutto accadde all’improvviso: il rumore la velocità, l’adrenalina, lo stupore……uno shock!! La fase del cambio è la più entusiasmante della corsa, ma le sorprese, come in questo 2026 possono accadere in ogni attimo della gara!! La Carrese non è soltanto una corsa, è appartenenza, è memoria collettiva, è orgoglio tramandato di padre in figlio. Qualcosa che si poteva e si può comprendere davvero solo respirandolo da vicino. Da allora, ogni volta che ho potuto, il 30 aprile sono tornato per assistervi, 3 volte addirittura con gruppi in occasione di viaggi mototuristici. Che anno straordinariamente fortunato quel lontano 1989!! Spero sinceramente che anche i partecipanti di questa edizione abbiano percepito almeno una parte della magia di questa tradizione antica, unica nel suo genere, capace ancora oggi di attraversare le generazioni senza perdere intensità.  Non lo chiederò certamente a Ferdinand, che ha partecipato a tutte e 3 le edizioni fino ad ora organizzate. Per il resto una volta partiti da Termoli e tornati nel nostro ambiente naturale, in sella alle nostre moto, le strade ed i paesaggi di questo angolo di Italia, spesso sottovalutato, ignorato ed a volte sconosciuto ai più ha fatto il resto. E poi, per non farci mancare niente le solite sorprese enogastronomiche che spero abbiano allietato le serate di chi ha partecipato al viaggio. Ma la Carrese………ah, la Carrese!! Una presentazione decisamente lunga, probabilmente inutilmente lunga, ma in fondo non cambia molto e come sempre faccio come mi pare. Seguono i ringraziamenti dovuti, le immancabili foto ed il consueto video inserito stavolta in una posizione differente, prima di queste righe. Ho pensato che, stremati dalla mia valanga di ricordi e dalla logorroica, superflua esposizione, poteste essere migrati altrove prima di arrivare in fondo. Internet permette anche questo. Lo ricordo sempre nella chat di gruppo, ma mi ripeto: il video è in HD ed è possibile vederlo anche sugli schermi televisivi collegati alla rete.
Un grazie a tutti i partecipanti, con alcuni di voi ci vedremo a Creta a fine mese:
 
Renato- Brunella DUCATI DESERT X RALLY
Augusto BMW R 1250 GS ADVENTURE
Fausto YAMAHA TENERE 700
Ferdinand BMW R 1250 GS
Massimo BMW R 1300 GS ADVENTURE
Maurizio HONDA AFRICA TWIN ADVENTURE SPORTS
Pierandrea KTM 890 ADVENTURE
Riccardo BMW R 1250 GS
Roberto BMW R 1300 GS