12 aprile 2026

Svizzera 2026, il parco giochi

Dall’11 al 14 settembre 2026
4 giorni, 3 notti, km 621


Chi visita la Svizzera, scoprirà presto che non c’è itinerario che non preveda il passaggio di più valichi. Noi siamo andati alla ricerca di alcuni di essi fra i più caratteristici e suggestivi, scegliendo quelli che più ci sono piaciuti. La Confederazione Svizzera è, per auto definizione, uno “Stato dei passi”. I colli sono gli sbocchi indispensabili per il flusso vitale del paese. I quattro passi in particolare rappresentano un viaggio nel cuore delle Alpi per rivivere il mito della Posta alpina. Partire alla loro scoperta, questo l’obiettivo, godendosi vedute impareggiabili su imponenti ghiacciai, profonde gole e romantici villaggi. Ci sono delle aree geografiche in Europa, che sembrano appositamente studiate per dare il massimo della soddisfazione di guida, con strade quasi sempre perfette, con buon asfalto, paesaggi e panorami da togliere il fiato. 

Quello dell’itinerario proposto è senza dubbio uno di questi.



Tappe:

  1. Passo dello Spluga, arrivo
  2. Passo dello Spluga- Andermatt, Km 240
  3. Andermatt - Livigno, km 381
  4. Livigno, rientro in sede


 Il parco giochi 

Dall’11 al 14 settembre 2026

4 giorni, 3 notti, km 621

 

Programma:


1.    Passo dello Spluga, arrivo

Uno dei passi alpini più belli dell’arco alpino, dal nostro punto di vista, sarà il punto di partenza di questa affascinante esperienza alpina. L’albergo Vittoria, l’hotel Posta e la sua enoteca ci attendono per iniziare alla grande il viaggio. Per chi ha tempo e voglia, per arrivare in “zona operazioni”, un riscaldamento, per usare un termine ciclistico, è d’obbligo: quindi uscita autostradale Bergamo per affrontare il passo S. Marco e poi, dopo una vera e propria indigestione di curve per oltre 90 chilometri, giusto preludio di quello che ci attenderà nei prossimi giorni, arrivati a Morbegno piegheremo a ovest per dirigerci verso il Passo dello Spluga, punto di partenza del nostro giro. La particolare posizione della Valle ha favorito il passaggio dell’uomo già in epoca preistorica. La piana sulla quale è posto l’abitato di Montespluga ha assunto la denominazione di Piano della Casa poiché nella sua estremità settentrionale sorgeva già anticamente la “Ca’ de la Montagna”, edificio nel quale trovavano riparo viandanti e animali da soma. Il rifugio corrisponde all’attuale albergo “Vittoria”. Come annotava un anonimo del Seicento: “Uomini e giumenti troppo spesso perderebbero la loro vita su questo monte, se non vi fosse questo ricovero”. Qui, quando infuriavano le bufere di neve, come avveniva in tutti gli ospizi alpini, si suonava una campana per orientare i viaggiatori smarriti e per chiamarli a pietoso rifugio durante la tempesta. La sosta alla Ca’, dove pure era in funzione un’osteria, rappresentava anche un momento di scambio di merci tra i mercanti di Val del Reno e Valle Spluga. Qui sostava anche la corriera di Lindau che dal 1823 collegava il lago di Costanza a Milano. Ed è proprio qui che ci daremo appuntamento!!

 

Sei sceso dal Brabante o dalla Baviera,

dallo Jutland o alle Ardenne

Al ritmo del pedale o di un passo lento

oppure rombando fremente tra i tornanti.

Forse sei salito a dorso d’asino da Rovigo,

in torpedone da Molfetta o

in monopattino da Reggio nell’Emilia.

Ora sei qui,

sull’alta soglia alpina dello Spluga

Nel silenzio di un momento

inaspettato e perciò meritato.

Per questo, e per quello che non sappiamo

ti diamo il benvenuto

in questa antica casa

da sempre aperta al cittadino del mondo.

Se poi: i pavimenti sono storti, le pareti sottili,

i bagni forse un po’ angusti e privi del tocco del celebre Gustavo Bimby,

non c’è la tv (non ce lo chiedere che ci rimarremmo male), ma free wi-fi,

usiamo poco ammorbidente per far continuare a sorridere le trote nel lago (oltre che per il benessere della tua pelle)

è perché abbiamo cercato di cambiare

il minimo possibile l’essenzialità plurisecolare della Ca’ de la Montagna.


2.   Passo dello Spluga- Andermatt, Km 240

Si parte e siamo in un attimo in Svizzera per perderci lungo la Viamala, il primo spettacolo di giornata!! In passato era odiata: “la brutta via”, così i vecchi mulattieri ribattezzarono la selvaggia e profonda gola in cui scorre impetuoso il Reno posteriore. Oggi, invece, la si visita proprio per la spettacolare interazione di acqua e rocce, che raggiungono anche i 300 metri di altezza. Il percorso ci spingerà fino a Reichenau da dove cominciamo il pirotecnico avvicinamento al cuore dell’itinerario: Oberalppass per piombare su Andermatt, un grazioso villaggio nell'area dominata dai 4 passi, dove pernotteremo, ma tutto a suo tempo. I 4 passi formano una specie di 8 viario e noi, a questo punto, siamo proprio nel mezzo. Poche regole, anzi nessuna, a parte quelle ovvie e scontate su sicurezza e velocità: senso orario, antiorario, poco importa e noi faremo esattamente così, uno sballo: il parco giochi delle Alpi ci attende. Inizieremo, perché pur sempre si deve cominciare dal Furka, poi il Nufena concludendo con la Tremola, l'antica via del Gottardo interamente lastricata, che spettacolo, che giornata! Adesso, al secondo passaggio da Andermatt possiamo concederci una meritata sosta……..


3.  Andermatt - Livigno, km 381

Ci allontaniamo dai 4 passi, non prima di aver valicato lo spettacolare Grimsel ed il Sustenpass e dirigendoci verso est. La discesa dal Grimsel dal versante nord è letteralmente strabiliante. Una serie di dighe e laghi glaciali di un colore verde smeraldo, cercano di interrompere in più punti la strada che tortuosamente ed in maniera assurdamente panoramica, riesce ad evitare incurante tutti gli ostacoli. Uno spettacolo! Ma la Svizzera è terra di valichi: Klausenpass, Albula, non ce ne vogliano gli altri ma uno dei nostri preferiti, Bernina, per chiudere il giro e la scorpacciata di passi alpini a Livigno non prima di aver valicato il. Lo sappiamo, oggi abbiamo esagerato!! Attraverseremo aree ben distinte anche geograficamente. La strada di Susten, vera e propria meraviglia costruttiva, viene utilizzata principalmente per il turismo; perciò, viene sgombrata dalla neve solo in un secondo momento e spesso la chiusura invernale si protrae da novembre a giugno, sarà il caso di approfittarne una seconda volta dopo il tentativo di ieri. Proseguiremo poi per l'Urnerboden, il più grande alpeggio svizzero e, secondo alcuni, anche il più bello. Come che sia, il vasto altipiano è un paradiso per gli amanti della natura e la spettacolarità dei paesaggi. In Alta Engadina, dicono le brochure pubblicitarie, devi solo allungare la mano: il cielo è lì a un palmo da te, l’altopiano lacustre luccica nella luce del pomeriggio, i boschi di cembri profumano di resina fresca e, nei villaggi, le case non si stancano di catturare il sole con le loro facciate suggestive. Uno scenario da cartolina. Noi eviteremo Saint Moritz per guidare sul desolato Albulapass, e rientrare in Italia dal passo del Bernina, per poi piegare a sinistra per il passo Forcola, siamo in dirittura di arrivo un ultimo sforzo. La desolata valle di Livigno ci attende. Il paese affonda le sue radici in una ricca cultura di tradizioni popolari. La sera saremo a cena in malga per assaporare i piatti tradizionali della zona.


4.   Livigno, rientro in sede

Colazione in Hotel, scioglimento della comitiva. Possibile un’estensione di mezza giornata, con tracciatura annessa, transitando sui valichi più spettacolari della zona, prima di riprendere l’autostrada al casello di Brescia, per il veloce rientro in sede. In sequenza:

·      passo di Foscagno

·      passo di Gavia

·      Passo di Croce Domini

·      Passo Maniva













31 marzo 2026

Toscana, a caccia di strade bianche, le foto

 

Un’ apertura di stagione scoppiettante, forse troppo!! Le ricognizioni prepartenza a caccia di nuove strade bianche e sterrate hanno sortito risultati soddisfacenti che probabilmente hanno portato ad un entusiasmo eccessivo. Il risultato, 2 giornate intense, probabilmente troppo lunghe, per gli abituali standard delle proposte offerte agli amici che spesso intervengono. Responsabilità mia, mi sono fatto prendere la mano. Fra l'altro la relativa scarsità di tempo a disposizione, sommato ad un inconveniente tecnico, in realtà una rottura dell’apparecchiatura fotografica, questa volta non ha permesso di produrre la solita quantità e qualità di contenuti!! Un ringraziamento a Sandro che ha messo a disposizione alcuni dei suoi scatti. Per il resto, il proliferare di nuovi percorsi cicloturistici nell’area, ha creato un reticolo veramente cospicuo di strade facilmente percorribili, con i soliti paesaggi toscani ad ammaliare chi le percorre. In fase di presentazione avevamo scritto: “la vista subisce la meraviglia di ciò che la circonda. I panorami aprono i cuori e queste terre raggiungono l’obiettivo. Strade che sembrano essere state tracciate inutilmente, in apparenza senza senso, ma che una volta percorse rivelano un sorprendente significato. Quando le percorriamo siamo felici, speriamo sia così anche per voi, abbiamo dovuto cercarle e non è stato semplice, modificando il percorso più volte.” Confermiamo dalla prima all’ultima parola, speriamo che sia stato così anche per chi ha partecipato a questa prima esperienza del 2026. 

Prossimo appuntamento a fine aprile, dal 29 al 3 maggio, per assistere alla Carrese in Molise a cui saremo presenti per la quarta volta. Un itinerario inedito tra Abruzzo e Molise attende i partecipanti, viaggio confermato, ci vediamo a Termoli.

 

Grazie di cuore ancora a tutti gli amici intervenuti:

 

Stefania CFMOTO 450 MT


Emiliano BMW R 1250 GS ADVENTURE


Fausto YAMAHA TENERE 700  


Ferdinand BMW R 1250 GS


Franco BMW R 1300 GS ADVENTURE


Giorgio BMW R 1300 GS ADVENTURE


Giovanbattista BMW R 1300 GS ADVENTURE


Massimo APRILIA TUAREG 660


Riccardo BMW R 1250 GS


Roberto BMW R 1300 GS 


Sandro CFMOTO 450 MT


Vincenzo HONDA NC 750 X DCT









foto Sandro Giampietro

foto Sandro Giampietro























17 febbraio 2026

L'isola di smeraldo

 

Si dice che chi visita l’Irlanda non riesca più a dimenticarla, e questo è probabilmente uno di quei casi in cui una diceria, in apparenza banale, corrisponde alla più pura e semplice verità. Il paesaggio irlandese ha infatti un’atmosfera mitica, dovuta tanto alla storia del paese, quasi palpabile, quanto alla sua fama di luogo abitato da fate e da folletti. Il tempo non sempre è clemente, questo è vero, ma il difetto è compensato dalle decine e decine di sfumature di verde della vegetazione; non per niente è soprannominata l’Isola di Smeraldo. Il Paese incanta i visitatori con la sua bellezza e l’atmosfera accogliente. Dalle suggestive Giant’s Causeway alle speciali scogliere di Moher, dalle dolci colline del Kerry ai laghi fatati del Connemara, dagli scenari atlantici ai paesaggi di una campagna rigogliosa, il contesto irlandese è un invito constante all’esplorazione, con sorprese strabilianti ad ogni curva.


Tappe:
 
1.     Sabato, 27 giugno, arrivo Dublino dall’Italia
2.     Domenica 28 giugno, Dublino visita della città
3.     Lunedì 29 giugno, Dublino- Dungarvan km 272
4.     Martedì 30 giugno, Dungarvan- Killarney km 268
5.     Mercoledì 1° luglio, Killarney- Adare km 260
6.     Giovedì 2 luglio, Adare- Galway km 294 
7.     Venerdì 3 luglio, Galway- Westport km 248
8.     Sabato 4 luglio, Westport- Sligo km 284
9.     Domenica 5 luglio, Sligo- Dunfanaghy km 254
10.  Lunedì 6 luglio, Dunfanaghy- Londonderry km 268
11.  Martedì 7 luglio, Londonderry- Ballymena km 229
12.  Mercoledì 8 luglio, Ballymena- Carlingford km 228
13.  Giovedì 9 luglio, Carlingford- Dublino km 146, riconsegna delle moto e rientro in Italia


  Irlanda 2026
L’isola di smeraldo
Dal 27 giugno al 9 luglio, km 2739


Programma:

1.     Sabato, 27 giugno, arrivo Dublino dall’Italia
Arrivo in giornata e sistemazione in albergo.
 
2.     Domenica 28 giugno, Dublino visita della città

Benvenuti, o meglio, Failtè, come direbbero gli irlandesi!! La nostra esperienza inizia da Dublino con un intero giorno a lei dedicato. Contraddistinta da un fascino discreto che contraddistingue tutto il paese, agli occhi del visitatore mostra il carattere tipico di chi è passato attraverso le difficoltà senza perdere il piacere di vivere. Negli ultimi dieci anni la città ha conosciuto trionfi e momenti di crisi, ma i dublinesi non si sono fatti condizionare ed hanno continuato ad apprezzare il bello della vita, attraverso la musica, l’arte e la letteratura: aspetti dati spesso per scontati, ma che rende immensamente fieri. Dublino è una città da visitare per la sua atmosfera, pacata ed allo stesso tempo vivace, per i suoi pub e la storia dei suoi edifici. L’Irlanda, decisamente, con Dublino, tocca il suo massimo splendore: non è l’unico luogo suggestivo e di interesse del paese, ovviamente, ma di certo ne rappresenta uno dei suoi fulcri più interessanti.
 
3.     Lunedì 29 giugno, Dublino- Dungarvan km 272
Che il viaggio abbia inizio. Prima bisogna espletare la formalità del ritiro dei mezzi per chi è arrivato sull’isola volando direttamente sull’isola di smeraldo. Le cose si fanno eccezionalmente interessanti appena fuori città: la contea di Wicklow e le omonime montagne rappresentano un brutale, inaspettato cambiamento del paesaggio, siamo con la città a pochi chilometri di distanza, ma si entra in un altro mondo. Le montagne non superano mai i 1000 metri di altitudine ma che spettacolo!! Il Sally gap ed il Wicklow Gap sono entusiasmanti ed incorniciano un paesaggio sorprendente!! A Glendalough, proprio nel mezzo di tanta bellezza, faremo una breve sosta considerando che il villaggio è riconosciuto come uno degli angoli più belli del paese. Se questo è l’inizio prepariamoci allo straordinario!! La giornata proseguirà placidamente per strade secondarie ed in dirittura di arrivo percorreremo un tratto di costa prima di fare ingresso a Dungarvan, con le sue case color pastello che circondano una pittoresca baia. A parte la bellezza del luogo e dall’immancabile castello, questa piccola località è anche rinomata per la qualità dei suoi ristoranti e la sede di una famosa scuola di cucina, ne approfitteremo.
 
4.     Martedì 30 giugno, Dungarvan- Killarney km 268
Giornata ondivaga ed interlocutoria, una specie di ripiego alle modifiche apportate per ridurre i giorni del programma iniziale e poi recuperarne uno in extremis, ma la campagna irlandese interviene in aiuto con la solita magnanima spettacolarità. Gran parte della tappa sarà percorsa su strade secondarie dimenticate per giungere a Killarney, annidata tra imponenti colline e laghi scintillanti, un luogo da sogno per coloro che sperano di immergersi nella storia dell’Irlanda e nel suo fascino.
 
5.     Mercoledì 1° luglio, Killarney- Adare km 260
La penisola del Dingle, protagonista di giornata, si incunea nell’oceano che sovrasta il paesaggio. Le sue acque blu opalescente valorizzano ancora di più le colline verdissime e le spiagge di sabbia dorata. Sullo sfondo, montagne suggestive, castelli pittoreschi ad anello, rendono questo angolo di Irlanda indimenticabile. Abbandoneremo la regione tenendoci vicini alla costa e superando il Kerry Head ed arrivare a destinazione dopo essere transitati dalle spiagge, spesso tempestose sull’estuario dello Shannon River. Breve sosta per visitare il museo degli idrovolanti a Foynes ed arrivo nell’affascinante villaggio di Adare, che ha fama di essere uno dei più graziosi del paese, con i suoi pittoreschi cottage dal tetto di paglia. Fondato nel XIII secolo, si affaccia nel punto di guado del fiume Maigue, da cui il villaggio trae il suo significato, “Áth Dara”, che sta per guado della quercia.
 
6.     Giovedì 2 luglio, Adare- Galway km 294 
Usciamo ufficialmente dal Kerry per continuare la nostra salita verso il nord dell’isola, ma sempre tenendo conto delle incredibili attrattive paesaggistiche, di una morfologia folle e delle fantastiche strade che la attraversano. La giornata inizia seguendo le sponde orientali del Lough Derg, per poi deviare nuovamente verso l’Oceano e le sue scogliere. Dedicheremo le nostre attenzioni a Loop Head, appartato, solitario, con straordinarie vedute sulla costa, distante anni luce dalle più famose Cliff Of Moher, costantemente assalite da turisti ed a cui concederemo uno sguardo distratto nel corso della giornata!! La R477 procede aggirando il Black Head, un promontorio solitario che sovrasta il mare, siamo nella baia di Galway che aggireremo per arrivare al punto di fine giornata. Città dallo spirito artistico e bohémien, Galway, Gaillimh, è famosa per il suo panorama di luoghi ed eventi votati all’intrattenimento. I pub dai colori vivaci vibrano di musica live, mentre i tavolini all’aperto dei caffè e dei ristoranti sono una postazione ideale per osservare gli artisti e il teatro di strada. Ciò che resta delle mura cittadine medievali si alterna a negozi che vendono anelli di Claddagh forgiati a mano, libri e strumenti musicali. Una serie di ponti collega tra loro le sponde del River Corrib, dalle acque ricche di salmoni, e una lunga passeggiata conduce a Salthill, sulla Galway Bay, dove si trovano le ostriche per le quali la zona è famosa. La sua energia e la sua creatività le sono valse la candidatura a Capitale Europea della Cultura per il 2020.

7.     Venerdì 3 luglio, Galway- Westport km 248
Si inizia portando a termine il giro della baia per poi fare ingresso in un’altra penisola, quella del Connemara, in irlandese “Conamara”, che significa insenatura del mare. Mai nome fu più appropriato: le strade costiere, orlate di muretti in pietra, serpeggiano smarrendosi in un susseguirsi di piccole baie, spiagge nascoste ed insenature. Roundstone, è una delle perle della zona, con le sue variopinte case a schiera che si affacciano sulle scure acque della Bertraghboy bay, dove sono ormeggiate le barche dei pescatori di aragoste. Il percorso continua tortuosamente ad ingannarci con laghi che sembrano baie e piccoli laghi che sembrano baie tra un verde sfolgorante ed un blu ipnotico!! Dopo aver percorso un tratto della Sky Road, ci concederemo un’altra deviazione verso Claggan, tipico porto di pescatori che attira le attenzioni fotografiche di quelli che si concedono il tempo di allungare la strada fino a qui. Ma la scusa vera è che la deviazione ci permetterà di tentare la sorte arrivando ad Omey Strand, una spiaggia dalla quale, quando c’è bassa marea è possibile raggiungere, anche con un veicolo Omey Island, un basso isolotto, una manciata di case, dove in estate si svolgono corse di cavalli. La strada continua a spingersi verso nord ed in dirittura di arrivo potremo ammirare uno dei panorami più belli della contea Mayo, quello che circonda la sublime sommità di Croagh Patrick, la “montagna sacra” irlandese. È qui che, secondo la leggenda, S. Patrizio avrebbe digiunato durante i 40 giorni di Quaresima, nel 441. Arrivo a Westport, una di quelle cittadine irlandesi che non possono passare inosservate: nessuno rimane immune al fascino delle sue ripide strade in salita, delle graziose piazzette, delle facciate georgiane dei negozi che compongono un colorato caleidoscopio, del fiume gorgogliante con i ponticelli di pietra adornati di fiori, dei tanti pub accoglienti e di un’atmosfera placida e tranquilla che non può che catturare il visitatore.
 
8.     Sabato 4 luglio, Westport- Sligo km 284
Malgrado le loro meraviglie naturali le contee di Mayo e Sligo, protagoniste di giornata, rimangono ancora un segreto ben custodito, offrendo tutta la romantica e selvaggia bellezza dell’Irlanda più autentica, per il momento ancora distante dalle masse turistiche che prendono di assalto altre zone del paese, forse più accessibili. Iniziamo percorrendo l’Atlantic Road che aggira la penisola di Corraun per arrivare ad Achill Island, uno degli angoli più romantici e selvaggi d'Irlanda: un luogo sperduto e solitario in balia degli elementi e della forza del mare impetuoso. Messa in comunicazione alla terra ferma da un ponte, è l’isola più grande d’Irlanda, con una lunghezza di 24 chilometri e una larghezza di 19. Si prosegue in direzione nord, ma prima di cambiare direzione, un’altra deviazione, per dare un’occhiata all’irresistibilmente remoto ed incantevole villaggio di Pollatomish, incorniciato in una baia incastonata tra insenature nascoste dall’oceano aperto. Sosta consigliata, dopo la solita dose di panorami costieri, a Ceide Fields, il più vasto insediamento megalitico europeo, che, nei secoli, è stato ricoperto di torbiera: oggi è stato riportato alla luce dopo un intenso lavoro. Sligo, una piccola città, ci accoglierà a fine tappa. Pur non avendo grandi attrattive conquista per la sua vivacità, il suo lungofiume e i numerosi pub dove ascoltare buona musica. Situata alla foce del fiume Garavogue, nella Sligo Bay, è il capoluogo della contea. Sebbene venga spesso snobbata per mete più famose o scelta solo come tappa di passaggio nello spostamento dal Mayo al Donegal, questa deliziosa cittadina è in grado di regalare piccole magie a chi avrà la pazienza di scoprirla. Spesso per amare un luogo non servono monumenti o musei da visitare, bensì angoli piacevoli che rendono unica la permanenza e indelebile il ricordo. Un altro elemento degno di nota è sicuramente la gastronomia: a Sligo decisamente si mangia bene, per nostra fortuna.

9.     Domenica 5 luglio, Sligo- Dunfanaghy km 254
Perché arrivare fin quassù?? Dopo giorni di viaggio, l’Atlantic Road e questo splendido paese continuano a mietere certezze continuando a riservare, giorno dopo giorno, nuove sorprese che ci inducono a continuare apparentemente senza meta, ma con la convinzione che l’ennesima giornata di viaggio, ci riserverà qualcos’altro di strabiliante, trasformando lo straordinario in ordinario!! Un detto della contea di Donegal recita: “quassù è diverso”. Un mondo a parte, la contea degli estremi: tetra, desolata, spesso in balia di un clima inclemente. No, non è finita, si procede assuefatti alle sorprese: Sleve League, le più alte scogliere del continente; Glen Gesh Pass, la valle dei cigni, un passo alpino con montagne scoscese e valli rigogliose; Poisoned Glen, “la valle avvelenata”, con le sue straordinarie pareti rocciose scolpite dai ghiacci; Glenveagh Castle, spettacolare, sfarzoso, suggestivo castello, inserito nel parco nazionale omonimo. Decisamente pochi luoghi in Irlanda hanno la stessa selvaggia bellezza del Donegal nordoccidentale.
 
10.  Lunedì 6 luglio, Dunfanaghy- Londonderry km 268
Proseguiamo il nostro itinerario. Ci attende il forte in pietra di Grianán of Aileách, considerato il monumento antico più imponente e affascinante del Donegal, all’ingresso della penisola di Inishowen, ha una forma stranamente circolare che domina la sommità della Grianàn Hill, da cui fra l’altro si gode uno splendido panorama sui laghi circostanti. Gap of Mamore è lo spettacolare passo che ci porta ad un’altra bellezza naturale prima di abbandonare il Donegal. Malin Head, il capo più settentrionale d’Irlanda: sebbene la contea offra angoli forse più spettacolari di questo, arrivare fin qui rappresenta quasi un traguardo. Si è raggiunto un posto davvero sperduto ed ai confini del mondo. Qui spesso il vento soffia implacabile spazzando le belle scogliere che degradano verso il mare impetuoso. La vista è magnifica e ovunque vi giriate avrete una prospettiva da mozzare il fiato. Entriamo in Irlanda del nord e non possiamo fare altro che arrivare a Derry, Londonderry, città con due nomi, specchio della sua anima divisa tra cattolici e protestanti. I cartelli stradali in Irlanda del Nord riportano Londonderry mentre quelli della Repubblica d’Irlanda semplicemente Derry, Doíre in irlandese. La città ha vissuto una storia turbolenta e sanguinosa, prima con i numerosi assedi e le guerre con l’esercito inglese, poi con le carestie e le migrazioni in America, per evitare le dure leggi britanniche. Ma è diventata tristemente nota in tutto il mondo per le violente traversie all’epoca dei Troubles, le tensioni fra la popolazione cattolica e quella protestante, che culminarono nel massacro ribattezzato Bloody Sunday, avvenuto il 30 gennaio 1972: durante una manifestazione pacifica per i diritti civili e l’accesso alle cariche pubbliche, la polizia protestante sparò sulla folla inerme, uccidendo 13 civili cattolici. A dispetto della sua triste storia, Derry è una cittadina davvero suggestiva, con le sue case color pastello da cui spiccano le guglie delle chiese e le ripide stradine del centro storico, racchiuse nelle splendide mura medievali. Negli ultimi decenni si è molto rivitalizzata, dando origine a una rinascita culturale e sociale che la rende interessante e ricca di attrattive, nonostante in alcune zone della città come il Bogside, si respiri ancora un’atmosfera cupa segnata dagli orrori del passato. Derry rappresenta in ogni caso una delle più belle città d’Irlanda, con un carattere forte e volitivo che meriterebbe non solo una visita fugace, ma una permanenza più lunga.
 
11.  Martedì 7 luglio, Londonderry- Ballymena km 229
Abbandoniamo le possenti mura fortificate della città che ci ha ospitato cercando stradine secondarie per oltrepassare Limavady e spingerci verso la costa di Antrim. Il Dunluce Castle è uno spettacolare castello in rovina, aggrappato a uno sperone di roccia lungo l’itinerario: sembra sfidare la forza distruttrice del mare e degli elementi. Antrim è la contea situata all’estremità nord-orientale del paese, da cui, tramite un breve viaggio in mare si può raggiungere la Scozia, che nelle belle giornata appare in lontannza. Bushmill, che si incontra appena dopo, è famosa tra gli amanti del whisky irlandese per la distilleria legale più antica del mondo. Le Giant’s Causeway sono uno dei luoghi più magici d'Irlanda: 40.000 colonne di basalto esagonali, di origine vulcanica, emergono misteriose dal mare burrascoso. Purtroppo, tanta fama paga il suo prezzo con un’affluenza turistica che ha reso difficile e snervante l’accesso a tanta meraviglia. Il tratto fino a Ballycastle, con i contrasti cromatici di nero basalto e candido calcare, è tra i più suggestivi di questo tratto di costa. Ma la giornata ci riserva altre sorprese, con la strada panoramica di Torr Head, una strada stretta e vertiginosamente insidiosa che si inerpica lungo pendii a precipizio sul mare. La strada continua a seguire pericolosamente la costa fino a raggiungere i sobborghi di Larne, da dove per stradine secondarie raggiungeremo Ballymena, dove alloggeremo per la notte.
 
12.  Mercoledì 8 luglio, Ballymena- Carlingford km 228

Il Carrickfergus Castle è uno dei più antichi e grandi castelli irlandesi, situato sulla spiaggia dell’omonimo villaggio, e la nostra prima meta di giornata. Rapido attraversamento di Belfast per poi guidare su un altro tratto di costa spettacolare. Ce ne allontaneremo solo per scalare le Mourne Mountains, tra vette di granito, anticamente battute dai contrabbandieri e che dominano il Carlingford Lough, che attraverseremo in battello. Ubicato su una sporgenza rocciosa, il Green Castle è circondato da robuste mura di pietra all’ingresso dell’omonimo villaggio, una delle località più deliziose di questo tratto di costa e punto di arrivo di giornata.
 
13.  Giovedì 9 luglio, Carlingford- Dublino km 146, riconsegna delle moto e rientro in Italia
Siamo alla fine del viaggio. Che dire?? lungo?? breve?? faticoso?? Interessante?? Sicuramente esplorativo esperiamo a volte sorprendente. Anche l’ultima giornata seppur più breve delle altre riserverà qualche altra sorpresa paesaggistica. Le nostre solite strade, un castello per non perdere le buone abitudini ed alla fine, ad attenderci, Dublino, per la riconsegna dei mezzi ed il volo di rientro in Italia. Per chi invece ha deciso per l’opzione via terra, il viaggio continua…….